Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare.

aprile 14, 2014

XVII Legislatura: gli ultimi giorni della democrazia provinciale nei documenti ufficiali della Camera dei Deputati (con prima nota di lettura UPI)

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Ancona, 14 aprile 2014

 

Repubblica Italiana - Camera dei Deputati

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Atto Camera 1542-B | Disegno di legge: S. 1212 – “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni(approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (1542-B)

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

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I resoconti stenografici

(more…)

febbraio 13, 2014

Cassandra – Consiglio di Stato: sui tagli alle Province, la giustizia inverte la rotta

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Ancona, 13 febbraio 2014

Dopo “DM 25 ottobre 2012, “Riduzione delle risorse alle Province” causa spending review: ennesimo tonfo dell’ex-Governo Monti sancito dal TAR Lazio” (17 luglio 2013), la prova documentale che attesta come lo Stato, attraverso il Consiglio di Stato ed eccependo la inderogabilità (e urgenza) di procedure vincolate (dallo Stato stesso), abbia deciso di riprendersi il maltolto, pretendendo al contempo dalle Amministrazioni provinciali, a finanze ridotte e funzioni invariate, il mantenimento delle medesime prestazioni pubbliche.

Regolamenti CE (in particolare: Regolamento CE n. 2223/1996), consumi intermedi, consumi finali non hanno pregio. L’urgenza, a prescindere da qualunque principio di leale collaborazione tra Istituzioni e virtuosità dell’Ente, sì.

Morale di fondo: con trasferimento ex lege (la spending review), scaricare su terzi (“terzi” nella loro distorta ottica neocentralista), ossia le Province, la colpa dell’impossibilità di erogare i servizi essenziali per cittadini e comunità; terzi che quindi mediaticamente quanto inevitabilmente diventano contenitori inutili, capaci di generare solo spesa improduttiva (ossia sprechi) da evirare alla base, per l’appunto. Tutto ciò nonostante le evidenti colpe risiedano altrove. Evidenti per chi non ha le proprie parti sensibili foderate dalle veline del Gabinetto di turno.

Paolo

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L’ultimo tratto del percorso in breve
D.M. 25 ottobre 2012 – Riduzione delle risorse alle province, ai sensi dell’articolo 16, comma 7, del decreto-legge 95/2012 (spending review) nonché attribuzione del contributo, ai sensi dell’articolo 17, comma 13-bis del predetto decreto 95/2012 e relativi allegati. (12A11784)
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La sentenza: qualche dettaglio in più

GA - Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana | Fondatore Enrico Michetti (pareristica a cura dell'Avvocatura dello Stato)

8 febbraio 2014Province: il Consiglio di Stato annulla la sentenza del TAR sull’illegittimità del decreto del Ministero dell’Interno di riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali alle Province (segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III, sentenza del 3.2.2014)

Giustizia Amministrativa – Consiglio di Stato – Roma – Sentenza REG.PROV.COLL. n. 00475/2014 (REG.RIC. n. 07737/2013)

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

Giustizia Amministrativa - Consiglio di Stato - Roma - Sentenza REG.PROV.COLL. n. 00475/2014 (REG.RIC. n. 07737/2013)sul ricorso numero di registro generale 7737 del 2013, proposto da:

Ministero dell’Interno e Ministero dell’Economia e delle Finanze, in persona dei rispettivi Ministri pro-tempore,

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario Straordinario per la Razionalizzazione della Spesa,

tutti rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria in Roma, via dei Portoghesi, n.12;

contro

Provincia di Genova, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentato e difeso dagli avv. Lorenzo Acquarone, Giovanni Acquarone e Marco Barilati, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luca Gabrielli in Roma, via Nazionale, n. 200;

nei confronti di

Provincia di Bologna, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Francesca Scarpiello e Patrizia Onorato, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Adriano Casellato in Roma, viale R. Margherita, n. 290;

Provincia di Alessandria, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv. Alberto Vella e Antonella Terranova, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Antonella Terranova in Roma, via Bertoloni, n.14;

Provincia di Pisa, in persona del Presidente pro-tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Mario Pilade Chiti, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, n. 5;

Provincia di Roma, in persona del Commissario pro-tempore, rappresentata e difesa per legge dall’avv. Massimiliano Sieni, domiciliataria in Roma, via IV Novembre, n. 119/A;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA, SEZIONE I TER, n. 07022/2013, resa tra le parti, concernente determinazione e riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali dovuti alle singole province.

[...]

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto lo accoglie e, per l’effetto, annulla la sentenza impugnata.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

[...]

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novembre 4, 2013

31 ottobre 2013, incontro Delrio-Sindacati: primi esiti dell’operazione “tentato recupero” dell’esclusiva sindacale

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Ancona, 4 novembre 2013

31 ottobre 2013 – Comunicato stampa unitario – “Enti locali, incontro tra sindacati e ministro Delrio su riordino istituzionale Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl: una cabina di regia per tutelare occupazione e servizi”

31 ottobre 2013 - Comunicato stampa unitario - "Enti locali, incontro tra sindacati e ministro Delrio su riordino istituzionale Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl: una cabina di regia per tutelare occupazione e servizi"

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31 ottobre 2013 – Verbale di riunione – “Enti locali, incontro tra sindacati e ministro Delrio su riordino istituzionale Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl: una cabina di regia per tutelare occupazione e servizi”

31 ottobre 2013 - Verbale di riunione - "Enti locali, incontro tra sindacati e ministro Delrio su riordino istituzionale Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl: una cabina di regia per tutelare occupazione e servizi"

Dal sito della Funzione Pubblica C.G.I.L.:

FP CGIL – 31 ottobre 2013 – Enti locali, incontro tra sindacati e ministro Delrio su riordino istituzionale

Roma, 31 ottobre 2013

Funzione Pubblica C.G.I.L.Una cabina di regia per governare i processi di riordino istituzionale connessi al “disegno di legge Delrio”, garantendo i livelli occupazionali e valorizzando il capitale umano degli enti locali. Cgil, Cisl e Uil, che hanno incontrato oggi il ministro Graziano Delrio, incassano l’impegno a sottoscrivere un’intesa a tutela dei lavoratori di Province, Comuni e Città metropolitane. Soddisfatte Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, che sottolineano: “Gli impegni assunti serviranno a istituire un tavolo di confronto per costruire insieme un nuovo assetto delle autonomie locali. È necessario partire dai bisogni dei cittadini. Ecco perché vogliamo riorganizzare la rete territoriale dei servizi pubblici: superando le sovrapposizioni e garantendo più qualità dei servizi e più investimento nelle competenze”.

Tra i punti che dovranno essere oggetto dell’intesa – continua la nota unitaria di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa – un tavolo permanente di confronto nazionale, a partire dalle unioni di Comuni sotto i 5mila abitanti e dal riordino delle Province, e tavoli permanenti regionali e territoriali per governare le ricadute sul personale derivanti dai processi di riordino. E poi monitoraggi sulla contrattazione delle Unioni di comuni e per la gestione delle funzioni associate. Così come un impegno sul precariato, con l’obiettivo di valutare i fabbisogni professionali e i possibili percorsi di stabilizzazione. Infine l’istituzione di un tavolo specifico sulle società in house, per spingere su razionalizzazione e reinternalizzazione dei servizi”.

“Nel rispetto delle differenti prerogative e nonostante permangano divisioni in merito ai provvedimenti sin qui assunti dal Governo Letta, non possiamo che accogliere con piacere il riallacciarsi di corrette relazioni sindacali. L’impegno di fondo da parte dell’esecutivo deve essere l’inversione di rotta sui provvedimenti punitivi nei confronti del lavoro pubblico. È evidente – concludono Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl – che, se dovesse mantenersi questo clima, un’intesa sarebbe davvero possibile”.

Dal sito della C.I.S.L. Funzione Pubblica:

CISL FP – 31 ottobre 2013 – Riordino enti locali, i sindacati incontrano Delrio: verso un’intesa per garantire occupazione e qualità dei servizi

31 Ottobre 2013

C.I.S.L. Funzione PubblicaIncontrando questa mattina il ministro Graziano Delrio, Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl hanno incassato alcuni impegni importanti in vista dei processi di riordino istituzionale degli enti territoriali. In tempi rapidi dovrà prendere forma l’intesa per istituire una vera e propria “cabina di regia”, con un tavolo di confronto a livello nazionale e tavoli territoriali, in cui costruire insieme i nuovi assetti partendo dai bisogni dei cittadini, tutelando occupazione e qualità dei servizi e valorizzando le competenze del personale. E ancora, per valutare i fabbisogni professionali e i percorsi per la stabilizzazione dei lavoratori precari, monitorare i processi di costituzione delle unioni di Comuni e delle gestioni associate e la razionalizzazione delle società in house.

Dal sito della U.I.L. Federazione Poteri Locali:

UIL FPL – 31 ottobre 2013 – Enti locali, incontro tra sindacati e Min.DelRio su riordino enti territoriali

U.I.L. Federazione Poteri LocaliUna cabina di regia per governare i processi di riordino istituzionale connessi al “disegno di legge Delrio”, garantendo i livelli occupazionali e valorizzando il capitale umano degli enti locali. Cgil, Cisl e Uil, che hanno incontrato oggi il ministro Graziano Delrio, incassano l’impegno a sottoscrivere un’intesa a tutela dei lavoratori di Province, Comuni e Città metropolitane. Soddisfatte Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, che sottolineano: “Gli impegni assunti serviranno a istituire un tavolo di confronto per costruire insieme un nuovo assetto delle autonomie locali. È necessario partire dai bisogni dei cittadini. Ecco perché vogliamo riorganizzare la rete territoriale dei servizi pubblici: superando le sovrapposizioni e garantendo più qualità dei servizi e più investimento nelle competenze”.

Tra i punti che dovranno essere oggetto dell’intesa – continua la nota unitaria di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa – un tavolo permanente di confronto nazionale, a partire dalle unioni di Comuni sotto i 5mila abitanti e dal riordino delle Province, e tavoli permanenti regionali e territoriali per governare le ricadute sul personale derivanti dai processi di riordino. E poi monitoraggi sulla contrattazione delle Unioni di comuni e per la gestione delle funzioni associate. Così come un impegno sul precariato, con l’obiettivo di valutare i fabbisogni professionali e i possibili percorsi di stabilizzazione. Infine l’istituzione di un tavolo specifico sulle società in house, per spingere su razionalizzazione e reinternalizzazione dei servizi”.

“Nel rispetto delle differenti prerogative e nonostante permangano divisioni in merito ai provvedimenti sin qui assunti dal Governo Letta, non possiamo che accogliere con piacere il riallacciarsi di corrette relazioni sindacali. L’impegno di fondo da parte dell’esecutivo deve essere l’inversione di rotta sui provvedimenti punitivi nei confronti del lavoro pubblico. È evidente – concludono Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil-Fpl – che, se dovesse mantenersi questo clima, un’intesa sarebbe davvero possibile”.

UIL FPL – 31 ottobre 2013 – Enti locali, incontro tra sindacati e Min.DelRio su riordino enti territoriali (NOTA “aggiuntiva” U.I.L. F.P.L.)

UIL FPL - 31 ottobre 2013 - Enti locali, incontro tra sindacati e Min.DelRio su riordino enti territoriali (NOTA "aggiuntiva" U.I.L. F.P.L.)

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Il ministeriale gaudio di  Delrio  e la strategia “polverizza resistenza

Graziano Delrio (profilo Facebook ufficiale) - Giovedì, 31 ottobre 2013 - Incontro con i Sindacati (CGIL, CISL, UIL)

Incontro questa mattina con i sindacati Cgil, Cisl e Uil nazionali e della Funzione pubblica sul percorso per la legge di riordino degli enti locali, e in particolare per i dipendenti. Il governo ha la precisa volontà infatti di aprire un tavolo con i soggetti istituzionali coinvolti e i sindacati per accompagnare l’attuazione della legge in modo condiviso. Partiamo dalla completa garanzia occupazionale per individuare un percorso di accompagnamento nel cambiamento. Il governo intende ribadire che nessun licenziamento avverrà a causa delle riforme. Il primo incontro di oggi con i sindacati Cgil Cisl e Uil, in cui sono stati individuati alcuni punti saldi, ci permette di procedere con l’ampliamento del tavolo e il coinvolgimento di tutti i soggetti.

"Governo ribadisce: nessun licenziamento avverrà a causa delle riforme." (Graziano Delrio)

Sul “polverizza resistenza“, come già scritto in “Delrio e Province, prosegue la telenovela a spregio delle Istituzioni: “aboliremo le Province”“:

La sceneggiata delle dichiarazioni altalenanti e confondenti continua, ma la strategia si affina: “aboliremo le Province, senza licenziare“. Così, nel dubbio, ogni forma di resistenza, anche solo lontanamente vagheggiata da dipendenti e/o Sindacati, sarà definitivamente polverizzata.

Dell’Istituzione, storica, della Repubblica, chissene-stra-frega. La sedia, là dove non batte il sole, c’è oggi e ci sarà domani, parola di Ministro. Parola di Ministro, oggi. Tra qualche ora, in futuro, magari non si sa.

Tutti tranquilli dunque. Il sonno può proseguire.

Per i più faciloni e/o smemorati: [...]

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Pensieri veloci in tweet

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Inoltre, per non dimenticare (avendolo omesso via Twitter):

Disegno di legge: “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni” – Articolo 15 “Funzioni delle province”, comma 6

“Le province, entro sessanta giorni dalla data della delibera di cui al comma 5, rideterminano in riduzione la pianta organica del personale e ne modificano i profili professionali sulla base delle diverse funzioni e del diverso assetto degli organi, provvedendo agli adeguamenti successivi a seguito delle leggi regionali di cui al comma 3. In ogni caso resta confermato per le province il divieto di nuove assunzioni dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Vogliamo ricordare il divieto vigente, solo provinciale, di cui all’articolo 16 comma 9 del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012? Alé:

Nelle more dell’attuazione delle disposizioni di riduzione e razionalizzazione delle Province è fatto comunque divieto alle stesse di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato.

Questa previsione non crea un danno evidente quanto insormontabile per i territori (d’area vasta, sempre) serviti dalle Amministrazioni provinciali? A funzioni invariate, ad oggi, non va a detrimento della capacità dei provinciali di esprimere professionalità e competenze, poiché sovraccaricati dal mancato innesto di nuove forze? Non va a danno dell’Ente, della sua funzionalità e della sua utilità, ormai sempre più in affanno nell’espletamento dei compiti d’istituto, pure per le ben note questioni di tagli e vincoli finanziari?

Tutto questo aggravato, sia detto, dal fenomeno della fuga non d’Egitto, ma dalle Province, che da due anni sta accompagnando la quotidiana vita delle Amministrazioni.

Sulla questione divieto di assunzione per le Province, un passaggio molto interessante dal Dott. Carlo Rapicavoli:

11 settembre 2013Razionalizzazione della Pubblica Amministrazione: il DL n. 101/2013 illustrato dal Dott. Carlo Rapicavoli

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Il dipendente provinciale è proprietà esclusiva sindacale?

Bocciato dalla Consulta il progetto di “riforma Patroni Griffi”, da agosto – formalmente quanto sostanzialmente – incardinato l’odierno impianto di superamento delle Province, con accelerazione chiesta ed ottenuta, nonché dopo:

non può che esclamarsi ora “meglio tardi che mai“!

Vero di certo, se l’intenzione è quella di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e, soprattutto, creare l’ennesima falegnameria sociale con l’istituzione dell’ennesimo tavolo di confronto e trattativa. Non bastano le panche già allestite perché tutti i possibili sedenti trovino posto?

Altri tavoli, purtroppo, sono attivi ed operanti (?) e sui lavori di questi nulla viene dato sapere. Mi riferisco a:

12 marzo 2013Esuberi e mobilità negli Enti Locali: uno scambio epistolare con chi se ne occupa

Laddove promosso dagli altri, lo sciopero generale, sebbene tra le sue motivazioni espressamente grida “no all’abolizione delle Province“, non è degno di alcuna attenzione, comunicazione o risposta, nemmeno innanzi alla semplice preghiera di farne conoscere l’esistenza (ne sono testimone diretto). La questione è tanto pesante e solenne che non può essere rimessa alla discrezione, volontà o discernimento dell’impiegato provinciale comune.

Se soggetti diversi dai soliti si permettono di chiamare a raccolta dipendenti e RR.SS.UU., a prescindere dai mondi di riferimento e persino se anch’essi Sindacato, questi sono mossi, con evidenza per i detrattori, dalle peggiori motivazioni:

  • acquisizione tessere,
  • imprudenza atta a dividere e indebolire il fronte,
  • operazioni demagogiche e/o salva poltrone,
  • incapacità o mancanza di volontà di agire insieme (ecco perché si organizzano, al più, solo gli incontri in casa).

Teoremi tutti questi che non si applicano, per superiori regole dalle ignote provenienze, ai soliti e unici legittimati all’agire. Chiaro: quando si è i più grossi, tendenzialmente è facile avere o prendersi la ragione. Questa è la logica che muove la costituzione delle lobby di potere.

La propria corrente spinge sempre e a prescindere nella giusta direzione, anche quando si ammette, in privata sede, che si sta sbagliando, che si hanno le mani legate, che non vi sono interlocutori, che per essere ascoltati bisogna prima passare per la fase del “doveroso annuncio“.

Le lavoratrici e i lavoratori, provinciali e non, sono proprietà esclusiva sempre e solo degli stessi, anche in termini lessicali da poter spendere.

A mio giudizio, nel gorgo sprofondante del “divide ed impera“, appare gravissimo segno di profonda ottusità non tenere conto della criticità e crucialità del momento e, per questo, nemmeno cercare di superare e abbonare gli errori e le potenziali incautele altrui.

Il metodo consolidato si applica e replica: non ostacolare pubblicamente, ma non fare nulla o quasi (se non a titolo, rischio e gravame personale!) a sostegno dell’iniziativa altrui, anzi renderla inutile, anacronistica, sorpassata, svilirla insomma, facendo circolare falsi pezzi d’informazione che creano sospetto e disorientamento. I tempi sono stretti e il gioco è fatto: si è riconquistata l’esclusiva legittimazione attiva a gestire la materia umana provinciale.

La dignità, di persone e lavoratori (oddio, ho impiegato un’altra volta il sacral-brevettato termine!), non può fermarsi alla esclusivamente egoistica conservazione della sedia sotto di sé. Con uno sforzo, si potrebbe tentare di andare oltre, visto che tutti i lavoratori (sono recidivo!) che con coscienza ed abnegazione da anni fanno i provinciali non possono non sapere che con questo tipo di riforme e concertazioni si salverà pure il proprio posto, ma si massacra il Paese, la Pubblica Amministrazione e le Comunità al cui servizio, non dimentichiamo, siamo e ci siamo collocati.

Riprendo, per ribadire, quanto scritto in “Istituzioni (Province) e popolo (provinciale) venduti al padrone (la demagogia): IL TriONFO DEL SINDACATO“:

Si sappia che quanti sono attaccati più o meno avidamente al capezzolo di mamma Provincia rimarranno (rimarremo) sempre gli ex-provinciali, con molta probabilità – e massimo gaudio da successo dei Sindacati – “riciclati” in altri pezzi dello Stato.

Riciclati comunque inutili, poiché per anni immersi a bagnomaria nell’Ente inutile per antonomasia che, come tale, viene scaricato con disinvoltura dagli impavidi Sindacati, alla resa dei conti sodali col padrone (di turno), pronti, in ragione di nessuna ragione, ad allinearsi sulla linea del plotone d’esecuzione. Dalla parte di chi spara.

Ma che vuole questo? Cosa pretende che facciano i Sindacati?

Legittimo chiedermelo, incredibile che ancora non si sia capito:

oltre che col Governo-padrone “acceleratore delle procedure”, si parli pure col popolo lavoratore!

Queste sono solo alcune brevi considerazioni di getto che, in futuro, mi riservo di riprendere e approfondire.

Paolo

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Pensando a chi si è affrettato e s’affretta a mettere il cappello su meriti non conquistati e nemmeno ereditati …

"Propensione all'asservimento direttamente proporzionale all'incapacità intrinseca di elaborare e mantenere un pensiero proprio con coraggio."

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agosto 6, 2013

“La riforma delle Province dopo la sentenza della Consulta (sistema di governo, commissariamenti e funzioni)”, a cura del Dott. Carlo Rapicavoli (da LeggiOggi.it)

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Ancona, 6 agosto 2013

LeggiOggi.it - Quotidiano giuridico politico economico (Diretto da Avv. Carmelo Giurdanella)

Parte I

24 luglio 2013La riforma delle province dopo la sentenza della corte costituzionale. Parte I | Analisi degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale riguardo a sistema di governo, commissariamenti e funzioni delle province

a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

LeggiOggi.it - 24 luglio 2013 - "La riforma delle province dopo la sentenza della corte costituzionale. Parte I | Analisi degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale riguardo a sistema di governo, commissariamenti e funzioni delle province", a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme sul riordino delle Province emanate dal governo Monti ed il successivo disegno di legge costituzionale del Governo, resta aperto il dibattito purtroppo connotato da scarso approfondimento e disorganicità.

Un dibattito certo non nuovo, che animò anche l’assemblea costituente, che allora era basato però sulle valutazioni dell’assetto complessivo dell’ordinamento costituzionale e non certo ispirato dalle spinte demagogiche di oggi, pur fondate dall’esigenza di ridurre i costi della politica.

Iscriversi al partito abolizionistico è impresa molto semplice e portatrice di consenso.

Abolizione è divenuta sinonimo di riformismo e di efficientismo.

Ma cerchiamo adesso di verificare gli effetti sull’ordinamento giuridico della sentenza della Corte Costituzionale e le criticità e i limiti del disegno di legge costituzionale approvato dal Governo il 5 luglio.

(continua …)

♦ ♦ ♦

Parte II

5 agosto 2013La riforma delle province dopo la sentenza della corte costituzionale. Parte II | Analisi degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale riguardo il riordino territoriale e l’istituzione delle città metropolitane

a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

LeggiOggi.it - 5 agosto 2013 - "La riforma delle province dopo la sentenza della corte costituzionale. Parte II | Analisi degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale riguardo il riordino territoriale e l’istituzione delle città metropolitane", a cura del Dott. Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di TrevisoSegue l’articolo “La riforma delle province dopo la sentenza della corte costituzionale. Parte I

Il riordino territoriale

Oggetto della dichiarazione di incostituzionalità sono anche le disposizioni di cui all’art. 17 del D.L. n. 95/2012, mediante le quali era stato disposto il riordino territoriale della totalità delle Province delle Regioni a statuto ordinario, salve le province nel cui territorio si trova il comune capoluogo di regione, e quelle confinanti solo con province di regioni diverse da quella di appartenenza e con una delle istituende città metropolitane.

I commi da 2 a 4 del menzionato art. 17 disciplinavano le scansioni procedurali del suddetto riordino, il quale sarebbe dovuto avvenire alla stregua dei requisiti minimi della dimensione territoriale e della popolazione residente, individuati da apposita deliberazione del Consiglio dei Ministri.

(continua …)

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luglio 24, 2013

Ennesima irrituale operazione mediatica del Governo contro le Province: pagati per non avere nulla di meglio e buono da fare?

Archiviato in: Contro-Province, Le polemiche, Pro-Province — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 07:15

Ancona, 24 luglio 2013

"Perché il Governo abolisce le Province con un DDL costituzionale?" (account Twitter ufficiale del Governo Italiano)

23 luglio 2013 - 23 luglio 2013 – “Perché il Governo abolisce le Province con un DDL costituzionale? Ve lo ricordiamo oggi su Storify.”

Non essendo riuscito a realizzare una screenshot completa della narrazione governativa, tenterò di riprodurre i contenuti salienti del Gabinetto, ospitati da Storify.
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Perché il Governo abolisce le province con un ddl costituzionale?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 5 luglio 2013 uno schema di disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province. Dopo l’approvazione del Parlamento le province in Italia saranno solo un ricordo.

Terminato il Consiglio subito una conferenza illustra la riforma ai giornalisti.

Seguita da un comunicato stampa.

Consiglio dei Ministri n. 13 del 5 luglio 2013 – Comunicato stampa

Abolizione delle province

In apertura dei lavori il Consiglio ha esaminato, su proposta del Presidente del Consiglio, del Vicepresidente e Ministro dell’interno Angelino Alfano, del Ministro per le riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Graziano Delrio, uno sche-ma di disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province, che sarà sottoposto al parere della Conferenza unificata.

Norme transitorie

Entro sei mesi dalla data in entrata in vigore della legge costituzionale le Province sono soppresse. Sulla base di criteri e requisiti definiti con legge dello Stato sono individuate dallo Stato e dalle Regioni le forme e le modalità di esercizio delle relative funzioni. [...]

Un déjà vu? Una “ri-abolizione”? Come molti ricordano l’accorpamento di diverse province era stato fatto più di un anno fa con un decreto, il cosiddetto “Salva Italia”, dal governo Monti.

Consiglio dei Ministri n. 5 del 4 dicembre 2011 – Comunicato stampa

Cui è seguito un secondo provvedimento in occasione del varo della spending review.

Repubblica Italiana – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Riduzione della spesa a servizi invariati (Dl n.95/2012) – Pagina pubblicata il 24 agosto 2012

Decreto che ha determinato comunque la soppressione di molte province, fra cui Roma.

Pochi giorni fa la Corte Costituzionale, dopo aver esaminato i ricorsi proposti da Lombardia, Campania, Piemonte, Lazio, Molise, Valle d’Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Calabria e Sardegna, ha bocciato la riforma.

I giudici hanno stabilito l’illegittimità costituzionale di alcune disposizioni, in materia di riordino delle province, contenute nel decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e nel decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

Disposizioni censurate dalla Consulta in quanto il decreto-legge, un atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è stato ritenuto uno strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema delle province.

“Ripassare dal via” non è più una scelta da “gioco dell’oca” ma una necessità.

Ma alla vigilia del CdM, che solo 48 ore dopo la decisione della Corte si appresta a varare l’abolizione delle province togliendo la parola stessa dalla Costituzione, comincia a circolare una versione della riforma che prevede la sostituzione delle Province con Collegi. Una riforma solo “virtuale”, che non corrisponde al testo che sta per essere approvato, circola in rete.

Non è vero che il Governo sostituisce le province con i collegi, cambiando tutto affinché nulla cambi. Il disegno di legge costituzionale abolisce le province senza introdurre i collegi. E’ lo stesso Presidente del Consiglio, Enrico Letta, a ribadirlo in conferenza stampa.

Letta smentisce e mostra il breve testo di 3 articoli approvato dal Cdm.

3 articoli per abolire le province modificando gli articoli della Costituzione 114, 117, 118, 119, 120, 132, 133. Con una norma transitoria si prevede che le Province siano soppresse entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge costituzionale, affidando alla legge statale la funzione di definire un insieme di criteri e di requisiti generali in base ai quali Stato e Regioni, nell’ambito delle rispettive competenze, devono individuare le forme e le modalità di esercizio delle funzioni che sono oggi spettanti costituzionalmente alle Province.

Un metodo corretto, con tempi più lunghi, ma che piace.

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Repliche personali senza freni

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Cogliendo nell’ampio mazzo, i riferimenti citati nei miei tweet si rinvengono in:

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Chiusura con panzana finale

Decreto che ha determinato comunque la soppressione di molte province, fra cui Roma.

Completamente falso, le prove nei fatti notori:

Ciò a riprova della serietà e/o consapevolezza dei fuochisti della locomotiva governativa.

Possiamo poi stupirci delle altalenanti sparate di Delrio, Quagliariello & C.? Corroborate da ultimo dai più scatenati supporter quali il paio Rizzo & Stella?

Altra domanda che rinnovo:

possiamo tollerare la diffusione, al massimo livello, di informazioni completamente false e tendenziose, artefatte solo per sostenerne un processo che, diversamente, non troverebbe né giustificazioni né attenuanti?

Almeno sappiamo chi fa parte (in parte!) della cricca.

Paolo

luglio 17, 2013

DM 25 ottobre 2012, “Riduzione delle risorse alle Province” causa spending review: ennesimo tonfo dell’ex-Governo Monti sancito dal TAR Lazio

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Ancona, 17 luglio 2013

Breve prologo (a campione)
10 novembre 2012Riduzione delle risorse alle Province: la scure è opportunamente caduta nella giornata della democrazia …
12 febbraio 2013Tagli di bilancio alle Province (ex DM 25 ottobre 2012): da LeggiOggi.it la situazione dei ricorsi al TAR
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Il fatto

Il Tar del Lazio, con sentenza n. 7022/2013 depositata il 15 luglio, ha annullato il decreto del Ministero dell’Interno del 25.10.2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6.11.2012, con il quale è stata disposta una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali dovuti alle singole Province per l’esercizio 2012 per un importo pari a 500 milioni di euro.

Carlo Rapicavoli

Giustizia Amministrativa

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Roma

(Sezione Prima Ter)

Sentenza REG.PROV.COLL. n. 07022/2013 (REG.RIC. n. 11457/2012)

Giustizia Amministrativa - Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Roma - Sentenza REG.PROV.COLL. n. 07022/2013 (REG.RIC. n. 11457/2012)

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Le reazioni dall’U.P.I. (Unione Province d’Italia)

U.P.I. - Unione Province d'Italia

16 luglio 2013

Spending review: il Tar dà ragione alle Province. Annullato il decreto per il 2012 | Saitta “Tagli eccessivi e insostenibili”

“Il Tar ci dà ragione: i tagli ai bilanci delle Province decisi dal Governo Monti con la spending review sono eccessivi e del tutto insostenibili, perché frutto di un grave errore commesso nel definire i famigerati consumi intermedi. Abbiamo sostenuto da subito che nei nostri bilanci non ci fossero 1,2 miliardi di euro da tagliare e che la spending review stava incidendo direttamente su voci di costo incomprimibili, perché riferiti a risorse per funzioni trasferite o delegate dalle Regioni per servizi essenziali, come la formazione o il trasporto pubblico locale. Oggi il Tar conferma le nostre ragioni”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando la sentenza del TAR del Lazio sul ricorso della Provincia di Genova, depositata ieri sera.

Nel testo il Tribunale Amministrativo afferma che, nella definizione dei consumi intermedi da considerare il Governo avrebbe dovuto operare una selezione eliminando le spese destinate ai servizi per la collettività.

“Questo vuol dire – afferma Saitta – che quando il Ministero ha indicato il totale dei tagli ai bilanci sulle Province in 500 milioni per il 2012 e 1,2 miliardi per il 2013 lo ha fatto partendo da una base di dati falsata dall’errore. Come d’altronde abbiamo provato in tutti i modi a spiegare allora al Governo, che però non ha voluto prendere in alcuna considerazione le nostre richieste e ha preferito imporre tagli palesemente iniqui e sproporzionati su una istituzione, a danno dei servizi ai cittadini. Non solo, per colpa di questi tagli, molte Province sono andate in predissesto, con ricadute sul personale, sui servizi erogati e sulle imprese, a causa del restringimento delle quote di patto di stabilità che ha contratto ancora di più gli investimenti.

Ora la sentenza del TAR accogliendo il ricorso delle Province annulla il decreto sui tagli 2012. Chiediamo al Governo di aprire immediatamente un confronto per sanare questa ingiustizia oggi palesemente attestata dal Tar, trovare soluzioni per ridurre il taglio di 1,2 miliardi del 2013, frutto dello stesso grave errore, e di convocarci anche in vista della definizione della prossima spending review, anche per evitare di continuare a commettere sbagli grossolani ai danni dei cittadini e dei servizi essenziali”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza | Lacorazza: Ingiustizia fatta. Province in predissesto sulla base di un decreto errato

Quella che si è consumata ai danni delle Province, ad opera dei tagli sproporzionati ed insostenibili contenuti nel decreto del Ministero dell’interno dell’ottobre 2012 emanato in esecuzione del decreto 95/2012 (la cosiddetta Spending review), è una vera e propria ingiustizia. A confermare l’allarme, più volte lanciato dalle Province ma puntualmente ignorato, è il Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso della Provincia di Genova, ha annullato il decreto in questione.

Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Basilicata e della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, nel commentare la sentenza del tribunale amministrativo che ha dichiarato sbagliati i criteri che hanno condotto agli eccessivi ed iniqui tagli operati dal governo Monti ai bilanci delle Province. In pratica la spending review, ha confermato il Tar, incideva in maniera errata ed insostenibile su spese per servizi essenziali destinati alla collettività.

“Intanto in base a quel decreto, arrivato a pochi giorni dalla chiusura dell’esercizio 2012 e oggi annullato, la Provincia di Potenza, dopo aver tagliato sui servizi, come ad esempio la manutenzione di strade e scuole, ed aver ridotto i costi della politica e quelli per il funzionamento della macchina amministrativa, per evitare il dissesto ha dovuto adottare la procedura di riequilibrio pluriennale ai sensi degli artt. 243bis e successivi del decreto legislativo 267/2000 del Tuel. Abbiamo, dunque, accettato – ha continuato – la sfida del rigore e non quella del lamento, ma di fronte alla sentenza del Tar che ci dà ragione non si può non sottolineare come un decreto errato nel calcolo dei consumi intermedi e un atteggiamento di chiusura da parte del Governo, che ha preferito ignorare le considerazioni delle Province, abbiano provocato danni ai cittadini e grossi problemi nella garanzia dei servizi essenziali.

Per la Provincia di Potenza, ad esempio, l’azzeramento del fondo del riequilibrio, dovuto ai tagli, significa difficoltà a garantire livelli minimi di servizi, a partire dalla viabilità”.

“Le Province non vogliono sottrarsi alla sfida di uno Stato più leggero, efficiente e meno costoso, nell’ottica del principio “fare meglio con meno”, ma all’interno – ha concluso Lacorazza – di un confronto serio con il Governo che, lungi dall’imporre tagli iniqui, tenga conto di fabbisogni e costi standard per definire “chi fa cosa”, eliminando inutili sovrapposizioni ed assicurando al cittadino servizi adeguati a costi sostenibili”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Presidente dell’Upi Veneto, Leonardo Muraro | Upi Veneto: “Ripristinati i Servizi per i Cittadini”

“Ancora una volta abbiamo dimostrato che non si può andare contro i cittadini e togliere loro dei servizi – spiega Muraro – accogliendo il ricorso delle Province, il TAR ha dunque annullato il decreto ha ripartito tra le Province un taglio di 500 milioni di euro nel 2012, con ricadute disastrose sui servizi erogati come i Servizi per l’Impiego, l’edilizia scolastica, la viabilità …

Il Tar ha infatti sottolineato come, con le modalità dei tagli imposta dal Governo sono state penalizzate le Province che erogano più servizi, anche delegati dalla Regione, i cui costi sono appunto entrati pure nella base di calcolo sulla quale parametrare il taglio. I Giudici hanno inoltre riscontrato una violazione del principio di leale collaborazione tra Istituzioni, non avendo il Governo tenuto conto delle osservazioni delle Province stesse.

La stessa Provincia di Treviso ha presentato ricorso al Tar nel novembre 2012 e ricordo che nel marzo scorso siamo riusciti a ottenere 24 milioni di euro che lo Stato ci doveva.

Dopo queste decisioni e dopo la sentenza della Corte Costituzionale, mi auguro fortemente che questo Governo, rendendosi conto degli errori del precedente, voglia confrontarsi seriamente sulla riduzione del taglio previsto per il 2013 (1,2 miliardi), che parte dallo stesso errore di fondo che ha portato all’annullamento del decreto di Monti.

Le Province vogliono partecipare alla spending review, vogliono contribuire alla ridefinizione dell’architettura statale, ma vogliono farlo senza essere capro espiatorio e soprattutto senza che vengano a mancare i servizi erogati ai cittadini”.

Sentenza TAR accoglie ricorso Province contro spending review. Il commento del Commissario Straordinario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile

Il prof. Aniello Cimitile, Commissario straordinario della Provincia di Benevento, ha espresso soddisfazione per la sentenza, depositata ieri sera, del Tar Lazio sul ricorso della Provincia di Genova, che ha annullato il decreto del 2012 del Governo Monti (“Spending review”) che introduceva tagli di risorse finanziarie alle Province.

Il dispositivo della Magistratura amministrativa – ha commentato il Commissario della Provincia sannita – giunge a pochi giorno di distanza dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato altri due provvedimenti dello stesso Governo Monti in materia elettorale dei Consigli provinciali e di riordino del numero delle Province.

Queste pronunce della magistratura dimostrano che, da parte dell’Esecutivo precedente, c’è stato un accanimento senza precedenti nei confronti delle Province con il tentativo non solo di svuotarle sul piano delle funzioni amministrative, ma anche di rendere impossibile per loro ogni tipo di attività attraverso lo strangolamento finanziario.

Per fortuna, ha concluso Cimitile, il Tar Lazio ha giudicati “eccessivi e del tutto insostenibili” i tagli di risorse finanziarie: a questo punto è lecito attendersi che sia completato il percorso per restituire alle Province la loro dignità sancita dalla Costituzione della repubblica.

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Le valutazioni del Dott. Luigi Oliveri e del Dott. Carlo Rapicavoli     (more…)

luglio 3, 2013

PubblicalOra – Province: la Consulta dichiara illegittima la riforma delle Province!

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Ancona, 3 luglio 2013

Repubblica Italiana - Corte Costituzionale

La Corte costituzionale nell’odierna camera di consiglio ha dichiarato l’illegittimità costituzionale:

-       dell’art. 23, commi 4, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 20 bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214;

-         degli artt. 17 e 18 del decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135

per violazione dell’art. 77 Cost., in relazione agli artt. 117, 2° comma lett. p) e 133, 1° comma Cost., in quanto il decreto-legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio.

Repubblica Italiana - Corte Costituzionale - Roma, 3 luglio 2013 - Comunicato stampa "Riforma e riordino delle Province"

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Regione Autonoma Valle d'Aosta

ANSA – 3 luglio 2013 (19:22) – Consulta boccia riforma e taglio Province

La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Non è materia da disciplinare con decreto legge, hanno stabilito i giudici costituzionali. (ANSA).

ANSA – 3 luglio 2013 (19:48) – Consulta boccia riforma e taglio Province (2)

ANSA – 3 luglio 2013 (20:46) – Province: UPI, ristabilito valore costituzionale | Non si fanno riforme istituzionali per decreto

ANSA – 3 luglio 2013 (20:49) – Province: UPI, ristabilito valore Costituzione (2)

la Repubblica.it

la Repubblica – 3 luglio 2013 – La Consulta salva le province | Bocciato taglio e riordino

La sentenza ferma il progetto di accorpamento. Sulla giustizia invece i giudici della Corte hanno respinto le questioni sollevate da diverse sedi giudiziarie contro la soppressione. Si salva solo Urbino

ANSA

ANSA – 3 luglio 2013 – Province, la Consulta boccia taglio e riforma | ‘Illegittimità costituzionale, non è materia da disciplinare con decreto legge’

ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale

ASCA – 3 luglio 2013 – Province: Consulta boccia il taglio. Decreto incostituzionale

E’ incostituzionale il decreto legge che abolisce le province. Lo ha deciso questa sera la Corte Costituzionale spiegando che “il decreto legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema, quale quella prevista dalle norme censurate nel presente giudizio”. Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, ha subito annunciato che “adegueremo il metodo secondo le indicazioni importanti della Corte. La Riforma del sistema deve proseguire”.

ItaliaOggi - Quotidiano economico, giuridico e politico

ItaliaOggi – 3 luglio 2013 – Consulta, salve le province

La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme contenute nel decreto Salva Italia e nella legge sulla Spening review. Queste prevedevano per le province riforme sostanziali attinenti i metodi di elezione dei rappresentati, le competenze e l’eventuale accorpamento di quelle al di sotto del limite di estensione territoriale e di densità abitativa stabilito per legge.

Per la Consulta è stato violato l’art. 77 della Costituzione, in in quanto “il decreto legge, atto destinato a fronteggiare casi straordinari di necessità e urgenza, è strumento normativo non utilizzabile per realizzare una riforma organica e di sistema quale quella prevista nel decreto Salva Italia e nella legge sulla Spending review”.

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Indistintamente, col cuore, un immenso grazie a quanti sinora hanno supportato e sopportato questo spazio.

Mi scuso per il generico, seppur sentitissimo, ringraziamento, ma probabilmente stasera non riconoscerei (da vicino) nemmeno il familiare più caro!

Paolo

giugno 30, 2013

Ricorsi alla Corte Costituzionale sulla “riforma” delle Province: il 2 luglio è arrivato

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Ancona, 30 giugno 2013

Repubblica Italiana - Corte CostituzionaleRiepilogo dei fatti in premessa:
2 luglio 2013, Corte Costituzionale: rinviati, riuniti e fissati (una volta per tutte) i ricorsi contro ogni recente “riforma” delle Province
Corte CostituzionaleCalendario dei lavori

Martedì, 2 luglio 2013 – UDIENZA PUBBLICA

Il Presidente ha disposto, con decreto 27 giugno 2013, il rinvio a nuovo ruolo della causa iscritta al n. 28 del ruolo della udienza pubblica del 2 luglio 2013 (ric. 174/2012, rel. Carosi).

Ordine dei lavori dell’udienza

Repubblica Italiana - Corte Costituzionale - Udienza pubblica del 2 luglio 2013 - Calendario dei lavoriNella sessione antimeridiana, dopo la commemorazione del Vice Presidente emerito avv. Massimo Vari, che avrà luogo in apertura di udienza, le cause iscritte a ruolo saranno chiamate nel seguente ordine: nn. 1; 2; 3; 4; 30; 23; 24 e 25 chiamate congiuntamente; 26; 27; 29.

Nella sessione pomeridiana, che avrà inizio alle ore 16, le cause iscritte ai nn. da 5 a 22 del ruolo (riordino delle Province) saranno chiamate congiuntamente.

La relazione del giudice Silvestri esaminerà prima le impugnazioni del d.l. 201/2011 e quindi quelle del d.l. 95/2012. Al termine, i difensori degli intervenienti potranno prendere la parola sulla sola ammissibilità degli interventi, su cui la Corte si pronuncerà.

Seguirà la discussione sul merito, nella quale ciascun difensore delle Regioni ricorrenti parlerà, in un unico intervento, sia sull’impugnazione del d.l. 201/2011 che del d.l. 95/2012. Al termine, prenderanno la parola gli avvocati dello Stato.

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Dopo tanto attendere e senza troppe illusioni, ci siamo

Stavolta non credo che chicchessia possa avere l’ardire o la possibilità di appigliarsi a pretesti, come in precedenza ad arte creati, per rinviare di nuovo la discussione.

Tuttavia non imbeviamoci di pie illusioni.

Non per mettere le mani avanti, poiché in avversità manterremo lo stesso la linea (approccio governativo ricambiato), in Italia e in Europa se fattibile, ma altrettanto per non passare da tonti: una declaratoria di illegittimità costituzionale di tutta la manovra o dei gangli fondamentali della stessa andrebbe, direttamente (non indirettamente), a smentire l’operato del precedente e svilire gli intenti dell’attuale Governo, sino a mettere in gravissimo dubbio l’avallo quirinalizio che ha accompagnato, senza batter di ciglio, il “percorso di riforma” delle Province in esame, pensato e imposto sulla fiducia.

Infatti, al di là della legittimità costituzionale, checché se ne dica o pensi, lo strumento impiegato del decreto legge, corredato da fiducia, ha escluso fino ad oggi qualsivoglia forma di libero dibattito parlamentare. E’ un dato di fatto. Dibattito oggi più che mai inquinato dal declivio imboccato che vuole altresì consacrarsi come irreversibile.

Di irreversibile, a mio modo di vedere, c’è solo la chiusura mentale di (presunti e manco tanto) giovenchi pensatori-patrioti, ottenebrati dall’ignoranza e dalla supponenza.

La faccenda si è politicizzata, prima ancora di divenir – qual è – un capro espiatorio. Insomma, un bel guazzabuglio.

Il castello di sabbia costruito, spudoratamente fuori legge agli occhi di qualsivoglia innocente di spirito ma essere pensante munito di raziocinio, in caso di declaratoria di illegittimità, provocherebbe un devastante quanto assordante tonfo.

Un effetto domino (penso alle mancate elezioni amministrative e conseguenti commissariamenti … tutto illegittimo!) non risarcibile, ma con contraccolpi profondamente inficianti la vita sociale, politica e pubblica non solo delle Istituzioni (tutte) coinvolte (quindi non esclusivamente quelle destinatarie dei vari atti), ma persino dei responsabili delle azioni poste in essere. Questi ultimi, sebbene salvi da ogni ritorsione e/o conseguenza, sarebbero caricati di un discredito talmente pesante da travalicare i confini nazionali.

Direi che essendo colpa assoluta della politica questa indegna situazione, è onere ineludibile della stessa cavare il ragno dal buco. Purtroppo, questi sono discorsi politici e la “politica”, come arte del governare, s’è persa da tempo, scaricata nei gabinetti, insieme a idee e ideali.

Ora, tornando a noi, è pensabile che la questione sia solo faccenda di diritto? Avrebbe potuto esserlo se la decisione fosse intervenuta a tempo debito, ma con la situazione incancrenita e consolidata tutto è divenuto complicato, in special modo per chi, oltre alla legge, verosimilmente dovrà e deve guardare con un occhio alla ragion di Stato (di alcuni).

Oseranno i giudici azzardare tanto?

Noi Italiani troviamo il riscatto, quando occorre, pure se all’ultimo. In questo spero. Se non ora, domani, ma – come si diceva tra noi – sorgerà di nuovo il sole all’orizzonte. Questo sempre e a prescindere dalle miserrime volontà dei singoli più o meno pontent(ell)i di turno.

Paolo

giugno 3, 2013

Cassandra – Corte dei Conti e Province: un’analisi totalmente “trascurata” … come mai?

Archiviato in: Cassandra, Città Metropolitane, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 13:30

Ancona, 3 giugno 2013

Rivendo la notizia senza troppi ricami.

Solo un rapido personale suggerimento, quale chiave di letturaattenzione alle misura delle parole impiegate dalla Corte dei Conti.

La magistratura contabile, a voler ben leggere e a mio modo di vedere:

  • sottolinea la pletora di interventi fallimentari che nel tempo si sono succeduti; probabilmente per una mancanza di organicità dell’azione e per l’altrettanto mancata condivisione delle soluzioni negli anni presentate (checché se ne dica);
  • rimarca come non debbano essere dimenticate le non trascurabili funzioni realmente (e per molti inconsapevolmente) svolte dalle Province (ossia “istruzione pubblica, gestione del territorio e dell’ambiente ma anche in materia di trasporti e sviluppo economico“); difatti si puntualizza la necessità di “riaffrontare la questione del destino di tale assetto istituzionale e organizzativo, guardando sia ai possibili risparmi di spesa delle diverse opzioni perseguibili sia, soprattutto, alle migliori modalità di gestione delle funzioni a queste finora affidate” (poco importa, nell’incedere del novello Esecutivo, la circostanza che allo stato nessuno abbia monitorato queste funzioni);

Ammesso e non concesso, dove andiamo con 750 milioni di risparmi che, tra l’altro, non tengono conto dei costi da trasformazione da un sistema organizzativo ad un altro?

Per quanto comprendibile dal sottoscritto, le tabelle di raffronto tra i costi provinciali e quelli di altri enti non fanno che immortalare l’operazione abolizione delle Province: la bufalata TOTALE.

Che si vuole? La relazione non era comoda all’uso, ergo da zompare a piè pari. Così è.

Teniamoci ‘sto Governo d’illuminazione bipartisan e leggiamoci ‘sta relazione.

Alla prossima.

Paolo

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ASCA - Province: Corte Conti, governo riaffronti tema (28 maggio 2013)

Corte dei Conti (Sezioni riunite in sede di controllo) – Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica – Maggio 2013

Il giorno 28 maggio 2013, alle ore 11.00 presso il Senato della Repubblica – Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari, è stato presentato il Rapporto 2013 sul Coordinamento della Finanza Pubblica.

Corte dei Conti (Sezioni riunite in sede di controllo) - Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica - Maggio 2013“Anche la semplificazione delle strutture amministrative, in primo luogo quelle provinciali, sono destinate a liberare risorse limitate.”

Un estratto provinciale
... alcune parti sono state evidenziate in grassetto e amaranto per agevolare e focalizzare la lettura ...

RIFORME ISTITUZIONALI E RISPARMI DI SPESA

Premessa

Nelle due ultime legislature le misure che regolano il contributo delle amministrazioni territoriali agli obiettivi programmatici sono state accompagnate da interventi relativi a particolari tipologie di spese correnti. Si tratta di voci riconducibili alle strutture rappresentative e a quelle amministrative spesso al centro di valutazioni critiche sulla utilità e sulla destinazione della spesa.

I provvedimenti adottati hanno avuto un rilievo finanziario limitato e spesso ad essi non sono stati attribuiti effetti specifici traducendosi al più in strumenti per intervenire sulla composizione della spesa o a cui guardare per giustificare la sostenibilità dei contributi aggiuntivi richiesti agli enti. A questi si sono accompagnati interventi volti a semplificare la stessa impalcatura istituzionale, alla ricerca di una configurazione più efficiente ed economica in un momento di forte tensione per una riduzione della spesa improduttiva. A ciò sono stati mirati i provvedimenti sulle unità rappresentative di minori dimensioni, sulle province, sulla revisione delle competenze tra livelli di governo. Un processo a cui non è estraneo il mutamento di indirizzo registrato sul fronte delle esternalizzazioni dei servizi che si era tradotto, nello scorso decennio, in un forte ampliamento nel ricorso a società controllate dalle amministrazioni stesse.

L’osservazione delle misure assunte per il contenimento degli oneri dovuti alle strutture di rappresentanza e a quelle amministrative consente, seppur a “maglie larghe” di guardare ai risultati già ottenuti e di avere una prima misura dei risparmi cui è ancora possibile puntare. Risorse non marginali che tuttavia rappresentano solo una frazione di quei tagli alla spesa scontati nei quadri programmatici di recente esposti nei documenti di finanza pubblica (ciò senza considerare le ulteriori esigenze di rifinanziamento di interventi “a politiche invariate”).

Anche la semplificazione delle strutture amministrative, in primo luogo quelle provinciali, sono destinate a liberare risorse limitate.

Ciò che appare di maggior rilievo, in questo caso come in quello della revisione delle strutture amministrative minori e, soprattutto, delle società partecipate, non è il risparmio immediato di risorse che si potrà conseguire ma l’identificazione di un assetto rappresentativo e amministrativo adeguato ad un recupero di qualità ed economicità del servizio. Un riassetto che garantisca una chiara rappresentazione delle responsabilità gestionali e degli oneri sopportati dai cittadini per il mantenimento dei servizi.

Nei paragrafi che seguono, dopo aver guardato al quadro complessivo delle misure approvate a partire dal 2008 e a primi risultati che emergono dai dati disponibili per alcune di queste voci di spesa, si esaminano le questioni rimaste aperte.

Un primo sguardo non può non riguardare la semplificazione delle strutture amministrative, in primo luogo di quelle provinciali. Un provvedimento di cui è mancata l’approvazione non solo per l’anticipata conclusione della legislatura. La revisione della dimensione minima delle strutture di gestione comunali con l’individuazione di forme organizzative di maggiori dimensioni rappresenta un ulteriore tassello di tale ridisegno. Un processo ancora in corso i cui confini non sono ancora completamente delineati. Rispetto alle prime misure approvate, il DL 95/2012 ha aperto a nuove soluzioni organizzative.

Nel ridisegno delle strutture non marginale importanza va attribuita al superamento di alcune problematiche relative alla ripartizione delle competenze tra livelli di governo cui non si possono non attribuire effetti negativi sull’efficacia della gestione di importanti funzioni. Anche questo aspetto è stato solo delineato negli ultimi mesi della legislatura.

Infine all’ultimo paragrafo del capitolo il compito di fare il punto sugli sviluppi in tema di partecipazioni delle amministrazioni territoriali e sulle difficoltà del processo di dismissione.

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LA RIDUZIONE DELLE STRUTTURE TERRITORIALI: IL CASO DELLE PROVINCE

9. Nel corso dell’ultima legislatura si è riavviato il dibattito sull’utilità e sulla necessità del mantenimento nell’ordinamento nazionale delle Province. La riforma del sistema provinciale è stata quindi oggetto di ripetuti interventi normativi: dai progetti di legge di origine parlamentare ai decreti-legge 201/2011 e 95/2012.

A partire dal 2009 sono state esaminate in Parlamento alcune proposte per la soppressione delle Province. Confluite in un unico testo, esse non sono state tuttavia approvate dalla Camera.

Simile sorte hanno avuto quelle, presentate nel 2011, finalizzate al trasferimento dallo Stato alle regioni della competenza in materia di istituzione di nuove province e di mutamento dei confini delle province esistenti.

Nel pieno della crisi finanziaria, il DL 138/2011 aveva previsto la soppressione delle Province diverse da quelle la cui popolazione rilevata al censimento generale della popolazione del 2011 fosse superiore a 300.000 abitanti o la cui superficie complessiva fosse superiore a 3.000 chilometri quadrati, ma tale disposizione (art. 15, co. 1) non è stata convertita in legge.

E’ con il DL 201/2011 che viene approvata una riforma del sistema delle province (art. 23, commi 14-21). Ad esse sono affidate esclusivamente funzioni di indirizzo politico e di coordinamento. E’ prevista la riduzione del numero dei consiglieri provinciali e la loro elezione da parte dei consigli comunali. Sia il consiglio provinciale, sia il presidente della provincia sono configurati – a differenza degli altri enti indicati dall’art. 114 Cost. – come organi ad elezione indiretta, eletto il primo dagli organi elettivi dei comuni ricadenti nel territorio della provincia e il secondo dal consiglio provinciale stesso tra i suoi componenti. Tali organi durano in carica cinque anni e le modalità di elezione del consiglio provinciale, composto da non più di dieci membri, e del presidente della provincia sono demandate ad una legge dello Stato da predisporre entro il 31 dicembre 2013. Anche in questo caso, tuttavia, il relativo disegno di legge del Governo presentato alla Camera nel maggio 2012 non ha proseguito il suo iter. [Nel maggio 2012 nella regione Sardegna è stato sottoposto a referendum la abrogazione delle nuove province (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio) istituite con legge regionale. La maggioranza dei votanti sardi si è espressa a favore della soppressione. La regione ha prorogato fino al 28 febbraio 2013 le amministrazioni provinciali nelle more di una riforma delle autonomie locali (LR 25 maggio 2012, n. 11). Il termine del 28 febbraio è oggetto di una proroga da parte del disegno di legge regionale n. 481 di iniziativa della giunta che fissa l’abrogazione delle nuove province alla scadenza delle amministrazioni provinciali.]

Nell’ambito delle disposizioni per la revisione e la riduzione della spesa degli enti territoriali è il decreto-legge 95/2012 che re-interviene sulla riduzione e sulla riorganizzazione delle province (articoli 17 e 18). L’intervento normativo, in parte modificando la precedente impostazione, ha previsto la riduzione del numero delle province attraverso un procedimento di soppressione e accorpamento, condiviso con le comunità locali. Si dispone che le province non debbano avere una popolazione inferiore a 350 mila abitanti e una dimensione territoriale inferiore a 2.500 Kmq. Ne vengono ridefinite le funzioni, prevedendo tra l’altro il conferimento di ulteriori compiti oltre a quelli di coordinamento stabiliti dal DL 201/2011. Lo stesso provvedimento istituisce dal 2014 le città metropolitane. Il nuovo intervento conferma la soppressione della giunta provinciale e il nuovo sistema elettorale di secondo grado e prevede la redistribuzione tra le province, in conseguenza della riduzione del loro numero, del contributo atteso dal patto di stabilità interno in modo da garantire l’invarianza del risultato complessivo.

Le nuove province sono state individuate dal DL 188/2012, a conclusione della procedura indicata dal DL 95/2012, sulla base di requisiti minimi definiti dalla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012. Il relativo disegno di legge di conversione è stato presentato al Senato (A.S. 3558), ma il decreto-legge non è stato convertito. Con la legge di stabilità per il 2013 (all’art. 1, comma 115) questa configurazione dell’assetto delle province è stata congelata prevedendo: la sospensione, fino al 31 dicembre 2013, del trasferimento ai Comuni delle funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province, nonché del trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali all’esercizio delle funzioni stesse. E’ stata sospesa fino alla stessa data l’applicazione delle disposizioni in materia di città metropolitane, il termine entro il quale sono stabilite, con legge dello Stato, le modalità di elezione dei componenti del Consiglio provinciale (con previsione di gestioni commissariali fino alla stessa data) e l’attribuzione di carattere transitorio all’assegnazione delle funzioni di area vasta alle province, effettuata in via definitiva dal comma 10 dell’art. 17 del DL 95/2012.

10. La legislatura che si è aperta dovrà quindi riaffrontare la questione del destino di tale assetto istituzionale e organizzativo, guardando sia ai possibili risparmi di spesa delle diverse opzioni perseguibili sia, soprattutto, alle migliori modalità di gestione delle funzioni a queste finora affidate. Non vanno dimenticati, infatti, i compiti di tali enti in tema di istruzione pubblica, gestione del territorio e dell’ambiente ma anche in materia di trasporti e sviluppo economico.

Una prima stima dei risparmi conseguibili è stata condotta dal Governo Monti in relazione al ridisegno previsto dal DL 95/2012. Come è noto, la revisione nelle regioni a statuto ordinario, anche in ragione dell’istituzione delle città metropolitane, comportava una significativa riduzione degli enti: si passava dalla attuali 86 province a 51.

Un ridisegno che mirava a incidere sulle spese correnti: pur non potendosi rilevare significative differenze nella spesa pro capite legate alla dimensione geografica delle province, l’esame relativo alla dimensione misurata in termini di popolazione offriva, nelle stime del Governo, risultati di maggior rilievo, mostrando un andamento della spesa inversamente proporzionale alla dimensione della popolazione amministrata. L’accorpamento degli enti mirava, quindi, a cogliere le economie di scala rese evidenti dall’analisi statistica. Come messo in rilievo nello studio condotto dal Ministro Giarda, “al crescere del 10 per cento della popolazione amministrata la spesa corrente cresce del solo 7,7 per cento”, mentre una maggiore superficie non sembra richiedere una maggiore spesa per abitante. In base alla spesa pro capite stimata per le 51 nuove province individuate, il lavoro stimava risparmi di spesa pari a circa 370 milioni.

Utilizzando il modello proposto, che fa esclusivo riferimento alla popolazione ed alla superficie quali variabili esplicative della spesa corrente, si possono stimare i risparmi relativi anche ad una ipotesi ulteriore: l’abolizione delle Province e l’accorpamento delle stesse nell’ambito delle rispettive Regioni. Ai fini della stima si sono considerate esclusivamente le Regioni a Statuto ordinario e gli impegni di spesa corrente al netto delle spese per interessi per l’anno 2010. I risparmi complessivi di spesa corrente vanno dal 5 per cento nel caso di accorpamento a 51 Province al 10 per cento nell’ipotesi di abolizione delle Province; la riduzione della spesa pro-capite media va rispettivamente dall’8 al 14 per cento. Nel complesso, i risparmi stimati supererebbero di poco i 750 milioni.

[...]

Sia per i profili politico-istituzionali, sia per quelli organizzativi e di economicità, il ridisegno del governo territoriale delle funzioni amministrative appare, quindi, piuttosto complesso nell’attuazione pratica. Il legislatore ha affidato alle regioni il compito di individuare la dimensione ottimale ed omogenea per lo svolgimento in forma associata delle funzioni, ma in effetti il riassetto organizzativo delle funzioni amministrative richiede da parte delle regioni uno sforzo di coordinamento di tutti i livelli di governo locale, comprese le competenze specifiche regionali, affinché si possa pervenire ad una razionale distribuzione delle funzioni che tenga conto dei principi di adeguatezza, prossimità al cittadino, non sovrapposizione o duplicazione delle strutture.

Non mancano tuttavia spinte in controtendenza rispetto all’orientamento verso una semplificazione e razionalizzazione della varietà e diversità delle strutture amministrative (obbligo di adesione ad un unico forma associativa, art. 2, c. 28, legge 244/2008, soppressione dei consorzi di funzione, art. 2, c. 186, legge 191/2009): ne sono un esempio la futura istituzione dei liberi consorzi di comuni in Sicilia in sostituzione delle province o la previsione di accordi consortili per l’acquisizione di lavori, servizi e forniture che dovrebbero configurare modalità gestionali più stabili delle convenzioni.

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aprile 3, 2013

Quindici mesi con Patroni Griffi: il racconto nelle parole dell’imperituro Ministro

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Ancona, 3 aprile 2013

Repubblica Italiana - Governo Italiano - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione

Marzo 2013

Resoconto del Ministro Patroni Griffi sulle attività svolte e sullo stato dell’arte nei settori di Funzione Pubblica e di Riforme istituzionali

Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione - 30 marzo 2013 - Resoconto del Ministro Patroni Griffi sulle attività svolte e sullo stato dell'arte nei settori di Funzione Pubblica e di Riforme istituzionali

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Sulle Province, in particolare    (more…)

marzo 12, 2013

Esuberi e mobilità negli Enti Locali: uno scambio epistolare con chi se ne occupa

Ancona, 12 marzo 2013

Ricordate il tavolo (tecnico) intorno al quale si sta discutendo la sorte dei dipendenti degli Enti Locali?

Più adeguatamente: ricordate che si è insediato, il 12 febbraio, presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, un tavolo (tecnico) finalizzato, ex articolo 16, comma 8, della c.d. spending review (D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012), alla individuazione dei “parametri di virtuosità per la determinazione delle dotazioni organiche degli enti locali”?

Ricordate pure l’articolo “Tavolo per la rideterminazione degli organici negli Enti Locali: ‘stiamo lavorando per voi’“, dello scorso 5 marzo?

Ebbene, l’Ufficio di Segreteria della Conferenza mi ha formalmente confermato l’esistenza di tale tavolo e riferito che l’istituzione dello stesso è stata richiesta dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

Senza vis polemica, ammettiamo che io non sia stato in grado di spiegarmi, poiché le mie intenzioni erano quelle di conoscere come questo tavolo si stesse muovendo, appena ritornata in funzione la PostaCertificat@ messa a disposizione dal Governo italiano (stando a quanto riferitomi dal numero verde, sono in corso importanti aggiornamenti dell’intero apparato informatico … pure questa doveva capitare?!), ho (ri)formulato istanza di accesso alla documentazione amministrativa, relativamente ai lavori del 12 febbraio.

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Macerata, 9 marzo 2013

 

Oggetto: Parametri di virtuosità per la determinazione delle dotazioni organiche degli Enti Locali. Tavolo tecnico ex art. 16 comma 8 spending review. Richiesta accesso atti dei lavori 12 febbraio 2013.

 

Ringrazio vivamente per le tempestive conferme fornite in riscontro alla mia del 28 febbraio scorso, recante “Insediamento tavolo tecnico rideterminazione dotazioni organiche negli Enti Locali. Richiesta informazioni e documentazione.”.

Preso pertanto atto della loro comunicazione del 6 marzo c.a., ad oggetto “risposta a vostra PEC del 28 febbraio 2013”, e ritenuto di dover adeguatamente esplicitare i contenuti di quanto già manifestato in data 28 febbraio, con la presente avanzo istanza formale al fine di:

- acquisire, pari mezzo, i documenti discussi in seno al tavolo tecnico insediatosi in data martedì 12 febbraio presso codesto organo;

- acquisire, pari mezzo, il verbale e i documenti prodotti in seno al tavolo tecnico insediatosi in data martedì 12 febbraio presso codesto organo;

- conoscere, pari mezzo, la data di convocazione del tavolo tecnico ex articolo 16, comma 8, D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012, successiva al 12 febbraio c.a..

In relazione a quanto sopra, ai sensi e per gli effetti della vigente normativa applicabile, in via principale ma non esclusiva della Legge n. 241/1990 e ss.mm.ii., la presente costituisce e deve intendersi quale istanza formale di accesso alla documentazione amministrativa concernente i lavori del tavolo tecnico insediatosi in data 12 febbraio 2013, ex articolo 16, comma 8, D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012.

L’interesse diretto, concreto e attuale che sottende tale formulazione, come chiarito nella richiamata PEC del 28 febbraio, si rinviene nelle seguenti condizioni soggettive:

- in qualità di dipendente di un’Amministrazione provinciale (la Provincia di Ancona; ente locale ex art. 2 “Ambito di applicazione” del D. Lgs. n. 267/2000 e ss.mm.ii.) sono direttamente coinvolto nel processo di rideterminazione delle dotazioni organiche, come previsto dalla c.d. spending review;

- rivesto il ruolo di amministratore responsabile di un piccolo spazio internet (“Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare.”) e, nel rispetto dei contenuti e principi di cui all’articolo 21 della Costituzione della Repubblica, tento di dare conto, unitamente ad altri amici e colleghi, di tutto ciò che attiene il processo di riforma delle Province.

Qualora le richieste inoltrate venissero accolte, prego cortesemente di conoscere, preventivamente al rilascio della documentazione, i costi per l’esercizio del diritto di accesso, anticipando altresì che, quanto ritenuto d’interesse, sarà reso pubblico nello succitato sito.

Ringraziando per l’attenzione riservata, certo di un favorevole riscontro alla presente, porgo distinti saluti.

Paolo Tognetti

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So di essere petulante e la cosa mi dà particolarmente fastidio. Sono pure abbastanza consapevole di essere praticamente solo in questo civile confronto a distanza con la Conferenza, ma se qualcun altro (e/o qualcun’altra) si unisse nella richiesta di documenti e informazioni (come da missione sindacale, nella più ampia accezione, per esempio!), ragionevolmente ritengo che i lavori del tavolo verrebbero resi pubblici e accessibili, nei modi e nelle forme più idonee per tutti.

Paolo

Nota a margine (e in calce)

Come probabilmente risaputo dai lettori del blog, molti articoli che escono durante la settimana sono preparati e programmati nel corso del week-end precedente. Ciò a significare che questo pezzo è stato realizzato nella domenica appena trascorsa.

Ebbene, oggi (ieri per chi legge), 11 marzo 2013 (lunedì), sono stato raggiunto telefonicamente da personale qualificato della Conferenza Stato-città ed autonomie locali.

Nulla di segreto o non riferibile e, soprattutto, al momento nulla di rimarchevole per il nocciolo della questione qui trattata. La conversazione si è sostanziata in un reciproco, franco chiarimento delle parti.

In attesa degli sviluppi e di un riscontro formale, che attendo, per ora non ho altro da aggiungere.

Paolo

marzo 5, 2013

Tavolo per la rideterminazione degli organici negli Enti Locali: “stiamo lavorando per voi”

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Ancona, 5 marzo 2013

Non con l’intenzione di mettere in dubbio l’attendibilità della fonte, l’eccellente sito LeggiOggi.it, ma ho ritenuto, sulla scorta di quanto pubblicato nell’articolo del 26 febbraio scorso, “Zitti e chiotti si stanno organizzando i tagli (DI PERSONALE) negli Enti Locali … ssssst!“, di verificare e approfondire la vicenda.

Così, il 28 febbraio, ho inviato alla Conferenza Stato-città ed autonomie locali la seguente richiesta a mezzo PEC (regolarmente accettata e consegnata).

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Macerata, 28 febbraio 2013

Oggetto: Insediamento tavolo tecnico rideterminazione dotazioni organiche negli Enti Locali. Richiesta informazioni e documentazione.

Il quotidiano giuridico online LeggiOggi.it, in data 18 febbraio u.s., ha pubblicato l’articolo “Spending review: a rilento il taglio organici, tocca agli enti locali. A rilento il taglio degli organici. I ministeri hanno tempo fino a fine febbraio.”.

In questo contributo viene trattata la questione della paventata diminuzione delle dotazioni organiche negli Enti Locali, secondo il principio del “valore medio nazionale” (ad oggi ancora da definire; così come stabilito con la c.d. spending review, D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012).

In particolare, si fa riferimento all’insediamento, in data martedì 12 febbraio, presso codesto organo collegiale, di un apposito tavolo tecnico, al quale hanno partecipato, tra gli altri, ANCI e UPI.

Stante ciò e non avendo rinvenuto alcuna documentazione in merito sul sito ufficiale della Conferenza, chiedo cortesemente di poter ricevere, pari mezzo, informazioni, documenti e verbali inerenti quanto appena riferito.

Tale formale istanza viene inoltrata dal sottoscritto sia come soggetto direttamente coinvolto nel processo in parola (sono dipendente dell’Amministrazione provinciale di Ancona), sia in qualità di responsabile di un piccolo spazio internet (“Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare.”) che cerca di dare conto di tutto ciò che attiene il processo di riforma delle Province.

Confidando in un favorevole riscontro alla presente e ringraziando per l’attenzione prestata, porgo distinti saluti.

Paolo Tognetti

[seguono tutti i miei recapiti che qui ometto per evitare rappresaglie troppo comode!!! ]
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Mai pago (domo, sì … presto o tardi), nei giorni a venire sono passato alla fase della telefonata per, velatamente però cortesemente, sollecitare una risposta, nonostante il breve lasso di tempo trascorso dalla mia prima istanza.

Vedremo gli sviluppi.

Per ora, mi è stato verbalmente riferito che il tavolo si è effettivamente insediato e sta, a tutt’oggi, lavorando.

Direi a questo punto che possiamo e dobbiamo pretendere un interessamento diretto e costante dei nostri Sindacati e delle nostre RR.SS.UU., senza escludere che un nostro coinvolgimento, in prima persona, non costituisce fattispecie di reato. Magari una scocciatura, ma non un reato. Credo.

Saluti.

Paolo

febbraio 26, 2013

Zitti e chiotti si stanno organizzando i tagli (DI PERSONALE) negli Enti Locali … ssssst!

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Ancona, 26 febbraio 2013

Senza lungaggini e interferenze, solo alcuni richiami, poi il pezzo da LeggiOggi.it:

Per carità: muti e rassegnati.

Eppoi, tra i molti colleghi degli Enti Locali, possibile che tocchi proprio a me?! … a noi?! Intanto, stasera o domani, una birretta con gli amici, la telenovela, il cinema, il telefilm, schiacciare le noci con la testa. Ecco: passatempi edificanti e pro futuro.

Fortuna Sindacati e R.S.U. che coralmente e a livello nazionale (unità e coordinamento cercansi) ci tengono sempre aggiornati e in guardia!

Bello, infine, scoprire CHI ha partecipato al tavolo già instaurato

Forse è per questo che persino nell’inno nazionale s’è dovuta richiamare l’espressione “l’Italia s’è desta“. Nel nostro caso, di provinciali, ci pianterei un bello ed enorme punto interrogativo. Purtroppo.

Paolo

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Il taglio degli organici: sotto con gli Enti Locali    (more…)

febbraio 23, 2013

Spending review (D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012): testo aggiornato e coordinato

Ancona, 23 febbraio 2013

Segue, per comodità di consultazione, il testo coordinato e aggiornato della c.d. spending review, ossia, come da titolo, del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141; entrato in vigore il 7 luglio 2012, ad eccezione del comma 83 dell’articolo 12, quest’ultimo entrato in vigore l’1 gennaio 2013), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173).

Il testo qui proposto tiene conto delle modifiche introdotte con la Legge di stabilità 2013 (L. n. 228/2012).

Paolo

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 AGGIORNATO AL 12 FEBBRAIO 2013

 Spending review

Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141), convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173)

Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario

D.L. n. 95/2012: provvedimento entrato in vigore il 7 luglio 2012, ad eccezione del comma 83 dell’articolo 12 che è entrato in vigore l’1 gennaio 2013

L. n. 135/2012: provvedimento entrato in vigore il 15 agosto 2012

Repubblica Italiana - Gazzetta UfficialeG.U. n. 156 del 06/07/2012 (con S.O. n. 141)

D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 (testo in G.U. n. 156/2012, S.O. n. 141)

G.U. n. 189 del 14/08/2012 (con S.O. n. 173)

L. n. 135 del 7 agosto 2012 (testo in G.U. n. 189/2012, S.O. n. 173)

D.L. n. 95/2012, coordinato con la L. n. 135/2012 di conversione (testo in G.U. n. 189/2012, S.O. n. 173)

Normattiva - Il portale della legge vigenteSpending review – Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (TESTO COORDINATO)

Spending review - Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 (G.U. n. 156 del 06/07/2012, S.O. n. 141), convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge n. 135 del 7 agosto 2012 (G.U. n. 189 del 14/08/2012, S.O. n. 173) - Aggiornato al 12 febbraio 2013

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febbraio 14, 2013

Spending review, (“riforma” delle) Province, (ricorsi alla) Corte Costituzionale: un mix da approfondire via LeggiOggi.it

Archiviato in: Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Molise, Regione Piemonte, Regione Sardegna, Regione Veneto — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 07:15

Ancona, 14 febbraio 2013

Grazie alla segnalazione del Dott. Francesco Maltoni, tra gli autori del quotidiano giuridico politico economico LeggiOggi.it, preziosissima fonte informativa e formativa (libera) della rete, ho la possibilità di proporre (e registrare al nostro archivio) un approfondimento sulla questione accennata lo scorso 7 febbraio nell’articolo “La saga della ‘riforma’ delle Province via spending review: a giugno in aula, presso il Palazzo della Consulta“, ossia i ricorsi promossi da (nove) Regioni, innanzi alla Corte Costituzionale, per ottenere la declaratoria di illegittimità costituzionale della c.d. spending review (non solo) nella parte afferente la vexata quaestio della “riforma” delle Province (attraverso il D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012; la spending review, appunto).

Senza ulteriori differimenti, segue quanto d’interesse.

Prima di passare la palla, comunque, la sobillazione da perfido dubbio: corriamo verso l’ennesimo rinvio? I ricorsi, sulla stessa materia, contro il “salva Italia”? Saranno questi fissati prima del 19 giugno? Probabile, ma difficile. Forse si avrà la cautela (politica) di attendere la pienezza operativa del nuovo Governo (e Parlamento) per comprendere l’andazzo generale. Peraltro, e non ritengo di affermare quanto oggettivamente non attestabile, misura e premura (politica) sono state leve già ampiamente adoperate, da molti livelli istituzionali, nella memorabile “giornata della democrazia (mancata)“.

Alla prossima!

Paolo

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LeggiOggi.it - Quotidiano giuridico politico economico (Diretto da Avv. Carmelo Giurdanella)

8 febbraio 2013Spending review, riordino Province: il 19 giugno tocca alla Consulta | Fissata la data per l’udienza in Corte costituzionale: all’esame il riordino delle Province

[...]

In realtà, a finire sotto l’esame della Corte costituzionale saranno diverse norme contenute nella spending review, che, non a caso, occuperanno 48 ore di sedute finalizzate a esaminare i ricorsi presentati.

 Sarà il 19 giugno il giorno clou, quando finalmente si saprà se nel prossimo futuro potrà esserci spazio per una riduzione delle Province oppure se davvero l’architettura istituzionale non potrà essere intaccata.

[...]

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febbraio 12, 2013

Tagli di bilancio alle Province (ex DM 25 ottobre 2012): da LeggiOggi.it la situazione dei ricorsi al TAR

Ancona, 12 febbraio 2013

Brevemente richiamati i nostri precedenti articoli:

28 gennaio 2013, “Cassandra – Decreto 25 ottobre 2012 (riduzione risorse alle Province): il TAR Lazio sospende l’efficacia, ma nessuno ne parla

4 febbraio 2013 – “Tagli alle Province via D.M. 25 ottobre 2012? Pure da Napoli, tutto sospeso: ne riparliamo (forse!) il 16 maggio 2013 …

viene qui presentato, grazie al noto sito LeggiOggi.it (che, recentemente, ha triplicato l’offerta ai lettori: QUI), un ragionato quadro sulla situazione generale dei ricorsi conseguenti l’applicazione (via D.M. 25 ottobre 2012) della c.d. spending review, promossi da numerose Amministrazioni provinciali innanzi al T.AR. del Lazio, contro i tagli operati.

Paolo

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LeggiOggi.it - Quotidiano giuridico politico economico (Diretto da Avv. Carmelo Giurdanella)

7 febbraio 2013Spending review: il Tar boccia due volte i tagli agli enti locali | I Tar entrano in campo sui tagli decisi dalla spending review 2013

Rimane un dato paradossale; l’entità totale dei tagli è stabilita dalla legge, quindi lo “sconto” garantito ad un ente si dovrà convertire in un incremento dei tagli sulle amministrazioni che non beneficeranno del paracadute rappresentato dal Tar.

… quando la coperta è – comunque – troppo corta …

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febbraio 7, 2013

La saga della “riforma” delle Province via spending review: a giugno in aula, presso il Palazzo della Consulta

Archiviato in: Le Amministrazioni provinciali italiane, Novità e informazioni, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Molise, Regione Piemonte, Regione Sardegna, Regione Veneto — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 12:30

Ancona, 7 febbraio 2013

Causa avverse condizioni di salute, a beneficio di chi legge, segue la notizia in breve.

Paolo

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Palazzo della Consulta (Corte Costituzionale) da Wikipedia, l'enciclopedia libera

Corte Costituzionale

Ricorsi avverso la riforma delle Province via “spending review”

Ripartendo dal post “Dalla Regione Sardegna un dossier completo sui ricorsi contro la congelata riforma delle Province: dal ‘salva Italia’ alla ‘spending review’” …

Corte Costituzionale della Repubblica Italiana

(18 e) 19 giugno 2013

“doppia” udienza per la trattazione dei ricorsi promossi dalle Regioni (a lato indicate) per ottenere la declaratoria di incostituzionalità, in più punti, della c.d. spending review (D.L. n. 95/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012).

La “doppia” udienza (18 e 19 giugno) si spiega con lo spacchettamento della trattazione secondo gli articoli di legge contestati.

Il 19 giugno sarà “il giorno delle Province”.

Relatori (per la parte più strettamente in conto Province): Mario Rosario Morelli (art. 19 spending review), Gaetano Silvestri (artt. 17 e 18 della spending review).

(Per quanto riguarda gli altri ricorsi, quelli connessi al “salva Italia” – già non discussi il 6 novembre, è ancora tutto rinviato sine die.)

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gennaio 24, 2013

gennaio 22, 2013

“Onida IV, la soluzione finale”: irragionevole l’abolizione delle Province, ma avanti con il congelato riordino

Archiviato in: Città Metropolitane, Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 07:15

Ancona, 22 gennaio 2013

Senza irriverenza, ma solo con l’immodesta volontà di raccogliere in un unico articolo l’evoluzione del pensiero del Prof. Avv. Valerio Onida, già Presidente emerito della Corte Costituzionale (quell’organo, per capirci, che ancora oggi non si decide a decidere sui ricorsi per la declaratoria di illegittimità costituzionale della riforma provinciale, avviata attraverso il decreto c.d. “salva Italia”), ecco qui presentata (e documentata) una carrellata di interventi dell’esimio gius-costituzionalista, sulla riforma delle Amministrazioni provinciali, promossa dal Governo del Prof. Mario Monti.

Peraltro, trovo consolazione, in questo mio operare, nel fatto che esclusivamente alla figura umana del Santo Padre viene riconosciuto, almeno per i fedeli della Chiesa Cattolica, il dono dell’infallibilità (nell’esercizio della missione propria).

In blu scuro e grassetto le parti, di quanto estratto, di particolare interesse; in amaranto e grassetto i passaggi, a mio giudizio, più critici (che evidenziano discrasie e frizioni nel confronto complessivo delle considerazioni espresse, tenuto conto dell’arco temporale preso in esame).

Buon divertimento e, soprattutto, buona meditazione!

Paolo

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Riforma delle Province: l’evoluzione (del pensiero)    (more…)

gennaio 15, 2013

dicembre 17, 2012

Il congelamento della “riforma” delle Province nella legge di stabilità 2013: una ricognizione del Dott. Rapicavoli

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Ancona, 17 dicembre 2012

LeggiOggi.it - Quotidiano di Informazione Giuridica (Diretto dall'Avv. Carmelo Giurdanella)

17 dicembre 2012 – Riordino Province: gli emendamenti alla Legge di Stabilità

a cura di Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Un emendamento alla Legge di Stabilità proroga di 12 mesi l’entrata in vigore delle disposizioni del «Salva-Italia»
In breve

Ogni adempimento e/o scadenza ha ricevuto una proroga a congelamento fino al 31 dicembre 2013, in particolare:

Forse superfluo, ma probabilmente doveroso ricordare come pendano 8 ricorsi innanzi alla Corte Costituzionale per le disposizioni di riforma delle Province ex decreto c.d. “salva Italia” (D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 214/2011) e 9 ricorsi, sempre innanzi la medesima Corte, per quanto attiene alle previsioni del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012 (c.d. spending review), sempre in tema di riforma delle Amministrazioni provinciali.

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Per il testo degli emendamenti è possibile fare altresì riferimento all’articolo del 15 dicembre scorso:

“Riforma” delle Province: gli emendamenti dei relatori alla legge di stabilità

Alla prossima.

Paolo

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dicembre 11, 2012

Sospensione del riordino e funzioni provinciali: l’analisi del Dott. Carlo Rapicavoli

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Ancona, 11 dicembre 2012

LeggiOggi.it - Quotidiano di Informazione Giuridica (Diretto dall'Avv. Carmelo Giurdanella)

LeggiOggi.it – 11 dicembre 2012 – Riordino Province: la commissione affari costituzionali del Senato sospende l’esame

a cura di Carlo Rapicavoli, Direttore Generale e Coordinatore dell’Area Gestione del Territorio della Provincia di Treviso

Il Decreto Legge n. 188/2012 sul riordino delle Province quasi certamente non sarà convertito.

La commissione Affari Costituzionali del Senato nella seduta del 10 dicembre ha infatti sospeso l’esame degli emendamenti e difficilmente il disegno di legge di conversione del decreto approderà in aula.

Il Presidente della Commissione, in chiusura di seduta, ha infatti preannunciato che riferirà al Presidente del Senato [...].

[...]

 Ma ciò che sconcerta sono i contenuti dello studio.

Vediamo i singoli punti come emersi da tutti gli organi di informazione.

[...]

E’ bene infatti fare chiarezza sulle funzioni.

[...]

Secondo l’interpretazione del Governo [...] alle Province le funzioni fondamentali solo “all’esito della procedura di riordino” che verrebbe meno con la mancata conversione del D. L. 188/2012.

Resterebbe solo l’art. 23 del decreto salva Italia che – a dire dei tecnici del Governo – determinerebbe dal 1° gennaio 2013 il venir meno di tutte le funzioni delle Province con l’eccezione delle funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni.

In realtà non è così.

Le disposizioni dell’articolo 23 della legge 214/2011 non sono immediatamente dispositive, ma solo programmatiche [...].

Finché questo non accade, le Province continuerebbero a svolgere tutte le funzioni oggi attribuite, senza alcun vuoto normativo.

[...]

Paventare adesso tali problemi, collegati alla mancata conversione del D. L. 188/2012, è pretestuoso, privo di fondamento e volutamente strumentalizzato.

[...]

 In sintesi si afferma:

a) Il riordino si fonda – per quanto riguarda le funzioni – su una norma incostituzionale, l’art. 23 del decreto salva Italia, che, in contrasto con la Costituzione, aveva svuotato le Province di ogni funzione amministrativa;

b) Vi sono rischi di incostituzionalità anche per il D. L. 188/2012 “sotto il profilo della forma e del procedimento usati per il riordino”; evidentemente per la violazione palese dell’art. 133 della Costituzione;

c) Se la Corte dovesse accogliere i ricorsi, le province avrebbero tutte le funzioni attuali (e non solo quelle di area vasta) e non sarebbero nemmeno ridotte di numero.

[...]

Una pagina poco edificante della nostra storia politica e parlamentare.

Carlo Rapicavoli

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dicembre 10, 2012

Il fine legislatura aumenta il caos sulle Province

Archiviato in: Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — gscarrone @ 17:00

Genova, 10 dicembre 2012

Gli emendamenti dei relatori PDL e PD salverebbero altre Province (in Italia Oggi – 8 dicembre 2012 – “Province, riordino spostato di sei mesi”).

Resta l’incertezza su funzioni e risorse.

Improvvisamente il precipitare della legislatura ha indotto il Governo a lanciare l’allarme sui rischi di mancata conversione del DL sulle Province. Oltre ai mancati risparmi, comporterebbe la lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni. Non si saprebbe più a chi vanno le competenze (dalle strade alle scuole, dai rifiuti alla pianificazione territoriale) e ci vorrebbero nuove leggi dello Stato per assegnarle (vedere Corriere della Sera – 9 dicembre 2012 – “Province: senza dl è caos istituzionale | Secondo uno studio del governo oltre ai mancati risparmi, comporterebbe la lievitazione dei costi a carico di Comuni e Regioni”).

Il comunicato del Governo è contestabile sotto vari aspetti, esposti molto bene dal Dott. Luigi Oliveri, Dirigente Coordinatore dell’Area Servizi alla Persona e alla Comunità della Provincia di Verona.

rilievoaiaceblogliveri - Luigi Oliveri9 dicembre 2012

Caos #province: lo crea ad arte il Governo. Improvvisatori al potere (per poco)

a cura di Luigi Oliveri

Aspetti così riassumibili:

  • Con 3, ben 3, decreti legge, non si è riusciti a capire quali siano le funzioni delle province.
  • Solo pochi giorni fa Patroni Griffi ha attaccato il presidente dell’Upi che evidenziò i problemi creati dalla spending review per le scuole e ora le scuole improvvisamente sono davvero un problema?
  • Contrariamente a quanto erroneamente afferma il Governo, le funzioni oggi spettanti alle province resteranno di loro competenza anche se il d.l. 188/2012 sul “riordino” non dovesse essere convertito. Nelle more della disciplina normativa statale e regionale, le Province non possono che continuare a svolgere le funzioni attualmente loro assegnate. Del resto, l’articolo 17, comma 10, della legge 135/2012 ha anche specificato quali funzioni “fondamentali” resteranno in capo alle Province. Il che significa che Stato e Regioni non potrebbero sottrarre alle Province le competenze alle funzioni qualificate come fondamentali, tra le quali proprio (a smentita del comunicato governativo) le scuole superiori.
  • Tra l’altro, prima che uscisse, il DL 188/2012 era pacifico che dovesse trattare solo di confini, mentre la questione funzioni sembrava risolta dalla legge spending 135/2012, in base alla quale (affermazione di Patroni Griffi davanti alla Commissione della Camera il 3 ottobre 2012) le Regioni non solo potevano continuare a delegare alle Province, ma auspicabilmente dovevano iniziare a cedere ogni funzione gestionale a Comuni e Province e limitarsi a fare leggi e programmazione, secondo il dettato costituzionale (posizione ritrattata nel famigerato DL 188).
  • Addirittura il comunicato governativo tradisce i timori sulla incostituzionalità dei tre decreti e sulle conseguenze: ““un rischio di incostituzionalità grava – anche sul decreto in esame”. E aggiunge “il Salva Italia è stato impugnato perché la Costituzione prevede che lo Stato assegni alle province ‘funzioni fondamentali’. Ora, è dubbio che le sole funzioni di indirizzo e coordinamento dei comuni possano costituire ‘funzioni fondamentali’ in senso tecnico. Se la Corte dovesse accogliere i ricorsi, le province avrebbero tutte le funzioni attuali (e non solo quelle di area vasta) e non sarebbero nemmeno ridotte di numero”. Come a dire, potremmo avere sbagliato tutto.

Resta il problema di come le Province nel 2013 assolveranno alle funzioni, con i bilanci falcidiati da tagli che irragionevolmente colpiscono di più quelle con più funzioni assegnate dalle Regioni.

Eclatante il caso di Genova (ma vale anche per Torino ecc.):

ALLARME DI FOSSATI: “LA PROVINCIA RISCHIA IL DISSESTO: IL GOVERNO TAGLIA 23 MILIONI SU 25 DI BILANCIO”. MOBILITAZIONE DEI SINDACATI, APPELLO AI PARLAMENTARI – Secondo il criterio dei ‘consumi intermedi’ fissato dal governo nel decreto sulla spending review per stabilire quanti soldi togliere alle Province, Genova subirebbe nel 2013 l’esorbitante taglio di 22,8 milioni su 25,5. Condizioni insostenibili che si cercherà di modificare in Parlamento.

L’insensato e infondato ritornello abrogazionista sulle Province ci ha portato sull’orlo dell’interruzione di fondamentali servizi di cui si occupano attualmente solo le Province e di cui non avrebbe senso si occupassero Regioni e Comuni. Nondimeno, per un risparmio esiguo è anche a rischio l’impalcatura dello Stato e dei suoi presidi, soprattutto quelli di sicurezza.

Forse l’Italia si è riempita di troppi improvvisati esperti di ingegneria istituzionale, come se non ci bastassero i 50 milioni di CT della Nazionale di calcio.

G. Scarrone

dicembre 5, 2012

All’esito del (mancato) riordino, il paventato regresso alle (non) funzioni provinciali dell’articolo 23 del “salva Italia”

Archiviato in: Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 12:10

Ancona, 5 dicembre 2012

Questo articolo nasce dalla esigenza di operare un chiarimento, a seguito di quanto già pubblicato in “Sul DL di riordino delle Province un diluvio di emendamenti: la situazione è sempre più complessa (e fluida) … e Patroni Griffi perde la bussola“.

Cercherò di essere sintetico e di non dire troppe sciocchezze, in attesa di contributi più qualificati che, sul punto, sono certo interverranno.

Correzioni e integrazioni saranno sempre bene accette.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

Il problema: è un problema?

L’eventuale mancata conversione del D.L. n. 188/2012 e, quindi, la decadenza del decreto stesso, farebbe regredire le funzioni assegnate alle Province alle sole mansioni previste dall’articolo 23 comma 14 del D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 214/2011, il c.d. decreto “salva Italia”. Ossia:

Spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

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La (minacciosa) tesi ministeriale

La locuzione “All’esito della procedura di riordino, sono funzioni delle province quali enti con funzioni di area vasta” le funzioni di cui all’articolo 17 “Riordino delle province e loro funzioni”, comma 10, del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012, implica che, saltata la conversione del D.L. n. 188/2012, salterebbe tutto il riordino, quindi le Province non si vedrebbero più riconosciute le funzioni contemplate dal summenzionato articolo 17, comma 10.

In particolare:

  1. pianificazione territoriale provinciale di coordinamento nonché tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza;
  2. pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale nonché costruzione, classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
  3. programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado.
♦ ♦ ♦ ♦ ♦
 L’antitesi (mia)

Come osservato dal Dott. Luigi Oliveri, Dirigente Coordinatore dell’Area Servizi alla Persona e alla Comunità della Provincia di Verona, il citato articolo 23 – nello specifico al comma 14, di nostro interesse – è norma programmatica (non introduce norme giuridiche immediate, ma obiettivi da conseguire nel tempo).

Ciò significa che, oggi, non pone alcuna regola cogente o, meglio, a cogenza istantanea (a differenza delle norme precettive; rif.: articolo 23, comma 14), bensì traccia, prescrive quanto, domani, dovrà (senza deroghe, sia evidente) essere espletato (rif.: articolo 23, comma 18).

Ancora più chiari: l’articolo 23, comma 14, indica cosa dovrà provvedersi che avvenga, in conformità al disposto del comma 18, del medesimo articolo (quando saranno adottate norme specifiche precettive e direttamente vincolanti).

Conforto a tale assunto si rinviene dal primo periodo dell’articolo 23, comma 18:

“Fatte salve le funzioni di cui al comma 14, lo Stato e le Regioni, con propria legge, secondo le rispettive competenze, provvedono a trasferire …”

Laddove non si reputi accoglibile tale ipotesi, si consideri ulteriormente quanto segue.

I commi 14 e 18 dell’articolo 23 del c.d. decreto “salva Italia” sono stati richiamati, ripresi e assorbiti dall’articolo 17 “Riordino delle province e loro funzioni”, comma 6, del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012, quindi trasfusi, per ciò che attiene alle funzioni, nel nuovo quadro giuridico disegnato dalla c.d. spending review.

Ebbene, l’articolo 17 della c.d. spending review, in materia di compiti delle Province, definisce un impianto, non scindibile, che si rinviene ai commi 6, 7 e 10.

Condivisibile o meno il dettato dalla spending, questo ha costituito e costituisce dunque un passo avanti, un gradino in più, sempre in materia di funzioni, rispetto al “salva Italia”. La spending ha formato un nuovo punto di partenza delle funzioni provinciali (è legge dello Stato, dalla quale non si può prescindere) e, anche per questioni di successione temporale (impregiudicate le implicazioni e applicazioni dell’istituto giuridico della novellazione), a questa bisogna riferirsi.

Un balzo all’indietro verso il “salva Italia” comporterebbe, al minimo, inciampare nel gradino a cui si è appena accennato.

Per assurdo …

Ammettiamo che si debba applicare solo l’articolo 23 del “salva Italia”.

Ai sensi sia del “salva Italia”, sia degli articoli 117 e 118 Costituzione, “fatte salve le funzioni di cui al comma 14, lo Stato e le Regioni, con propria legge, secondo le rispettive competenze, provvedono a trasferire ai Comuni, entro il 31 dicembre 2012, le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province, salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni“.

Proseguendo il ragionamento ab absurdo: alle Province resteranno quindi solo funzioni di indirizzo e coordinamento.

Però … i nodi vengono al pettine: una volta completato il processo di riordino, secondo la spending, in capo alle Province stesse tornerebbero (o andrebbero … de gustibus!) le funzioni di cui all’articolo 17 comma 10 sopra citato.

Ora, è vero che tutto si può fare e disfare (questo tecno-Governo ne è testimonianza viva), ma che coerenza avrebbe legiferare oggi in un senso contrario a quello che è predestinato ad essere domani con la legge di spending review, a riordino esaurito?

♦ ♦ ♦ ♦ ♦
La sintesi

Comunque vada, sia e si consideri, il “riordino” non potrà dirsi esitato fintantoché:

  • le modalità elettive delle nuove Province non saranno definite;
  • la sorte del d.P.C.M., ex articolo 17, comma 7, del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012, di trasferimento delle funzioni amministrative (di competenza statale) dalle Province ai Comuni non verrà chiarita;
  • le risorse (di ogni genere: strumentali, finanziarie e umane) non saranno allocate (termine antipatico, ma che rende il concetto);
  • tutte le procedure connesse e conseguenti questa “riforma” saranno espletate (compresa la riscrittura certa dei confini delle circoscrizioni provinciali e l’individuazione, altrettanto certa, di capoluoghi e sedi).

Trattandosi di procedura costruita su atti, almeno nelle intenzioni, interconnessi, bisognerà attendere che tutto il processo si esaurisca.

Ecco il paradosso: il processo non potrà dirsi esaurito fino a quando non saranno assegnate definitivamente le risorse, connesse alle funzioni, ma le funzioni saranno assegnate definitivamente solo a processo finito, diversamente non potranno essere allocate le risorse.

Come uscirne?

Relativamente semplice: rimettendo la riforma organica della Pubblica Amministrazione nelle mani di una procedura costituzionale, pensata, discussa e decisa dal Parlamento sovrano, senza imposizioni sulla fiducia.

Infine, è opportuno ricordare che sopra tale eccelsa riforma pende il giudizio, atteso, della Corte Costituzionale, per la declaratoria di illegittimità costituzionale sia del c.d. decreto “salva Italia” sia per la c.d. “spending review”, sempre in tema di “riforma” delle Amministrazioni provinciali.

Saluti.

Paolo

dicembre 4, 2012

Sul DL di riordino delle Province un diluvio di emendamenti: la situazione è sempre più complessa (e fluida) … e Patroni Griffi perde la bussola

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Ancona, 4 dicembre 2012

Repubblica Italiana - Senato della Repubblica

Senato della Repubblica – Resoconti sommari
Atto Senato n. 3558/2012 “Conversione in legge del decreto-legge 5 novembre 2012, n. 188, recante disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”

Repubblica Italiana – Senato della Repubblica – I Commissione Affari costituzionali – Seduta n. 465 del 4 dicembre 2012 (10:05 – 11:00) – Resoconto sommario dei lavori

DETTAGLIO

Ordine del giorno ed emendamenti al disegno di legge 3558

Trattazione

Seguito dell’esame e rinvio: illustrazione degli emendamenti (circa 580) e , sull’ordine dei lavori, intervento del senatore VITALI (PD).

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U.P.I. - Unione Province d'Italia

U.P.I. (Unione Province d'Italia) - Sito Facebook Ufficiale - Province. Allarme Patroni Griffi: se decade DL caos su funzioni | 570 emendamenti in Senato; si complica iter in Senato

Mi permetto di chiosare: le affermazioni del Ministro sono ASSOLUTAMENTE FALSE e TENDENZIOSE, rese o nell’ignoranza della materia oppure in completa malafede.

Se quest’ennesima aberrazione giuridica del D.L. n. 188/2012 venisse fermata, oltre a ripristinare un minimo di legalità (le riforme costituzionali si fanno in Parlamento e non per decretazione d’urgenza; vedasi articolo 72 comma 4 della Costituzione.), non è assolutamente vero che si tornerebbe, a livello di funzioni, solo a quanto previsto all’articolo 23 del D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 214/2011 (c.d. decreto “salva Italia”), ma resterebbero pienamente in vigore tutte le previsioni introdotte con la c.d. “spending review” (D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 135/2012).

Ciò trova conferma non solo nell’articolo “Province, funzioni e servizi: non di soli tagli moriranno, purché nelle more …“, ma nelle dichiarazioni stesse del Ministro Patroni Griffi, pronunziate anche innanzi alla I Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei Deputati, avendo sostenuto più e più volte come, di fatto, l’eventuale declaratoria di incostituzionalità pendente sopra il “salva Italia” (su cui la Corte Costituzionale non ha ancora – come ben noto – deciso nulla) ormai, dopo la legge di spending e i correttivi da questa introdotti (faccio riferimento, per le Province, all’articolo 17 “Riordino delle province e loro funzioni”, commi 6, 7  e 10) dovesse riferirsi esclusivamente al nuovo sistema elettivo per l’ente di secondo livello (anche qui: tutto arenato).

Per non dire, al Ministro piacendo (o dispiacendo), che l’articolo 118 della Costituzione è ancora in vigore e ai commi 1 e 2 dispone:

“Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.”

Quali competenze? Vedasi l’articolo 117 Costituzione, tanto per citare qualcosa.

Sig. Patroni Griffi compia con disciplina e onore il ruolo che riveste (come da giuramento prestato), senza tentare di prendere per i fondelli o intimorire chicchessia!

CHIARO?

Paolo


LeggiOggi.it - Quotidiano di Informazione Giuridica (Diretto dall'Avv. Carmelo Giurdanella)4 dicembre 2012 – Decreto Province: presentati 700 emendamenti

Il decreto 188, dunque, subisce un duro colpo alla sua marcia. Questa quantità di cambiamenti che, da una parte, attestano come il percorso di conversione del Dl sia difficoltoso e, dall’ altra, rendono ancora più complesso l’ingorgo di fine legislatura.

ItaliaOggi - Quotidiano economico, giuridico e politico

4 dicembre 2012 – Patroni Griffi, pronti a valutare correttivi sulle giunte

Regione Autonoma Valle d'Aosta - Notizie

4 novembre 2012 (12:52) – Province: P. Griffi, su Giunte pronti a valutare correttivi | “A breve DPR per delibera su presenza Enti Stato su territorio”

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MAI COME ORA E’ IL MOMENTO DI INSISTERE, CON TUTTE LE FORZE E A TUTTI I LIVELLI!

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