Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare.

aprile 14, 2014

XVII Legislatura: gli ultimi giorni della democrazia provinciale nei documenti ufficiali della Camera dei Deputati (con prima nota di lettura UPI)

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Ancona, 14 aprile 2014

 

Repubblica Italiana - Camera dei Deputati

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Atto Camera 1542-B | Disegno di legge: S. 1212 – “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni(approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (1542-B)

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

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I resoconti stenografici

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febbraio 13, 2014

Cassandra – Consiglio di Stato: sui tagli alle Province, la giustizia inverte la rotta

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Ancona, 13 febbraio 2014

Dopo “DM 25 ottobre 2012, “Riduzione delle risorse alle Province” causa spending review: ennesimo tonfo dell’ex-Governo Monti sancito dal TAR Lazio” (17 luglio 2013), la prova documentale che attesta come lo Stato, attraverso il Consiglio di Stato ed eccependo la inderogabilità (e urgenza) di procedure vincolate (dallo Stato stesso), abbia deciso di riprendersi il maltolto, pretendendo al contempo dalle Amministrazioni provinciali, a finanze ridotte e funzioni invariate, il mantenimento delle medesime prestazioni pubbliche.

Regolamenti CE (in particolare: Regolamento CE n. 2223/1996), consumi intermedi, consumi finali non hanno pregio. L’urgenza, a prescindere da qualunque principio di leale collaborazione tra Istituzioni e virtuosità dell’Ente, sì.

Morale di fondo: con trasferimento ex lege (la spending review), scaricare su terzi (“terzi” nella loro distorta ottica neocentralista), ossia le Province, la colpa dell’impossibilità di erogare i servizi essenziali per cittadini e comunità; terzi che quindi mediaticamente quanto inevitabilmente diventano contenitori inutili, capaci di generare solo spesa improduttiva (ossia sprechi) da evirare alla base, per l’appunto. Tutto ciò nonostante le evidenti colpe risiedano altrove. Evidenti per chi non ha le proprie parti sensibili foderate dalle veline del Gabinetto di turno.

Paolo

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L’ultimo tratto del percorso in breve
D.M. 25 ottobre 2012 – Riduzione delle risorse alle province, ai sensi dell’articolo 16, comma 7, del decreto-legge 95/2012 (spending review) nonché attribuzione del contributo, ai sensi dell’articolo 17, comma 13-bis del predetto decreto 95/2012 e relativi allegati. (12A11784)
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La sentenza: qualche dettaglio in più

GA - Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana | Fondatore Enrico Michetti (pareristica a cura dell'Avvocatura dello Stato)

8 febbraio 2014Province: il Consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR sull’illegittimità del decreto del Ministero dell’Interno di riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali alle Province (segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III, sentenza del 3.2.2014)

Giustizia Amministrativa – Consiglio di Stato – Roma – Sentenza REG.PROV.COLL. n. 00475/2014 (REG.RIC. n. 07737/2013)

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Giustizia Amministrativa - Consiglio di Stato - Roma - Sentenza REG.PROV.COLL. n. 00475/2014 (REG.RIC. n. 07737/2013)sul ricorso numero di registro generale 7737 del 2013, proposto da:

Ministero dell’Interno e Ministero dell’Economia e delle Finanze, in persona dei rispettivi Ministri pro-tempore,

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario Straordinario per la Razionalizzazione della Spesa,

tutti rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, n.12;

contro

Provincia di Genova, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Lorenzo Acquarone, Giovanni Acquarone e Marco Barilati, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luca Gabrielli in Roma, via Nazionale, n. 200;

nei confronti di

Provincia di Bologna, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Francesca Scarpiello e Patrizia Onorato, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Adriano Casellato in Roma, viale R. Margherita, n. 290;

Provincia di Alessandria, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Alberto Vella e Antonella Terranova, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Antonella Terranova in Roma, via Bertoloni, n.14;

Provincia di Pisa, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Mario Pilade Chiti, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, n. 5;

Provincia di Roma, in persona del Commissario pro-tempore, rappresentata e difesa per legge dall’avv. Massimiliano Sieni, domiciliataria in Roma, via IV Novembre, n. 119/A;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA, SEZIONE I TER, n. 07022/2013, resa tra le parti, concernente determinazione e riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali dovuti alle singole province.

[...]

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto lo accoglie e, per l’effetto, annulla la sentenza impugnata.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

[...]

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settembre 19, 2013

Scuola di Eddyburg 2013: “Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio”, 17-19 ottobre 2013

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Ancona, 19 settembre 2013

Eddyburg

Scuola di Eddyburg 2013: “Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio”

17-19 ottobre 2013, Sezano (VR)

 

Con il decreto legislativo DL 95/2012, convertito con legge 135/2012 le province dovrebbero essere “riordinate” dal governo secondo una complessa procedura nella quale dovrebbero concorrere stato e regioni. Nel frattempo, il 1° gennaio 2014, 10 province (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) saranno abolite e sostituite da altrettante città metropolitane. Precisamente, le città metropolitane sostituiranno le corrispondenti provincie e assumeranno le funzioni fondamentali in materia di pianificazione territoriale, mobilità e servizi pubblici, oggi ripartite tra province e comuni.

Eddyburg - Scuola di Eddyburg 2013: "Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio", 17-19 ottobre 2013, Sezano (VR) - PROGRAMMA PROVVISORIO

Eddyburg – Scuola di Eddyburg 2013: “Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio”, 17-19 ottobre 2013, Sezano (VR) – PROGRAMMA PROVVISORIO

Nell’eddytoriale 159 abbiamo ricordato le ragioni che hanno condotto ad affrontare, fin dai primi anni della formazione delle regioni (1971) il problema del governo d’area vasta e, in questo quadro, all’attribuzione di nuovi compiti alle province e all’invenzione delle “città metropolitane”. In tal modo si era riformato il sistema delle istituzioni democratiche e delle loro responsabilità nel governo delle trasformazioni urbane e territoriali approvando la legge 142/1990, poi largamente disapplicata. Quel disegno fondava il governo del territorio su due principi, fortemente condivisi: l’adozione del metodo della pianificazione urbanistica e territoriale (come nel resto dell’Europa e, dal 1942, anche in Italia) e la democraticità del processo di pianificazione, cioè che questo fosse affidato alla responsabilità e all’iniziativa pubblica e perciò attuato da istituzioni elette dai cittadini. Vogliamo aggiungere che nello stesso periodo si erano precisate le responsabilità delle regioni, quale cerniera tra la dimensione economica e quella territoriale dell’intervento pubblico e ci si era proposti di superare la settorialità nello stesso intervento dello Stato introducendo l’obbligo di definire le “linee fondamentali dell’assetto territoriale nazionale” (DPR 616/1977).

E’ passato un quarto di secolo dalla riforma di quegli anni. Un lungo periodo, durante il quale tutto è cambiato in Italia. Abbiamo attraversato, e definitivamente superato, un ciclo immobiliare di straordinaria lunghezza e intensità, sprofondando in una crisi strutturale che investe tutti i settori produttivi. La geografia delle aree urbane si è ulteriormente modificata, con la formazione di vaste conurbazioni – prive di confini e identità – in molte aree del paese. Il governo delle trasformazioni territoriali è stato travolto, innanzitutto dal velleitarismo federalista (inteso – con un’inversione semantica – come spinta alla separazione anziché all’associazione). Sono stati negati gli stessi presupposti sui quali si basava la riforma del 1990: gli slogan vincenti sono stati “meno Stato e più mercato”, “via i lacci e lacciuoli della pianificazione”, “ciascuno è padrone a casa sua”. Le stesse istituzioni della democrazia rappresentativa sono state deformate spostando il potere dalle sedi collegiali e pluraliste (i consigli e il Parlamento) a quelle di vertice, privilegiando la “governabilità” alla democrazia. Nel tempo stesso la trasformazione del sistema economico (l’affermazione del “finanzcapitalismo”) e la crisi della politica hanno devastato l’idea stessa del governo pubblico. In assenza di una regia pubblica autorevole e lungimirante, si sono sclerotizzati i problemi pregressi e sono rimasti senza risposta i nuovi bisogni sociali, lasciando che i cambiamenti nella struttura economica producessero i loro effetti senza che fossero comprese e valutate le ricadute di lungo periodo. È stato modificato il rapporto tra i diversi livelli istituzionali sostituendo il rapporto diretto Stato-comuni a quello filtrato e mediato dalle istituzioni intermedie, trasformando le regioni in mere agenzie di distribuzione delle sempre più scarse finanze pubbliche.

In vista delle iniziative istituzionali, è quindi necessario riaprire un dibattito ampio, profondo, documentato sulle finalità, le regole, i modi, gli strumenti e gli istituti per un governo democratico del territorio, che parta da una rigorosa analisi delle radici della questione, con particolare riferimento alla dimensione di “area vasta”.

È con questo tema che inauguriamo un nuovo ciclo della Scuola di eddyburg. Il primo passo in questa direzione è un seminario sul tema delle città metropolitane, quasi obbligato dalle scadenze istituzionali. Le città metropolitane sono oggi a un bivio della loro storia. Esse coincidono con le aree più ricche, più dense, più forti del paese e quindi potrebbero essere la prossima terra di conquista per i percettori delle rendite immobiliari e finanziarie. Oppure, potrebbero costituire un laboratorio nel quale muovere i primi passi in direzione opposta, restituendo vivibilità alla «casa della società», recuperando la sintonia perduta con il territorio e la propria storia e rispondendo più efficacemente ed equamente ai bisogni di tutti i cittadini.

Eddyburg - Scuola di Eddyburg 2013: "Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio", 17-19 ottobre 2013, Sezano (VR) - CONTATTI e MODULO DI ISCRIZIONE

Eddyburg – Scuola di Eddyburg 2013: “Le Città metropolitane tassello essenziale del governo pubblico del territorio”, 17-19 ottobre 2013, Sezano (VR) – CONTATTI e MODULO DI ISCRIZIONE

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settembre 10, 2013

Mancate elezioni provinciali 2012: al TAR del Lazio trovata la firma per rinviare la decisione, approfondimenti ed analisi a cura del Dott. Carlo Rapicavoli

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Ancona, 10 settembre 2013

Per comprendere la sostanza dei fatti accaduti e raccontati appena venerdì 5 settembre scorso in “PubblicalOra – Provincia di Ancona e mancate elezioni amministrative 2012: al TAR del Lazio si è trovata la firma … per un rinvio (di fatto)“), da QuotidianoLegale gli approfondimenti e l’analisi del nostro infaticabile, preziosissimo Dott. Carlo Rapicavoli.

Paolo

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QuotidianoLegale

5 settembre 2013Sulla sospensione delle elezioni provinciali nuovo rinvio della decisione del TAR Lazio

a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Nemmeno la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme, che hanno impedito ai cittadini di eleggere gli organi delle Province in scadenza nella primavera 2012 ed hanno determinato il conseguente commissariamento, è stato sufficiente per ottenere dal TAR del Lazio una sentenza.

QuotidianoLegale - 5 settembre 2013 – "Sulla sospensione delle elezioni provinciali nuovo rinvio della decisione del TAR Lazio", a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di TrevisoCi riferiamo al ricorso presentato dalla Provincia di Ancona nel 2012 per l’annullamento del decreto del Prefetto di Ancona prot. n. 11129 del 6.3.2012 e del decreto del Ministero dell’Interno in data 24 febbraio 2012, aventi ad oggetto la convocazione per i giorni 6 e 7 maggio 2012 dei comizi per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali nonché per l’elezione dei consigli circoscrizionali, nella parte in cui hanno omesso di prevedere le elezioni del Presidente della Provincia di Ancona e del Consiglio provinciale di Ancona.

Dopo un primo esame il TAR Marche, con l’Ordinanza n. 139/2013 ha rimesso la questione al TAR Lazio per competenza.

Il 6 giugno scorso la questione è stata discussa il 6 giugno e rimessa in decisione.

Tuttavia i Giudici in camera di consiglio il 24 luglio rilevano che, successivamente alla trattazione della causa all’udienza pubblica del 6 giugno 2013, è stata depositata la sentenza 19 luglio 2013, n. 220, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 23, commi 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20, del d.l. n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge n. 214 del 2011 e degli artt. 17 e 18 del d.l. n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge n. 135 del 2012, con i quali è stata operata la cosiddetta “riforma delle Province” per violazione dell’art. 77 Cost..

Pertanto con Ordinanza n. 8083/2013, depositata ieri, fissano una nuova udienza per il 5 dicembre 2013.

A sostegno del rinvio, i Giudici richiamano il caso in cui entra in vigore una nuova normativa (dispiegante effetti sostanziali o processuali sul rapporto controverso) nell’intervallo di tempo intercorrente tra la deliberazione e la pubblicazione della sentenza, nel quale, per garantire il contraddittorio processuale, occorre riportare la causa sul ruolo per una nuova trattazione della medesima in udienza pubblica, in applicazione analogica dell’art. 73, comma 3 del codice del processo amministrativo, attesa l’evidente identità di ratio.

La decisione appare criticabile sotto l’aspetto sostanziale.

Da oltre sedici mesi la Provincia di Ancona (la Provincia di Belluno, per lo stesso motivo, ormai da due anni) è gestita da un commissario straordinario e si è impedito, per due tornate elettorali amministrative successive – nel 2012 e nel 2013 – ai cittadini di quella Provincia di eleggere i propri rappresentanti.

Ciò è avvenuto in virtù della disposizione dell’art. 23 del decreto “salva Italia” secondo cui “agli organi provinciali che devono essere rinnovati entro il 31 dicembre 2012 si applica, sino al 31 marzo 2013, l’art. 141 del D. Lgs. 267/2000 (commissariamento)”, dichiarato incostituzionale con la sentenza n. 220/2013.

Con la Legge di stabilità 2013 (art. 1, comma 115, della Legge 228/2012) sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2013 i commissariamenti delle Province in essere o di quelle Province i cui organi sono in scadenza nel 2013. In questo caso si tratta di una proroga della gestione commissariale che trae la sua fonte in norme dichiarate incostituzionali e, pertanto, evidentemente affette da incostituzionalità derivata.

La sentenza n. 220/2013 della Corte Costituzionale avrebbe richiesto un tempestivo ripristino della situazione di illegittimità tanto più che è evidente che la sospensione delle elezioni è un evento straordinario, ammissibile soltanto in precise e circoscritte situazioni definite dalla legge.

Al riguardo, è utile ricordare la sentenza n. 103/1993 della Corte Costituzionale, che, nel considerare costituzionalmente legittima l’ipotesi di scioglimento dei consigli per infiltrazioni mafiose, ha sottolineato come “l’aspetto proprio delle autonomie, quale quello della rappresentatività degli organi di amministrazione, possa temporaneamente cedere di fronte alla necessità di assicurare l’ordinato svolgimento della vita delle comunità locali, nel rispetto delle libertà di tutti ed al riparo da soprusi e sopraffazioni, estremamente probabili quando sui loro organi elettivi la criminalità organizzata possa immediatamente riprendere ad esercitare pressioni e condizionamenti”.

Si tratta evidentemente di ipotesi eccezionali che non sussistono assolutamente nelle previsioni di cui oggi si discute.

E va notato che la sentenza 103/1993 è precedente alla modifica del titolo V della Costituzione, che ha riconosciuto, rafforzato e garantito ulteriormente lo status degli Enti Locali.

Nella sentenza 106/2002 si legge: “Il nuovo Titolo V ha disegnato di certo un nuovo modo d’essere del sistema delle autonomie. Tuttavia i significativi elementi di discontinuità nelle relazioni tra Stato e regioni che sono stati in tal modo introdotti non hanno intaccato le idee sulla democrazia, sulla sovranità popolare e sul principio autonomistico che erano presenti e attive sin dall’inizio dell’esperienza repubblicana. Semmai potrebbe dirsi che il nucleo centrale attorno al quale esse ruotavano abbia trovato oggi una positiva eco nella formulazione del nuovo art. 114 della Costituzione, nel quale gli enti territoriali autonomi sono collocati al fianco dello Stato come elementi costitutivi della Repubblica quasi a svelarne, in una formulazione sintetica, la comune derivazione dal principio democratico e dalla sovranità popolare”.

Se è vero che le Province, al pari dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, nel disegno costituzionale (rafforzato dal nuovo titolo V, ma già presente nel disegno costituzionale originario) hanno la comune essenza fondata sul principio democratico e sulla sovranità popolare, è evidente che la sospensione delle elezioni non può protrarsi per anni, in virtù di una ipotetica ed incerta riforma.

Da qui la critica alla decisione di ulteriore rinvio da parte del TAR. La sentenza della Corte Costituzionale esigeva un immediato ripristino della legalità.

Se è vero infatti che la Legge 7 giugno 1991 n. 182 prevede che le elezioni dei consigli comunali e provinciali devono svolgersi in un turno annuale ordinario da tenersi in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno se il mandato scade nel primo semestre dell’anno ovvero nello stesso periodo dell’anno successivo se il mandato scade nel secondo semestre, è anche vero che, in più occasioni, con apposite norme si è derogato al principio generale fissando le elezioni amministrative in date diverse.

Il ripristino del principio democratico, sancito dalla Costituzione e ribadito dalla Consulta come abbiamo visto sopra, avrebbe dovuto legittimare chiaramente una deroga alle date fissate dalla Legge 182/1991.

Ed in questa direzione, la decisione del TAR avrebbe avuto il merito di superare una situazione intollerabile.

Alla mancata decisione del TAR si aggiunge la decisione del Governo di prorogare ulteriormente i commissariamenti.

L’art. 12 del D. L. 14 agosto 2013 n. 93 prevede infatti:

1) La conferma dei provvedimenti di scioglimento degli organi e di nomina dei commissari nelle amministrazioni provinciali disposti in applicazione dell’art. 23 del decreto salva Italia, dichiarato incostituzionale con la sentenza 220/2013;

2) La proroga dei commissariamenti in essere fino al 30 giugno 2014;

3) Il commissariamento degli Enti i cui organi cessano per scadenza naturale o altri motivi nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2014.

Rinviamo ad un precedente intervento l’analisi di tale disposizione che il Parlamento, in sede di conversione in legge, auspicabilmente dovrebbe modificare.

Resta il fatto che, ad oltre diciotto mesi dalla presentazione del ricorso, e malgrado le pronunce della Corte Costituzionale, saranno necessari ulteriori tre mesi per attendere una prima pronuncia del Tribunale Amministrativo su temi che investono principi fondamentali del nostro ordinamento.

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settembre 4, 2013

Istituzioni (Province) e popolo (provinciale) venduti al padrone (la demagogia): IL TriONFO DEL SINDACATO

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Ancona, 4 settembre 2013

Il Sole 24 ORE

3 settembre 2013Imprese e sindacati: ora la svolta

Confindustria e Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un documento che ha come obiettivo una svolta per il rilancio dell’Italia. Tra le priorità del documento, reso noto alla festa Pd a Genova, spiccano politica industriale, lavoro, fisco.

Genova, 2 settembre 2013 – Una legge di stabilità per l’occupazione e la crescita

Genova, 2 settembre 2013 - Una legge di stabilità per l'occupazione e la crescita

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QuotidianoLegale

3 settembre 2013Le proposte di riforme istituzionali nel documento congiunto di Confindustria e Sindacati

a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Confindustria e Sindacati hanno sottoscritto il 2 settembre a Genova un documento comune di proposta al Governo, articolato su tre punti fondamentali:

a) Politiche fiscali

b) Politiche industriali

c) Revisione degli assetti istituzionali ed efficienza della spesa pubblica.

Iniziativa molto interessante, forse inedita, che funge da stimolo al Governo in prossimità della presentazione al Parlamento della legge di stabilità 2014.

Una breve riflessione va posta sulle proposte relative alle riforme istituzionali.

Viene chiesta la revisione del Titolo V della Costituzione, per riportare alla competenza dello Stato materie come la semplificazione, le infrastrutture, l’energia, le comunicazioni e il commercio estero, oggi attribuite alla legislazione concorrente con le Regioni.

Quindi si chiede la revisione dei livelli istituzionali, creando enti dimensionati ai nuovi compiti e in grado di gestire con efficienza le funzioni attribuite.

Proposta ragionevole e condivisibile, che coincide con quanti chiedono da tempo che si parta dalle funzioni e dalle competenze e non dalla soppressione di livelli di governo.

Eppure Confindustria e Sindacati si allineano alla tesi più diffusa, senza approfondimento alcuno.

“Questo significa – affermano – abolire le Province, aumentare la soglia dimensionale dei piccoli Comuni, istituire le Città metropolitane e, coerentemente, ridurre drasticamente il numero dei componenti degli Organi elettivi a tutti i livelli di Governo”.

Non si comprende come si possa da un lato affermare l’esigenza corretta di individuare ambiti territoriali adeguati per le funzioni, ad esempio di area vasta, e dall’altro sostenere che questo passi attraverso l’abolizione delle Province e l’istituzione delle Città metropolitane.

Anche in questo caso non ci si pone il problema del rapporto tra le Città metropolitane, quali enti di area vasta, come definite dal disegno di legge approvato dal Governo il 26 luglio scorso, e la restante parte del territorio non interessata a seguito dalla proposta abolizione delle Province.

E’ chiaro che la Città metropolitana ha senso soltanto se gestisce un territorio omogeneo, con problematiche comuni, non semplicemente per successione universale alla corrispondente soppressa Provincia.

Se la proposta di Confindustria e Sindacati va intesa in linea con la proposta del Governo, cioè di istituire le Città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, il cui territorio coincide con quello delle rispettive Province, il risultato finale non può che essere una diversa organizzazione ed assetto di competenze nel territorio nazionale, con ulteriore confusione anziché semplificazione.

Nelle aree territoriali non comprese nelle Città metropolitane chi svolgerebbe le funzioni di area vasta?

Al contrario, per una riforma organica, si dovrebbe procedere, come da più parti sottolineato, ad un organico processo attuativo della riforma del Titolo V della Costituzione, incentrato su tre assi principali:

1. Valorizzazione dell’autonomia come responsabilità. Comuni e Province devono essere considerati come enti di governo delle rispettive comunità, titolari di una sfera di autonomia che non è loro concessa, ma che si configura quale elemento significativo di una condizione istituzionale che la Carta riconosce perché intrinseca alla loro ragione d’essere, ferma restando ovviamente l’unità e l’indivisibilità del sistema.

2. Riconoscimento di centralità e pari dignità dei soggetti costitutivi della Repubblica ai sensi dell’art. 114 Cost. senza alcuna gerarchia, ma semmai qualificando i ruoli istituzionali dei diversi soggetti del sistema. Da qui, allora, la necessità che il ruolo delle Regione si limiti al carattere legislativo e programmatorio, mentre l’amministrazione e la gestione dei servizi pubblici deve essere incentrata sulle amministrazioni comunali e provinciali.

3. Chiarificazione delle funzioni dei diversi soggetti del sistema, che sono poi l’aspetto che comporta la maggiore spesa ed i maggiori costi, evitando sovrapposizione di interventi sulla medesima materia. La nuova Carta delle Autonomie, il cui esame si è bloccato nel corso della passata legislatura, dovrebbe essere la base fondamentale di una vera riforma, fuori dagli slogan e dalle proposte demagogiche.

Giustamente nel documento viene chiesta una seria politica di revisione della spesa pubblica per garantire servizi di qualità a cittadini e imprese.

Una spending review diversa rispetto a quella finora attuata, non più basata su una logica di tagli lineari, che hanno colpito indistintamente tutti gli enti, quelli virtuosi e quelli inefficienti, rischiando cosi’ non solo di non eliminare le inefficienze, ma di ridurre l’efficienza di quelle parti della PA virtuosa, e scaricando i tagli su aumenti di tariffe e imposte locali.

“Occorre – si legge nel documento – ora svolgere un’analisi selettiva della spesa pubblica a tutti i livelli di governo, coinvolgendo la revisione delle funzioni svolte dalle amministrazioni centrali e da quelle decentrate, riducendo i costi impropri della politica e definendo i “costi standard”, che vanno attuati rapidamente come metodo di finanziamento delle amministrazioni pubbliche. Tutto ciò va realizzato in un quadro di riforma della PA e dell’erogazione dei servizi pubblici”.

Ma proprio perché è necessario un disegno organico occorrerebbe dunque che sulla riforma delle Province e dell’intero assetto delle istituzioni locali si apra un confronto serio, che parta dalla Costituzione, e che affronti fuori dagli slogan e con i conti in mano una questione tanto importante per il Paese.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

La simonia delle Province: l’abiura della Triplice

[...] la revisione del Titolo V della Costituzione, per restituire allo Stato la possibilità di intervenire unitariamente su alcune materie di interesse generale, come la semplificazione, le infrastrutture, l’energia, le comunicazioni, il commercio estero. Conseguentemente vanno rivisti i livelli istituzionali creando enti dimensionati ai nuovi compiti e in grado di gestire con efficienza le funzioni attribuite. Questo significa abolire le Province, aumentare la soglia dimensionale dei piccoli Comuni, istituire le Città metropolitane e, coerentemente, ridurre drasticamente il numero dei componenti degli Organi elettivi a tutti i livelli di Governo [...]

Genova, 2 settembre 2013 - Una legge di stabilità per l'occupazione e la crescita [Fonte: CGIL]Sul teorema inconfutabile, la sentenza senza appello è tratta, senza che nessuno abbia operato una benché minima ricognizione delle funzioni, senza che alcuno abbia inteso salvaguardare memoria e valore delle Istituzioni.

Questo il prodotto esponenziale della sinergia “capitale” e “lavoro” di cui fare tesoro.

Ufficializzate insomma le ragioni del perché in due anni ed oltre, o quasi, di assedio serrato alle Province la Triade non abbia mosso in concreto un dito, tranne un paio di scioperi omnibus e qualche volantinaggio (anch’esso universale).

Nulla a che vedere con i patti del 23 luglio 2012:

Province: “razionalizzazione condivisa, no allo svuotamento delle funzioni, no ai tagli” – UPI, CGIL e UIL uniti affrontano la spending review

Plauso alla coerenza della CISL che ha sempre sostenuto con fervore l’abolizione delle Province e benedetto ogni manovra o spinta del Governo in carica (ieri come oggi).

A parole tutti, e nemmeno proprio tutti, disponibili e comprensivi.

Perché le lavoratrici e i lavoratori …“, quasi come un discorso di Peppone interrotto prudentemente e per carità di popolo dallo scampanio di Don Camillo, a richiamo della ragione e misura.

Al contempo: perché nessuno parla più (o mai?) dello schema di dPCM che si sta predisponendo presso la  Conferenza Stato-città ed autonomie locali ex articolo 16, comma 8, della c.d. spending review (D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012), volto alla individuazione dei “parametri di virtuosità per la determinazione delle dotazioni organiche degli enti locali”?

Che facciamo? Si confida che la norma genitrice del dPCM citato sia disattesa, come lettera morta è rimasta la previsione dell’articolo 39 della Costituzione?

Costituzione – Articolo 39
L’organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
E’ condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Genova, 2 settembre 2013 - Una legge di stabilità per l'occupazione e la crescita [Fonte: CISL]Farebbe comodo la prima, ha fatto e fa comodo la seconda.

Potrà anche essere salvata la seduta dove ogni giorno si appoggiano le terga e solo a queste sembra essersi in grado di pensare e rivolgere ogni opportuna attenzione.

Un Ente, la Provincia, non anche le sue funzioni da sparigliare per questioni ignote a destra e manca secondo criteri da definire, che deve essere spazzato via ad ogni costo e quanto prima, di certo non per raggiungere riduzioni di spesa mai ufficialmente certificate da chicchessia (nessuna economia registrata al bilancio ufficiale dello Stato, nemmeno col paracadute delle clausole di salvaguardia, nonostante i risparmi siano provatamente incerti e potenzialmente non elevati), né per un’ottimizzazione nella gestione/erogazione dei servizi pubblici.

Per quest’ultimo aspetto, basta sogguardare e neanche leggere con attenzione (sarebbe peggio) la riforma Delrio“, confezionata “in attesa di, piovuta dal Gabinetto sulle autonomie locali tutte, vessillo e stigmate, per i suoi pensatori, della confusione totale che alberga fuori e dentro i massimi gerenti nazionali.

Appunto, una riforma fatta “anche in attesa di” già induce a pensare ad una riformicchia o riformuncola (come con incauto candore ammesso dallo stesso Delrio), perseguita con un approccio che farebbe ridere i polli e piangere i portatori di un minimo di senno e raziocinio. Condizioni umane all’evidenza smarrite dai più e, da oggi o ieri, ufficialmente abbandonate, per gli altri (“le lavoratrici e i lavoratori …!“), pure da “chi dovrebbe ed ecco perché non fa“.

Oltre il significato intrinseco, storico e funzionale, di una Istituzione fondante la Repubblica, venduta come un capo di bestiame al mercato delle vacche, l’opera di mistificazione vuole far credere che il destino operativo dell’Ente sia scisso dalle sorti (etiche) dei provinciali.

La dignità personale non prescinde dall’Istituzione servita (per anni), ha un valore più alto e nobile, eppure destinata a finire senza giustificazioni plausibili sotto le macerie dell’Amministrazione.

Si sappia che quanti sono attaccati più o meno avidamente al capezzolo di mamma Provincia rimarranno (rimarremo) sempre gli ex-provinciali, con molta probabilità – e massimo gaudio da successo dei Sindacati – “riciclati” in altri pezzi dello Stato.

Genova, 2 settembre 2013 - Una legge di stabilità per l'occupazione e la crescita [Fonte: UIL]

Riciclati comunque inutili, poiché per anni immersi a bagnomaria nell’Ente inutile per antonomasia che, come tale, viene scaricato con disinvoltura dagli impavidi Sindacati, alla resa dei conti sodali col padrone (di turno), pronti, in ragione di nessuna ragione, ad allinearsi sulla linea del plotone d’esecuzione. Dalla parte di chi spara.

Be’, colpite precisi al petto (immagine troppo nobile per chi è abituato a grufolare, vero?) chi vi guarda magari impotente e forse pure sconfitto innanzi allo squallore dilagante, ma mai piegato alla licenza dell’agire sordido dei compromessi d’opportunità, contro le proprie radici, la propria storia, la nostra Costituzione e senza rispetto né per il passato né per il futuro che su questo si incardina.

Alla larga.

Confidiamo e mettiamo alla prova Sindacati autonomi, USB e UGL.

Paolo

luglio 17, 2013

DM 25 ottobre 2012, “Riduzione delle risorse alle Province” causa spending review: ennesimo tonfo dell’ex-Governo Monti sancito dal TAR Lazio

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Ancona, 17 luglio 2013

Breve prologo (a campione)
10 novembre 2012Riduzione delle risorse alle Province: la scure è opportunamente caduta nella giornata della democrazia …
12 febbraio 2013Tagli di bilancio alle Province (ex DM 25 ottobre 2012): da LeggiOggi.it la situazione dei ricorsi al TAR
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Il fatto

Il Tar del Lazio, con sentenza n. 7022/2013 depositata il 15 luglio, ha annullato il decreto del Ministero dell’Interno del 25.10.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6.11.2012, con il quale è stata disposta una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali dovuti alle singole Province per l’esercizio 2012 per un importo pari a 500 milioni di euro.

Carlo Rapicavoli

Giustizia Amministrativa

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Roma

(Sezione Prima Ter)

Sentenza REG.PROV.COLL. n. 07022/2013 (REG.RIC. n. 11457/2012)

Giustizia Amministrativa - Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Roma - Sentenza REG.PROV.COLL. n. 07022/2013 (REG.RIC. n. 11457/2012)

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Le reazioni dall’U.P.I. (Unione Province d’Italia)

U.P.I. - Unione Province d'Italia

16 luglio 2013

Spending review: il Tar dà ragione alle Province. Annullato il decreto per il 2012 | Saitta “Tagli eccessivi e insostenibili”

“Il Tar ci dà ragione: i tagli ai bilanci delle Province decisi dal Governo Monti con la spending review sono eccessivi e del tutto insostenibili, perché frutto di un grave errore commesso nel definire i famigerati consumi intermedi. Abbiamo sostenuto da subito che nei nostri bilanci non ci fossero 1,2 miliardi di euro da tagliare e che la spending review stava incidendo direttamente su voci di costo incomprimibili, perché riferiti a risorse per funzioni trasferite o delegate dalle Regioni per servizi essenziali, come la formazione o il trasporto pubblico locale. Oggi il Tar conferma le nostre ragioni”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando la sentenza del TAR del Lazio sul ricorso della Provincia di Genova, depositata ieri sera.

Nel testo il Tribunale Amministrativo afferma che, nella definizione dei consumi intermedi da considerare il Governo avrebbe dovuto operare una selezione eliminando le spese destinate ai servizi per la collettività.

“Questo vuol dire – afferma Saitta – che quando il Ministero ha indicato il totale dei tagli ai bilanci sulle Province in 500 milioni per il 2012 e 1,2 miliardi per il 2013 lo ha fatto partendo da una base di dati falsata dall’errore. Come d’altronde abbiamo provato in tutti i modi a spiegare allora al Governo, che però non ha voluto prendere in alcuna considerazione le nostre richieste e ha preferito imporre tagli palesemente iniqui e sproporzionati su una istituzione, a danno dei servizi ai cittadini. Non solo, per colpa di questi tagli, molte Province sono andate in predissesto, con ricadute sul personale, sui servizi erogati e sulle imprese, a causa del restringimento delle quote di patto di stabilità che ha contratto ancora di più gli investimenti.

Ora la sentenza del TAR accogliendo il ricorso delle Province annulla il decreto sui tagli 2012. Chiediamo al Governo di aprire immediatamente un confronto per sanare questa ingiustizia oggi palesemente attestata dal Tar, trovare soluzioni per ridurre il taglio di 1,2 miliardi del 2013, frutto dello stesso grave errore, e di convocarci anche in vista della definizione della prossima spending review, anche per evitare di continuare a commettere sbagli grossolani ai danni dei cittadini e dei servizi essenziali”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza | Lacorazza: Ingiustizia fatta. Province in predissesto sulla base di un decreto errato

Quella che si è consumata ai danni delle Province, ad opera dei tagli sproporzionati ed insostenibili contenuti nel decreto del Ministero dell’interno dell’ottobre 2012 emanato in esecuzione del decreto 95/2012 (la cosiddetta Spending review), è una vera e propria ingiustizia. A confermare l’allarme, più volte lanciato dalle Province ma puntualmente ignorato, è il Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso della Provincia di Genova, ha annullato il decreto in questione.

Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Basilicata e della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, nel commentare la sentenza del tribunale amministrativo che ha dichiarato sbagliati i criteri che hanno condotto agli eccessivi ed iniqui tagli operati dal governo Monti ai bilanci delle Province. In pratica la spending review, ha confermato il Tar, incideva in maniera errata ed insostenibile su spese per servizi essenziali destinati alla collettività.

“Intanto in base a quel decreto, arrivato a pochi giorni dalla chiusura dell’esercizio 2012 e oggi annullato, la Provincia di Potenza, dopo aver tagliato sui servizi, come ad esempio la manutenzione di strade e scuole, ed aver ridotto i costi della politica e quelli per il funzionamento della macchina amministrativa, per evitare il dissesto ha dovuto adottare la procedura di riequilibrio pluriennale ai sensi degli artt. 243bis e successivi del decreto legislativo 267/2000 del Tuel. Abbiamo, dunque, accettato – ha continuato – la sfida del rigore e non quella del lamento, ma di fronte alla sentenza del Tar che ci dà ragione non si può non sottolineare come un decreto errato nel calcolo dei consumi intermedi e un atteggiamento di chiusura da parte del Governo, che ha preferito ignorare le considerazioni delle Province, abbiano provocato danni ai cittadini e grossi problemi nella garanzia dei servizi essenziali.

Per la Provincia di Potenza, ad esempio, l’azzeramento del fondo del riequilibrio, dovuto ai tagli, significa difficoltà a garantire livelli minimi di servizi, a partire dalla viabilità”.

“Le Province non vogliono sottrarsi alla sfida di uno Stato più leggero, efficiente e meno costoso, nell’ottica del principio “fare meglio con meno”, ma all’interno – ha concluso Lacorazza – di un confronto serio con il Governo che, lungi dall’imporre tagli iniqui, tenga conto di fabbisogni e costi standard per definire “chi fa cosa”, eliminando inutili sovrapposizioni ed assicurando al cittadino servizi adeguati a costi sostenibili”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Presidente dell’Upi Veneto, Leonardo Muraro | Upi Veneto: “Ripristinati i Servizi per i Cittadini”

“Ancora una volta abbiamo dimostrato che non si può andare contro i cittadini e togliere loro dei servizi – spiega Muraro – accogliendo il ricorso delle Province, il TAR ha dunque annullato il decreto ha ripartito tra le Province un taglio di 500 milioni di euro nel 2012, con ricadute disastrose sui servizi erogati come i Servizi per l’Impiego, l’edilizia scolastica, la viabilità …

Il Tar ha infatti sottolineato come, con le modalità dei tagli imposta dal Governo sono state penalizzate le Province che erogano più servizi, anche delegati dalla Regione, i cui costi sono appunto entrati pure nella base di calcolo sulla quale parametrare il taglio. I Giudici hanno inoltre riscontrato una violazione del principio di leale collaborazione tra Istituzioni, non avendo il Governo tenuto conto delle osservazioni delle Province stesse.

La stessa Provincia di Treviso ha presentato ricorso al Tar nel novembre 2012 e ricordo che nel marzo scorso siamo riusciti a ottenere 24 milioni di euro che lo Stato ci doveva.

Dopo queste decisioni e dopo la sentenza della Corte Costituzionale, mi auguro fortemente che questo Governo, rendendosi conto degli errori del precedente, voglia confrontarsi seriamente sulla riduzione del taglio previsto per il 2013 (1,2 miliardi), che parte dallo stesso errore di fondo che ha portato all’annullamento del decreto di Monti.

Le Province vogliono partecipare alla spending review, vogliono contribuire alla ridefinizione dell’architettura statale, ma vogliono farlo senza essere capro espiatorio e soprattutto senza che vengano a mancare i servizi erogati ai cittadini”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Commissario Straordinario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile

Il prof. Aniello Cimitile, Commissario straordinario della Provincia di Benevento, ha espresso soddisfazione per la sentenza, depositata ieri sera, del Tar Lazio sul ricorso della Provincia di Genova, che ha annullato il decreto del 2012 del Governo Monti (“Spending review”) che introduceva tagli di risorse finanziarie alle Province.

Il dispositivo della Magistratura amministrativa – ha commentato il Commissario della Provincia sannita – giunge a pochi giorno di distanza dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato altri due provvedimenti dello stesso Governo Monti in materia elettorale dei Consigli provinciali e di riordino del numero delle Province.

Queste pronunce della magistratura dimostrano che, da parte dell’Esecutivo precedente, c’è stato un accanimento senza precedenti nei confronti delle Province con il tentativo non solo di svuotarle sul piano delle funzioni amministrative, ma anche di rendere impossibile per loro ogni tipo di attività attraverso lo strangolamento finanziario.

Per fortuna, ha concluso Cimitile, il Tar Lazio ha giudicati “eccessivi e del tutto insostenibili” i tagli di risorse finanziarie: a questo punto è lecito attendersi che sia completato il percorso per restituire alle Province la loro dignità sancita dalla Costituzione della repubblica.

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Le valutazioni del Dott. Luigi Oliveri e del Dott. Carlo Rapicavoli     (more…)

maggio 9, 2013

Distruzione del servizio pubblico: i dipendenti della P.A. scendono in piazza … sì, ma ad Atene e poi a casa (qualcuno per sempre)

Archiviato in: Funzioni e organizzazione, Informazioni, articoli e notizie (in generale), Le Amministrazioni provinciali italiane — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 11:00

Ancona, 9 maggio 2013

euronews - Le ultime notizie internazionali da una prospettiva europea

26 aprile 2013Dipendenti pubblici in piazza ad Atene contro l’austerità

“Migliaia di dipendenti hanno manifestato ad Atene su nuove drastiche misure di austerità riguardanti il settore pubblico al vaglio del Parlamento.”

“Il provvedimento prevede il licenziamento di 15.000 statali entro la fine del 2014 [...].”

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In nome dell’Europa: detto e fatto

Quotidiano.Net - Quotidiano Nazionale

28 aprile 2013Grecia, ok del parlamento al taglio di 15mila dipendenti pubblici | Una delle misure di austerity imposta ad Atene dalla troika Bce-Ue-Fmi per ottenere aiuti finanziari

L'Indipendenza - Quotidiano Online | Perché l'autodeterminazione è un diritto naturale

29 aprile 2013Grecia: approvato il licenziamento di 15mila dipendenti pubblici

“I primi ad essere licenziati saranno i lavoratori che hanno subito provvedimenti disciplinari o che hanno fatto dichiarazioni false al momento dell’assunzione.”

Il Sussidiario.net

29 aprile 2013GRECIA / Via al licenziamento di 15mila dipendenti pubblici

“Il Parlamento greco ha approvato la legge di ristrutturazione del settore pubblico, una legge che inevitabilmente porterà all’inasprimento dei rapporti tra società e istituzioni.”

Il Mondo

29 aprile 2013Grecia: parlamento approva taglio 15 mila dipendenti pubblici entro 2014

“… accelera le procedure di licenziamento e avrà come obiettivo principale i dipendenti indisciplinati e sospettati di corruzione impiegati nelle decine di agenzie della pubblica amministrazione greca.”

Tempi.it

29 aprile 2013Grecia, tagliati 15 mila dipendenti pubblici | I primi ad essere tagliati saranno quei dipendenti contro cui sono aperte procedure disciplinari, i prepensionamenti e i posti di uffici e agenzie soppresse.

Gad Lerner | Il blog del Bastardo

29 aprile 2013La Grecia licenzia migliaia di dipendenti pubblici

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Tornando a noi e operati i dovuti, necessari distinguo …

Nel mio piccolo, e da solo, sulla questione (possibili) esuberi per il comparto Enti Locali (più precisamente: sulla determinazione dei criteri per la fissazione del valore medio nazionale, ex articolo 16, comma 8, D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012), avevo provato a conoscere lo stato dell’arte (faccio riferimento all’articolo “Esuberi e mobilità negli Enti Locali: uno scambio epistolare con chi se ne occupa“, del 12 marzo scorso), ma la Conferenza Stato-città ed autonomie locali non ha ritenuto di dare riscontro all’istanza formale di accesso agli atti che ho presentato. Sono uno qualunque e uno qualunque, a volte, conta zero. A volte.

Attenzione, però, perché la vita è una ruota che gira e capitano pure incontri imprevisti.

Sempre sul punto, per conoscere un po’ meglio eventuali evoluzioni, si potrebbe provare a chiedere ad un giovane della politica, il Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, Matteo Ricci, recentemente divenuto, per conto dell’U.P.I., “componente della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in sostituzione dell’on. Fabio Melilli, già Presidente della Provincia di Rieti” (notizia sulla quale sono inciampato in questi giorni, per purissimo caso).

Qualcuno si vuole fare avanti?

Paolo

febbraio 23, 2013

Spending review (D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012): testo aggiornato e coordinato

Ancona, 23 febbraio 2013

Segue, per comodità di consultazione, il testo coordinato e aggiornato della c.d. spending review, ossia, come da titolo, del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141; entrato in vigore il 7 luglio 2012, ad eccezione del comma 83 dell’articolo 12, quest’ultimo entrato in vigore l’1 gennaio 2013), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173).

Il testo qui proposto tiene conto delle modifiche introdotte con la Legge di stabilità 2013 (L. n. 228/2012).

Paolo

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 AGGIORNATO AL 12 FEBBRAIO 2013

 Spending review

Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141), convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173)

Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario

D.L. n. 95/2012: provvedimento entrato in vigore il 7 luglio 2012, ad eccezione del comma 83 dell’articolo 12 che è entrato in vigore l’1 gennaio 2013

L. n. 135/2012: provvedimento entrato in vigore il 15 agosto 2012

Repubblica Italiana - Gazzetta UfficialeG.U. n. 156 del 06/07/2012 (con S.O. n. 141)

D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (testo in G.U. n. 156/2012, S.O. n. 141)

G.U. n. 189 del 14/08/2012 (con S.O. n. 173)

L. n. 135 del 7 agosto 2012 (testo in G.U. n. 189/2012, S.O. n. 173)

D.L. n. 95/2012, coordinato con la L. n. 135/2012 di conversione (testo in G.U. n. 189/2012, S.O. n. 173)

Normattiva - Il portale della legge vigenteSpending review – Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (TESTO COORDINATO)

Spending review - Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141), convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173) - Aggiornato al 12 febbraio 2013

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novembre 21, 2012

Prof. Salerno: i dubbi di costituzionalità che gravano sul decreto legge di riordino delle Province (D.L. n. 188/2012)

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Ancona, 21 novembre 2012

Grazie ancora una volta all’impagabile supporto, a tutto campo, del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso, su sua puntuale segnalazione, proponiamo un intervento del Prof. Giulio Salerno, ordinario in Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli Studi di Macerata, volto ad esaminare il livello di costituzionalità dell’ultimo nato in casa “riforma d’urgenza e imperio delle Province”, ossia il Decreto Legge n. 188 del 5 novembre 2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”.

Buon proseguimento e approfondimento.

Paolo

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Il Sussidiario.net

venerdì 9 novembre 2012

TAGLIO PROVINCE/ Il giurista: tutti i dubbi di costituzionalità del Decreto

di Giulio Salerno

“Il decreto-legge n. 188 del 2012 … solleva dubbi di costituzionalità piuttosto consistenti.”

“… quale sarebbe mai il presupposto costituzionale di straordinaria necessità e urgenza che giustificherebbe un siffatto provvedimento che dispone la soppressione di un certo numero di Province non dal momento dell’entrata in vigore del decreto-legge medesimo, ma a decorrere dal 1° gennaio del 2014?”

“… ‘fine di ottemperare a quanto previsto dagli impegni assunti in sede europea …’. Tali impegni, tuttavia, non dovrebbero essere stati sanciti in atti ufficiali di diritto europeo, giacché, se così fosse stato, nel decreto-legge certamente ve ne sarebbe stato cenno.”

“… dubbio di costituzionalità relativo al … procedimento prescritto dall’art. 133 Cost. proprio in tema di modifica delle Province esistenti e di istituzione di nuove Province … Tra l’altro, è evidente che il decreto-legge in oggetto ha tenuto in ben scarsa considerazione le indicazioni provenienti dai CAL e che la quasi totalità dei Consigli regionali avevano recepito nelle ‘proposte di riordino’ …”

Prof. Giulio M. Salerno

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novembre 11, 2012

Il D.L. n. 188/2012, “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”, illustrato dal Dott. Carlo Rapicavoli

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Ancona, 11 novembre 2012

Considero un privilegio e una fortuna aver incontrato la disponibilità e la grandissima (direi sconfinata!) professionalità del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso, per le sorti di questo piccolo spazio internet, senza dubbio, e per la mia crescita professionale, altrettanto senza alcuna esitazione.Amministrazione provinciale di Treviso

Ebbene, anche in occasione dell’uscita dell’ultima superlativa opera tecno-governativa consistente nel Decreto Legge n. 188 del 5 novembre 2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane.”, il Dott. Rapicavoli ha risposto con una nota divulgativa e informativa che, alla stregua delle altre già qui ospitate, classifico assolutamente da non perdere, quantomeno per avere consapevolezza sia del contesto in cui ci stiamo infilando, sia per affrontare al meglio il futuro che, come un rinoceronte in carica, ci sta venendo incontro.

Il documento, “Decreto Legge 5 novembre 2012 n. 188 ‘Disposizioni urgenti in materia di Province e Città Metropolitane’” (nota del Direttore Generale della Provincia di Treviso, protocollo provinciale n. 1121/D del 6 novembre 2012) si struttura in sezioni, in particolare:

  • Il riordino delle Province;
  • Le funzioni delle Province;
  • Le Città metropolitane;
  • La successione delle Province;
  • I dipendenti;
  • Gli organi delle Province;
  • Prossimi adempimenti.

Allo stesso viene allegato il testo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, del decreto legge in argomento.

Buona lettura e conservatene sempre una copia a portata di mano! ... per non sbagliare!

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Provincia di Treviso - Direttore Generale, Dott. Carlo Rapicavoli - Decreto Legge 5 novembre 2012 n. 188 "Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane" - Treviso, 6 novembre 2012 (prot. n. 1121/D)

Provincia di Treviso – Direttore Generale – Nota protocollo n. 1121/D del 06/11/2012

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Per ulteriori approfondimenti …

QL – QuotidianoLegale – Quotidiano d’informazione dedicato a Professionisti, Dirigenti …

QuotidianoLegale7 novembre 2012Il riordino delle Province: i contenuti del D. L. 188/2012, le criticità e i profili di illegittimità costituzionale

a cura di Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

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Alla prossima!

Paolo

novembre 10, 2012

Riduzione delle risorse alle Province: la scure è opportunamente caduta nella giornata della democrazia …

Archiviato in: Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 15:30

Ancona, 10 novembre 2012

Nella solenne giornata della democrazia, il 6 novembre scorso, dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, abbiamo ricevuto l’ennesimo atteso regalo: la riduzione, a servizi dovuti invariati, delle risorse alle Province (almeno nelle more del trasferimento delle funzioni; cfr. articolo 4 “Disposizioni relative alle Province e alla presenza dello Stato sul territorio” del D.L. n. 188/2012).

Insomma, di funzioni e servizi se ne riparlerà (per non toccare il tasto del “sistema elettivo“!).

Intanto si tagliano i soldi e si rappezzano insieme territori (omogenei o meno; non rileva), ciò che conta è il timing nell’ottica del conseguimento degli standard (matematici) e dei target stabiliti, affinché le performance ottenibili dalle best practice siano assicurate, non senza però l’endorsement giornalistico-naziol-televisivo-popolare.

... se sapeste a chi pensavo!!! Olè!

Posso fare il Ministro di qualsivoglia Governo tecnico! No? Almeno il Sottosegretario, dai!

A voi, dunque, Signore e Signori, l’ennesimo super-provvedimento.

Paolo

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Gazzetta Ufficiale della Repubblica ItalianaDecreto 25 ottobre 2012

Riduzione delle risorse alle province, ai sensi dell’articolo 16, comma 7, del decreto-legge 95/2012 (spending review) nonché attribuzione del contributo, ai sensi dell’articolo 17, comma 13-bis del predetto decreto 95/2012 e relativi allegati. (12A11784)

Gazzetta Ufficiale n. 259 del 06/11/2012

Repubblica Italiana - Decreto 25 ottobre 2012 "Riduzione delle risorse alle province, ai sensi dell'articolo 16, comma 7, del decreto-legge 95/2012 (spending review) nonché attribuzione del contributo, ai sensi dell'articolo 17, comma 13-bis del predetto decreto 95/2012 e relativi allegati." (12A11784)

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Come già ricordato e scritto più volte …

l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza. La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purché venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito.

[fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana]

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novembre 6, 2012

PubblicalOra – In Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 188/2012, “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”

Ancona, 6 novembre 2012

Uscito adesso (ore 19:00) il decreto legge sul riordino delle Province. Dal sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana:

Gazzetta Ufficiale della Repubblica ItalianaDecreto Legge n. 188 del 5 novembre 2012

“Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane.” (12G0210)

Gazzetta Ufficiale n. 259 del 06/11/2012

Entrata in vigore: 07/11/2012.

Repubblica Italiana - Decreto Legge n. 188 del 5 novembre 2012, "Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane." (12G0210) - Gazzetta Ufficiale n. 259 del 06/11/2012

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Come già ricordato e scritto più volte …

l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza. La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purché venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito.

[fonte: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana]

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La giornata della democrazia …

Paolo

ottobre 19, 2012

Il dPCM sulle funzioni amministrative provinciali da trasferire ai Comuni? Un “caso di studio”

Ancona, 19 ottobre 2012

Si ricorda il famoso d.P.C.M. sulle trasferende funzioni provinciali, da adottare (ex articolo 17 “Riordino delle province e loro funzioni“, comma 7, della spending review – D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012) entro il 5 settembre scorso?

Affinché non venga persa memoria né traccia, viene qui riproposto un estratto dell’audizione del Sig. Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione, Dott. Filippo Patroni Griffi, durante l’audizione del 3 ottobre scorso, innanzi alla I Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei Deputati.

La questione è stata (finalmente) avanzata grazie all’intervento, in Commissione, dell’On. Mauro Libè (UDC), già ospite di questo blog e sostenitore di posizioni tanto nette e chiare quanto diametralmente opposte alle nostre, sul tema “riforma/riordino delle Province”.

Fonte: Repubblica Italiana – Camera dei DeputatiCamera WebTV
Video integrale dell’audizione del Ministro Patroni Griffi – Mercoledì, 3 ottobre 2012 – I Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati
Avviso legale: Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – Avviso legale per l’utilizzo dei contenuti

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La situazione si sbloccherà magari dopo il 6 novembre?

La Redazione

ottobre 18, 2012

Riforma del Titolo V della Costituzione: “piccole correzioni” o retromarcia in autostrada?

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Ancona, 18 ottobre 2012

Dell’avvenuto avvio (in qualche modo) della riforma del Titolo V della Costituzione, mediante un disegno di legge costituzionale, abbiamo parlato nell’articolo “Legge di stabilità, Titolo V della Costituzione e Province: cosa sta accadendo?“, dell’11 ottobre scorso, praticamente all’indomani del parto (il Consiglio dei Ministri è terminato – come tradizione nel caso delle migliori riforme – alle ore 02:15 del 10 ottobre).

Prendendo spunto (avevo scritto, giuro involontariamente, “sputo” … un refuso freudiano? ummm ...) dal seguente tweet della Funzione Pubblica, colgo l’occasione per ospitare due contributi del Dott. Carlo Rapicavoli. Il giudizio è rimesso al lettore.

Ogni mia pulsione critica, almeno stavolta, è stata frenata. Solo una boutade: qualcuno faccia pace col cervello e studi un po’ di più (anche la lingua italiana … “nè” si scrive “” e proprio non vogliono sentirci, eh!).

Paolo

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Funzione Pubblica, riforma del Titolo V della Costituzione: piccole correzioni

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QL – QuotidianoLegale – Quotidiano d’informazione dedicato a Professionisti, Dirigenti …

La “controriforma” del Titolo V

a cura di Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Punti su cui soffermarsi qualche minuto in più
  • Le principali innovazioni concernono il controllo della Corte dei Conti sugli atti e sui bilanci regionali, il coinvolgimento delle regioni a statuto speciale al risanamento della finanza pubblica [...] l’introduzione della c.d. clausola di supremazia [...] la ridefinizione del rapporto fra legislazione statale e regionale nelle materie di competenza concorrente attraverso il superamento del concetto di “principi fondamentali”, la ridefinizione dei limiti della c.d. competenza legislativa “residuale” delle regioni, la disciplina della c.d. “attrazione in sussidiarietà” della competenza legislativa.
  • In particolare vengono riservate alla competenza esclusiva dello Stato alcune materie che erano precedentemente oggetto della legislazione concorrente tra Stato e Regioni [...].
  • Inoltre vengono attribuite in esclusiva allo Stato anche materie sino ad ora non specificamente individuate nella Costituzione e che sono state oggetto, in questi anni, di contenzioso costituzionale: [...] significa che lo Stato non sarà più competente soltanto a disciplinare le funzioni fondamentali dei Comuni e delle altre autonomie territoriali, ma potrà ad esempio legiferare sul dimensionamento degli enti locali.
  • La materia del turismo è stata altresì trasferita dalla competenza esclusiva delle regioni alla competenza concorrente [...].
  • Altre significative [...], il riconoscimento di rango costituzionale alla Conferenza Stato-Regioni, la preclusione dell’impugnazione degli atti che abbiano ricevuto intesa o parere favorevole in sede di Conferenza Stato-Regioni [...].
  • Qualora venisse definitivamente approvato il ddl, invece, le leggi regionali siciliane potrebbero essere impugnate dal Governo con la stessa procedura prevista per le altre Regioni.

LeggiOggi.it - Quotidiano di Informazione Giuridica (Diretto dall'Avv. Carmelo Giurdanella)

Riforma del Titolo V: si torna al passato

a cura di Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Punti su cui soffermarsi qualche minuto in più
  • Le dichiarazioni del Governo giustificano e minimizzano la portata contro-riformatrice della proposta.
  • Il Presidente del Consiglio Monti: [...] un ostacolo tra i molti risiede in alcuni particolarità istituzionali, in particolare alcuni aspetti del Titolo V della Costituzione“.
  • Il Ministro per la Pubblica Amministrazione [...] Si renderanno conto che non si tratta di una controriforma e tantomeno di un golpe.
  • Non v’è dubbio che la riforma del 2001, soprattutto nell’individuazione delle materie di competenza statale o regionale, necessitasse di una rivisitazione. Il crescente conflitto dinnanzi alla Corte Costituzionale lo testimonia.
  • Ciò che non può essere condivisa è l’impostazione di fondo che ispira la riforma: il principio di supremazia dello Stato su tutte le materie, a prescindere dalla competenza legislativa.
  • [...] significa legittimare un intervento illimitato dello Stato in ogni ambito.
  • La proposta del Governo presenta varie criticità per tempi, modalità e contenuti.
  • Sull’onda emotiva del momento, si vorrebbe intervenire radicalmente sull’assetto costituzionale dello Stato, con un ritorno al centralismo senza precedenti.
  • Non è accettabile che si proceda a modifiche costituzionali per dare risposte alle contingenze del momento.
  • Si fatica a capire come faccia realisticamente un governo, per quanto di elevato profilo, a concepire e scrivere una riforma così importante in meno di una settimana, che dovrebbe essere approvata in doppia lettura in poco meno di sei mesi.
  • Una riforma che ci riporta indietro, cancella di fatto decentramento e autonomia, ponendosi in contraddizione con le norme in fase di attuazione del cosiddetto federalismo fiscale.
  • Una riforma di tale portata [...] significa di fatto costringere il Parlamento a votare qualunque cosa, senza alcun serio dibattito, pena l’assunzione di responsabilità del fallimento del tentativo di riforma, che oggi equivarrebbe ad una chiamata di correità col malaffare regionale.
  • Il precedente di pochi mesi fa, con l’approvazione della Legge Costituzionale 20 aprile 2012 n. 1, che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio nella Costituzione, nel silenzio della stampa e senza alcun dibattito e coinvolgimento dell’opinione pubblica, dovrebbe allarmare.
  • Bisognerebbe riaffermare con forza la centralità del Parlamento ed in generale delle assemblee elettive.
  • Assicurare la governabilità non può significare un Governo che decide, con Camere che ratificano.
  • Allora, è bene che il Parlamento non deleghi al Governo anche il compito di riscrivere la Costituzione, né dovrebbe consentirsi all’esecutivo di intervenire con decreto legge su questioni coperte da riserve di statuto o comunque di legge regionale.
  • [...] occorre ripartire dai territori e dalle amministrazioni locali, quali sedi storiche e naturali di esercizio della democrazia partecipata, evitando il ritorno al centralismo statale.

La proposta del Governo mina in profondità il sistema delle autonomie, contraddicendo nella sostanza il principio fondamentale di riconoscimento e tutela sancito dall’art. 5 della Costituzione.

Carlo Rapicavoli

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ottobre 15, 2012

Corte Costituzionale & spending review: (dopo il Lazio) arrivano i ricorsi di Lombardia, Sardegna e Veneto

Archiviato in: Le Amministrazioni provinciali italiane, Novità e informazioni, Pro-Province, Regione Lombardia, Regione Molise, Regione Sardegna, Regione Veneto — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 08:20

Ancona, 15 ottobre 2012 (aggiornato alle ore 12:40)

Molto brevemente, poiché queste notizie non abbisognano di troppe introduzioni e commenti, piuttosto chiedono solo di essere date (e non taciute).

Oltre alla Regione Lazio, hanno promosso ricorso, innanzi alla Corte Costituzionale, per la declaratoria di illegittimità costituzionale della c.d. spending review (D.L. n. 95 del 6 luglio 2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135 del 7 agosto 2012) le seguenti Regioni:

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Dove e come ho acquisito le notizie

Ricorso della Regione Lombardia

Libero Quotidiano.it12 ottobre 2012Province: Regione Lombardia ricorre a Corte Costituzionale

“La Giunta della Regione Lombardia, su proposta del presidente Roberto Formigoni, ha deliberato oggi di presentare ricorso alla Corte costituzionale contro la legge di riordino delle Province e delle loro funzioni.”

Ricorso della Regione Sardegna

Libero Quotidiano.it11 ottobre 2012Spending review: Regione Sardegna fa ricorso a Consulta

“La Giunta regionale della Sardegna ha deliberato il ricorso alla Corte costituzionale contro <<l’illegittimità del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (poi convertito) sulla cosiddetta spending review, anch’esso strutturato, ancora una volta, in forme e con contenuti del tutto illegittimi che mortificano le prerogative costituzionali della nostra autonomia regionale>>.”

Ricorso della Regione Veneto

RovigoOggi.it11 ottobre 2012Nessuno stop, il riordino prosegue

“… lo stesso avvocato Mario Bertolissi, che ha curato il ricorso della Provincia di Rovigo al Tar del Lazio e della Regione Veneto alla Corte costituzionale, proprio qualche giorno fa si era detto pressoché sicuro del mancato accoglimento …”

RovigoOggi.it12 ottobre 2012Non è ancora detta l’ultima parola

“Si riunirà mercoledì 17 ottobre il consiglio regionale veneto per decidere se approvare la proposta di riordino presentata dal Cral (che conserva l’attuale assetto del territorio) o se dare l’ok ad una proposta diversa da inviare al governo. Il consigliere regionale Lega Nord Cristiano Corazzari ricorda che le speranze di conservare l’autonomia del Polesine sono legate all’esito del ricorso della Regione alla Corte costituzionale contro la Spending review e al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio”

A seguito di contatti direttamente presi e mantenuti, posso altresì aggiungere che, nello specifico, la Regione Veneto ha impugnato gli articoli 16 “Riduzione della spesa degli enti territoriali”, 17 “Riordino delle province e loro funzioni” e 18 “Istituzione delle Città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio” della c.d. spending review, conferendo all’uopo incarico al Prof. Avv. Mario Bertolissi. Il deposito del ricorso è avvenuto il giorno 10 ottobre scorso.

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Lazio, Lombardia, Sardegna, Veneto … e Molise?   (more…)

ottobre 4, 2012

“Leggo il comunicato stampa della CISL FP e rimango perplesso.”: inizia così …

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Ancona, 4 ottobre 2012

Come annunciato ieri, stamane ospitiamo un pensiero critico verso la posizione assunta dalla C.I.S.L. Funzione Pubblica, dopo l’incontro con il Ministro Filippo Patroni Griffi, svoltosi la scorsa settimana.

Seguendo il medesimo approccio utilizzato nella stesura di “La CISL FP soddisfatta dopo l’incontro con Patroni Griffi: riparte la contrattazione“, non vado oltre e cedo la parola al contributo che mi è stato recapitato.

Paolo

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Leggo il comunicato stampa Cisl Fp del 25 settembre 2012 e rimango perplesso.

Penso a qualche refuso, e allora vado direttamente alla fonte (www.fp.cisl.it): niente, è scritto proprio così.

Leggo cioè (il sottolineato e il grassetto sono miei), che …

il segretario generale della Cisl Fp, Giovanni Faverin, esprime soddisfazione per gli esiti dell’incontro di oggi con il ministro della Pa. Il risultato, infatti, è di quelli che mettono a tacere anche gli ultrà della protesta: “un accordo per gestire insieme la spending review e due atti di indirizzo all’Aran per altrettanti contratti quadro: uno sulla flessibilità in entrata e uno sulle relazioni sindacali nel pubblico impiego, che servirà anche per aprire la trattativa sulle risorse aggiuntive da destinare alla contrattazione integrativa”.

“Dall’Intesa del 3 maggio in avanti, con il ministro abbiamo iniziato un percorso di confronto che sta dando frutti importanti. I dipendenti pubblici sono giustamente preoccupati per gli effetti negativi che possono derivare dai provvedimenti di spending review.

Oggi abbiamo avuto la conferma che non ci può essere revisione della spesa fatta contro i lavoratori. Vale a dire che su riorganizzazione degli enti, criteri di mobilità, compensazioni e formazione non ci saranno decisioni dall’alto. Ma ogni passo sarà concordato con i lavoratori e i rappresentanti nei posti di lavoro. Faremo insieme una fotografia degli organici, ente per ente, una ricognizione delle professionalità e delle competenze e poi decideremo insieme su come gestire il riordino, senza danno né per i lavoratori né per i cittadini”. Un ruolo da sviluppare in tutte le amministrazioni orientato da criteri che saranno definiti in un confronto a livello nazionale direttamente col Ministro e che saranno formalizzati in un Protocollo specifico.

Probabilmente in quanto pubblicata “a sua insaputa” come va di moda dire oggi, il segretario generale della Cisl Fp, Giovanni Faverin, non era al corrente della Direttiva n. 10/2012 datata 24 settembre 2012 (il giorno prima), emanata dal Ministro per la PA e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ad oggetto:

Spending review – Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni – Articolo 2 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. Linee di indirizzo e criteri applicativi.

Si tratta (come è invece noto ai più) del primo passo per la revisione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche centrali, che prevede in sostanza la riduzione degli uffici dirigenziali, in misura non inferiore al 20% di quelli esistenti e delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, in misura non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico.

La disciplina potrà interessare il personale degli enti locali, secondo quanto disposto dal comma 8 dello stesso articolo 2, solo in sede di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 16, comma 8, del D.L. 95/2012.

All’interno delle 14 paginette della Direttiva, c’è un capitoletto emblematicamente intitolato “Partecipazione sindacale” in cui è riportato quanto segue (qui il grassetto è solo in parte mio):

nel rispetto di quanto previsto dal novellato articolo 6, comma 1, del d.lgs. 165/2001 in sede di adozione dei dPCM di ridefinizione delle dotazioni organiche si provvederà alla previa informazione delle organizzazioni sindacali rappresentative.

Per le fasi indicate dall’articolo 2, comma 11, lettere d) ed e) si procederà previo esame con le organizzazioni sindacali e, più in particolare:

  • i processi di mobilità guidata saranno disposti mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministeri competenti e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque concludersi entro trenta giorni;
  • la definizione dei criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale del personale non dirigenziale di cui alla lettera c) del comma 11 che, in relazione alla maggiore anzianità contribuiva, è dichiarato in eccedenza, al netto degli interventi di cui alle lettere a) e d), avverrà previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque concludersi entro trenta giorni.

Con ulteriori direttive si forniranno indicazioni di dettaglio sulla seconda fase del processo, cioè quella dell’individuazione dei soprannumeri, della mobilità guidata e delle modalità da seguire per definire i criteri per gli eventuali contratti di solidarietà e per la dichiarazione degli esuberi, nel rispetto, da parte di questo Dipartimento, delle forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa vigente in tema di informazione ed esame congiunto.

Sul percorso di ridefinizione delle dotazioni organiche (leggasi tagli) ognuno potrà formarsi naturalmente la propria opinione al riguardo.

Per quanto riguarda la mia, constato che:

  • la Cisl Fp nel proprio comunicato scrive di un percorso concordato con i lavoratori;
  • il Ministro Patroni Griffi scrive invece nella propria Direttiva che si provvederà alla previa informazione delle organizzazioni sindacali e, una volta definita l’entità della riduzione degli organici, allora (e sottolineo solo allora) per quanto attiene la definizione dei processi di mobilità e dei criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale, si procederà previo esame con le organizzazioni sindacali (esame che non si protrarrà comunque oltre i trenta giorni).

In sostanza:

non c’è nessun percorso alla “volemose bene” o “inciuciato” che dir si voglia tra parte pubblica e sindacale nello stabilire l’entità effettiva dei tagli delle dotazioni organiche delle amministrazioni pubbliche centrali, ma una semplice informativa nei confronti delle organizzazioni sindacali stesse, che potranno quindi solo “prendere atto” di quanto sopra.

Il sindacato verrà semmai coinvolto nella fase successiva, quella cioè volta a definire i percorsi di mobilità o riduzione dell’orario di lavoro per gli esuberi già quantificati (e anche qui: per non tirarla per le lunghe, si danno trenta giorni al massimo, poi se si concorda va bene, sennò si procederà comunque).

Qualcuno (argomentando) è in grado di smentire il ragionamento?

Buonanotte, e buona fortuna.

V.CARSON

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settembre 27, 2012

Riordino delle Province, la Regione Lazio ricorre alla Consulta: il TESTO della DGR adottata

Semper adamas, 27 settembre 2012

Quale seguito dell’articolo “PubblicalOra – Regione Lazio, Giunta: via libera per impugnare l’incostituzionalità della spending review sulle Province“, affinché altre Regioni valutino …

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Regione Lazio

Regione Lazio – Deliberazione di Giunta regionale n. 465 del 26 settembre 2012

Ricorso avanti la Corte Costituzionale per la declaratoria di illegittima costituzionale della legge 7 agosto 2012, n. 135 (Conversione in legge, con modificazione, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 S.O..

[...]

DELIBERA

- di proporre ricorso avanti la Corte Costituzionale per la declaratoria di illegittimità costituzionale della legge 7 agosto 2012 n. 135 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2012 S.O. ed in particolare degli articoli 4 (Riduzione di spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche), 9 (Razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi), 17 (Riordino delle province e loro funzioni), 18 (Istituzione delle città metropolitane e soppressione delle province del relativo territorio) e 19 (Funzioni fondamentali dei comuni e modalità di esercizio associato di funzioni e servizi comunali), per i motivi illustrati nell’allegato A alla presente deliberazione;

[...]

Regione Lazio - Deliberazione di Giunta regionale n. 465 del 26 settembre 2012

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settembre 26, 2012

PubblicalOra – Regione Lazio, Giunta: via libera per impugnare l’incostituzionalità della spending review sulle Province

Ancona, 26 settembre 2012

Blitz quotidiano

Blitz quotidiano26 settembre 2012Lazio, Giunta impugna spending review su taglio province. Via libera a Polverini

“La Giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera che autorizza la presidente della regione Renata Polverini a promuovere l’impugnazione alla Consulta per la declaratoria di illegittimità costituzionale della legge sulla spending review. In particolare le norme su riordino delle province e privatizzazione delle società pubbliche.”

Senza l’amico Pier Giorgio Imperi questa notizia non sarebbe stata data: grazie, di cuore!

Paolo

settembre 25, 2012

DRIN … DRIN … Pronto, il CAL? Sì? Come andiamo? Come programmato: se tutto va bene, siamo rovinati!

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Ancona, 25 settembre 2012 (aggiornato alle ore 16:35)

Ai blocchi di partenza

Riprendiamo dall’articolo:

“Riordino delle Province e loro funzioni”: la tempistica secondo l’articolo 17 del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012

Tutto per ricordare che ai sensi dell’articolo 17 “Riordino delle province e loro funzioni“, comma 3, del D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012:

Il Consiglio delle autonomie locali di ogni regione a statuto ordinario o, in mancanza, l’organo regionale di raccordo tra regioni ed enti locali, entro settanta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della deliberazione di cui al comma 2, nel rispetto della continuità territoriale della provincia, approva una ipotesi di riordino relativa alle province ubicate nel territorio della rispettiva regione e la invia alla regione medesima entro il giorno successivo. Entro venti giorni dalla data di trasmissione dell’ipotesi di riordino o, comunque, anche in mancanza della trasmissione, trascorsi novantadue giorni dalla citata data di pubblicazione, ciascuna regione trasmette al Governo, ai fini di cui al comma 4, una proposta di riordino delle province ubicate nel proprio territorio, formulata sulla base dell’ipotesi di cui primo periodo. Le ipotesi e le proposte di riordino tengono conto delle eventuali iniziative comunali volte a modificare le circoscrizioni provinciali esistenti alla data di adozione della deliberazione di cui al comma 2. Resta fermo che il riordino deve essere effettuato nel rispetto dei requisiti minimi di cui al citato comma 2, determinati sulla base dei dati di dimensione territoriale e di popolazione, come esistenti alla data di adozione della deliberazione di cui al medesimo comma 2.

Schematizzando …

Entro 70 giorni dalla data di pubblicazione in G.U. della deliberazione del Consiglio dei Ministri “Criteri per il riordino delle Province” (24 luglio 2012), il C.A.L. approva un’ipotesi di riordino; quindi:

24 luglio

+

70 giorni

=

2 ottobre 2012

Giorno successivo al 2 ottobre (martedì): 3 ottobre 2012 (mercoledì).

Data massima di trasmissione dal C.A.L. alla Regione dell’ipotesi di riordino: 3 ottobre 2012.

Trasmissione della proposta di riordino dalle Regioni al Governo:

3 ottobre 2012

+

20 giorni

=

23 ottobre 2012 (martedì)

Comunque non oltre 92 giorni dalla data di pubblicazione della deliberazione del Consiglio dei Ministri “Criteri per il riordino delle Province”; quindi:

24 luglio 2012

+

92 giorni

=

24 ottobre 2012 (mercoledì)

Stante ciò, come procedono gli alacri lavori? Una molto parziale (lo ammetto) ricognizione a seguire.     (more…)

settembre 22, 2012

La situazione dei ricorsi al TAR del Lazio, a cura del Dott. Carlo Rapicavoli

Archiviato in: Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, Iniziative e attività, L'Amministrazione provinciale di Imperia, L'Amministrazione provinciale di Lecco, L'Amministrazione provinciale di Lodi, L'Amministrazione provinciale di Matera, L'Amministrazione provinciale di Monza Brianza, L'Amministrazione provinciale di Rovigo, L'Amministrazione provinciale di Sondrio, L'Amministrazione provinciale di Treviso, Le Amministrazioni provinciali italiane, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Pro-Province — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 11:40

Ancona, 22 settembre 2012

Fatti e non chiacchiere.

A cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso, segue la situazione dei ricorsi al T.A.R. del Lazio, per l’annullamento della deliberazione del Consiglio dei Ministri 20 luglio 2012 “Determinazione dei criteri per il riordino delle province, a norma dell’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95.“, con richiesta di sospensione dell’efficacia.

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UDIENZA PER LA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA GIA’ FISSATA PER IL 26 SETTEMBRE 2012

-          Provincia di Matera – ricorso n. 7029/2012

-          Provincia di Sondrio – ricorso n. 7085/2012

UDIENZA PER LA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA GIA’ FISSATA PER IL 10 OTTOBRE 2012

-          Provincia di Lecco – ricorso n. 7084/2012

-          Provincia di Lodi – ricorso n. 7086/2012

-          Provincia di Treviso – ricorso n. 7109/2012

-          Provincia di Rovigo – ricorso n. 7132/2012

Le quattro Province hanno depositato il 21 settembre 2012 istanza per l’anticipazione al 26.9.2012 della camera di consiglio per la relativa discussione, onde consentirne, in quella sede, la trattazione congiunta con i due ricorsi precedenti.

UDIENZA PER LA SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA GIA’ FISSATA PER IL 16 OTTOBRE 2012

-          Provincia di Monza Brianza – ricorso n. 7243/2012

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Quello che scrive e dice il Dott. Rapicavoli non si commenta. Si acquisisce, prendendo appunti, qui come altrove; possibilmente in maniera integrale.

Grazie all’intervento dell’amico e collega Michele Russo, posso dare notizia che anche la Provincia di Imperiacon Delibera di Giunta Provinciale del 20.09.2012, su mandato del Consiglio Provinciale, ha deciso di presentare ricorso al TAR del Lazio contro la delibera del Consiglio dei Ministri del 20 luglio con la quale sono stati fissati i criteri relativi al riordino“.

Il Secolo XIX Edizione di Imperia20 settembre 2012Province, Imperia ricorre al Tar

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Il ricorso al TAR della Provincia di Monza Brianza    (more…)

settembre 20, 2012

Il riordino delle Province: dalla Regione Marche uno spazio-contenitore di informazioni ad hoc

Potius sero quam nunquam, 20 settembre 2012

Regione Marche_Consiglio Regionale

Dalla Regione Marche, meglio dal Consiglio regionale delle Marche, uno spazio riservato al processo di riordino delle Province.

Regione Marche - Consiglio regionale delle Marche - Riordino delle Province

Regione Marche – Consiglio regionale delle Marche – Riordino delle Province

Il dossier contiene una documentazione essenziale sulla complessa materia inerente il riordino delle province. Oltre la normativa nazionale nel dossier sono rintracciabili le disposizioni legislative regionali che espressamente conferiscono funzioni alla Provincia. Il presente Dossier, curato dal Servizio Studi e Commissioni e dalla Biblioteca, è aggiornato al 10 settembre 2012.

Alcuni contenuti:

  • Fonti normative
  • Dossier Camera DL n. 95/2012, art. 17, pagg. 105-116
  • Dossier Senato DL n. 95/2012, art. 17, pagg. 369-382
  • Spending review. Come cambia lo Stato sul territorio a cura del Ministero della Pubblica amministrazione
  • Commento dell’art. 17 del DL 95/2012 a cura dell’UPI
  • Scheda di lettura del DL 95/2012, art. 17 a cura di Legautonomie pagg. 16-18
  • Documentazione sulle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 23, commi 14-21 del DL 201/2011 e dell’art. 17 del DL 95/2012
  • Termini per il procedimento di riordino delle province a cura dell’Assemblea legislativa delle Marche
  • Superficie e popolazione dei comuni delle Marche. (Fonte Istat, Censimento 2011- Dati provvisori)
  • Regione Marche. Comuni e province. (Fonte Regione Marche, Servizio Ambiente ed energia)
 

Ottima iniziativa e ottimo punto di ritrovo e partenza. Complimenti sia per l’idea sia per l’impegno.

Paolo

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settembre 19, 2012

Riordino delle Province, il quadro si arricchisce (e non poco) con il parere del Prof. Capotosti: legittimità costituzionale, sì o no?

Archiviato in: Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 16:35

Ancona, 19 settembre 2012

Cassa di Risparmio di FermoGrazie all’interessamento della Fondazione Carifermo, oggi possiamo acquisire un ulteriore importantissimo contributo sulla questione, divenuta diatriba a cielo aperto, della legittimità costituzionale (o meno) della “riforma” delle Province, segnatamente con riferimento a quanto disposto all’articolo 17 del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012 (la – tristemente – famosa spending review).

Ad arricchire il quadro interviene infatti il parere espresso dal Prof. Avv. Piero Alberto Capotosti, Presidente emerito della Corte Costituzionale, già Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ed Emerito di Diritto pubblico presso l’Università “La Sapienza” di Roma, nonché autorevole ed insigne giurista marchigiano di fama nazionale.

Operate le dovute presentazioni, ecco il parere che invito a leggere integralmente.

La lettura integrale dell’elaborato in questione si impone, perché, sebbene necessariamente tecnico, risulta essere molto scorrevole, certamente merito della fluida logicità dei pensieri e delle considerazioni esposti, supportati da una notevole giurisprudenza costituzionale, che non guasta (meglio: a qualcuno può guastare ….), e, non ultimo, da richiami ai lavori della stessa Assemblea Costituente, per avere giusto quadro e panoramica dell’argomento (come finora nessuno aveva osato).

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Prof. Avv. Piero Alberto Capotosti – Parere in ordine all’interpretazione del quadro costituzionale applicabile al procedimento di riordino delle Province previsto dall’art. 17 del decreto-legge n. 95 del 6 luglio 2012, come convertito con l. 7 agosto 2012, n. 135.

Prof. Avv. Piero Alberto Capotosti - Parere in ordine all'interpretazione del quadro costituzionale applicabile al procedimento di riordino delle Province previsto dall'art. 17 del decreto-legge n. 95 del 6 luglio 2012, come convertito con l. 7 agosto 2012, n. 135.

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Un primo commento al parere, a cura del Dott. Carlo Rapicavoli

QL - QuotidianoLegale - Quotidiano d'informazione dedicato a Professionisti, Dirigenti ...

QuotidianoLegale – 19 settembre 2012 – Capotosti, Presidente emerito della Corte Costituzionale: “riordino Province non convince”

a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

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Il documento approvato dalla Conferenza provinciale delle Autonomie Locali della Provincia di Fermo    (more…)

settembre 18, 2012

Il CAL Campania si riunisce per discutere del riordino delle Province e i Sindaci del Sannio si presentano al tavolo con un documento unitario

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Ius murmurandi, 18 settembre 2012

Il C.A.L. della Regione Campania si riunirà ad Avellino, giovedì 20 p.v., per discutere, tra gli altri punti, dello stato del percorso di riordino delle cinque Province campane.

Direttamente dal Dott. Pellegrino Giornale, Portavoce del Presidente della Provincia di Benevento, Prof. Aniello Cimitile, la comunicazione della convocazione via Twitter …

Regione Campania - Consiglio regionale - Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) - 20 settembre 2012

… ma soprattutto, come anticipato nel messaggio, la notizia che il territorio amministrato dalla Provincia di Benevento si presenterà al tavolo con un documento unitario dei Sindaci del Sannio, contenente una presa di posizione forte, netta e inequivocabile rispetto alla paventata “riforma” delle Amministrazioni provinciali.

Grazie alla cortesia e all’impegno del Dott. Pellegrino Giornale, segue il testo integrale del documento in questione.     (more…)

settembre 17, 2012

Provincia di Fermo: nuovi orizzonti

Archiviato in: L'Amministrazione provinciale di Ascoli Piceno, L'Amministrazione provinciale di Fermo, L'Amministrazione provinciale di Macerata, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Novità e informazioni, Regione Marche — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — La Redazione @ 09:10

Ancona, 17 settembre 2012

Un piacevolissimo e graditissimo ritorno, in attesa del suo prossimo articolo:  @critwitte
Paolo

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Avrei voluto intitolare questo post Fermo contro tutti” ad onore del Presidente della Provincia di Fermo, Fabrizio Cesetti, che si è dimostrato un guerriero instancabile in lotta contro l’art. 17, contro l’UPI regionale, contro il CAL e contro il silenzio della Regione, lo scenario invece in questi ultimi giorni è enormemente cambiato.

Fermo, Piazza del PopoloLa macroprovincia Marche Sud composta da Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno sta iniziando ad avere una propria identità. Si ragiona sulla candidatura di un presidente di grande spessore politico, si lavora insieme alle organizzazioni industriali, artigianali, alle associazioni e ai Sindacati per mantenere inalterati i servizi pubblici, le sedi e la capacità di spesa dell’intero territorio, pur considerando che manca ancora la definizione delle competenze che verranno assegnate alle “nuove” Province e ai “nuovi” Comuni.

Perché “nuovi” Comuni? Non dimentichiamo che questi saranno parte attiva della riorganizzazione delle funzioni territoriali. Certo è che verrà esteso il patto di stabilità a partire dal 2013 ai piccoli Comuni, una difficoltà in più per loro che si somma agli onerosi interventi per fronteggiare la crisi (servizi sociali, servizi scolastici, riscossione dei tributi); il rischio dissesto è dietro l’angolo. Ciò vuol dire che i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che non riusciranno da soli a rispettare i vincoli di spesa per poter investire in opere pubbliche, per poter stanziare un adeguato fondo per affrontare con i giusti mezzi la stagione invernale, per tutti questi motivi e per altri ancora, si troveranno ad unirsi con i Comuni confinanti e perché no accorparsi ad un Comune “non piccolo”.

Fermo è la città baricentrica della nuova realtà provinciale, ma la possibilità che sia nominata capoluogo si scontra con la difficile mediazione tra i tre presidenti.

Ascoli Piceno per legge è la città deputata alla guida di questa nuova possibile coalizione di territori, Fermo sarebbe la seconda scelta auspicata oltre che dai fermani, dall’assessore al Bilancio della Regione Marche, Pietro Marcolini, preoccupato per la possibile soppressione di due uffici provinciali della motorizzazione civile, ma ad oggi non si riscontrano accordi in tal senso. L’Unione dei Comuni dunque potrebbe portare alla crescita del territorio di Fermo negli anni a venire, ad oggi la situazione che si registra è di una sconfitta dei comitati promotori della provincia più piccola delle Marche, una sconfitta degli attuali amministratori locali, un grosso affare per le testate giornalistiche locali per l’interesse suscitato dall’argomento il che presuppone un avvicinamento dei cittadini alla politica.

In mezzo a questo gran movimento è intervenuto al Consiglio comunale aperto di Fermo lo scorso 28 agosto Don Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco, esponente carismatico del territorio, con un discorso accorato ha esortato tutti i sindaci a consegnare la loro fascia alla Prefettura, come forte segnale della gravità della situazione. Il suo appello non è rimasto inascoltato ma di certo a oggi nessun primo cittadino ha obbedito.

Un plauso va inoltre alle quattro consigliere regionali Ciriaci, Malaspina, Ortenzi e Romagnoli, provenienti dal fermano, depositarie della mozione n. 385/2012 “D.L. 95/2012 Spending Review – accorpamento province” (che seguiremo passo passo su questo blog) chiedono più chiarezza dalla Regione, si interrogano giustamente su cosa poter rispondere ai territori che le hanno elette. I lettori di questo blog già sanno che occorre avere pazienza per leggerne il resoconto nel verbale della seduta, infatti la discussione è stata rimandata una prima e speriamo ultima volta dall’Assemblea legislativa dello scorso 11 settembre, su votazione, per la previa verifica delle ricadute economiche sul territorio, a dopo la decisione del CAL, dunque ad ottobre inoltrato.

A Fermo si lavora per costruire una grande coalizione di forze territoriali, non ha ancora un nome, ma è chiaramente percepibile nelle piazze del fermano che questa volta nelle Marche si ripartirà dal sud, chi ci crede è il benvenuto.

@critwitte

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