La Provincia di Genova vive, soprattutto dal decreto “salva Italia”, lo stesso travaglio degli altri enti di livello intermedio, in bilico tra abrogazione e riordino. Non è questo però il momento di ripercorrere la tortuosa evoluzione dei provvedimenti “anti-Province”, rimasta peraltro incompleta e inattuata, tranne il vulnus di impedire il rinnovo degli organi scaduti sia tramite l’elezione diretta, sia per mezzo di un’investitura indiretta tramite i Comuni del territorio di pertinenza.
Interessa qui mettere in rilievo uno dei tre citati provvedimenti, il decreto “spending”, per i suoi particolari effetti sulla Provincia di Genova e su altre Province, non solo liguri. In pratica ci si riferisce al criterio di riparto dei tagli previsti dal decreto, che penalizzano particolarmente le Province che più ricevono risorse dalla Regione per svolgere funzioni attribuite (in particolare in tema di politiche del lavoro e trasporto pubblico).
Soprattutto i comunicati dell’agenzia Pro.No. della Provincia di Genova consentono di ricostruire tale aspetto e le sue conseguenze.
Il Commissario straordinario della Provincia di Genova, Giuseppe Piero Fossati (ex assessore nell’ultimo mandato chiusosi a maggio 2012), percepisce immediatamente i rischi derivanti da tali tagli e coinvolge i parlamentari liguri. Si impegnano Roberta Pinotti (PD), Mario Tullo (PD) e Roberto Cassinelli (PdL) a tentare una modifica in sede di conversione.
Genova, 23 luglio 2012 - PROVINCE LIGURI, PINOTTI, TULLO E CASSINELLI: “FAREMO IL POSSIBILE IN PARLAMENTO PER MODIFICARE I CRITERI DEI TAGLI” | Al termine dell’incontro coi rappresentanti delle quattro Province liguri, che hanno esposto la drammatica situazione che si creerebbe coi tagli della ‘spending review’, la senatrice genovese si è impegnata a sostenere una modifica in commissione bilancio. Promettono interventi anche i due deputati.
I tempi stretti non consentono il buon esito del tentativo, mentre, d’altra parte, non vi è al riguardo una forte ed unitaria posizione delle Province, anche perché fra di esse, se tutte piangono, il riparto iniquo allevia il pianto di qualcuna. Ciò malgrado circolino proposte interessanti, come quella elaborata dalla Provincia di Potenza.
Fin dall’inizio è evidente che con il D.L. 95/2012 (c.d. “spending review”) se, nel migliore dei casi, le Province riescono a chiudere in equilibrio il bilancio 2012, per il 2013 si materializza il rischio del dissesto, in particolare laddove i tagli colpiscono in modo più iniquo.
Qualcuno potrebbe insinuare che la storia passata di tante amministrazioni regionali e locali è ricca di situazioni non virtuose, facendo leva anche sui casi clamorosi esplosi tra settembre e ottobre, soprattutto nelle Regioni Lombardia e Lazio.
Non sembrerebbe il caso della Provincia di Genova, che, nel mezzo della bufera, si vede assegnare a fine ottobre l’Oscar di Bilancio 2012, come ente campione di trasparenza!
Genova, 30 ottobre 2012 - BILANCI: LA PROVINCIA DI GENOVA VINCE L’OSCAR | L’ente genovese premiato con l’Oscar di Bilancio 2012, prestigioso riconoscimento nazionale organizzato dalla Ferpi con l’alto patronato del Presidente della Repubblica, ieri sera a Milano. Due Oscar alla Liguria, con quello della Spezia fra i Comuni capoluogo.
A dicembre gli avvenimenti incalzano, sia perché nulla cambia nella ripartizione dei tagli, sia perché l’ultimo decreto sulle Province (lo sfortunato e mal congegnato D.L. 188 del 5 novembre) non è convertito per l’interrompersi anticipato della legislatura. Intanto restano pendenti vari ricorsi delle Regioni contro i precedenti decreti, sui quali la Corte Costituzionale non si è pronunciata (e forse preferisce non pronunciarsi).
La Provincia di Genova assume allora alcune forti decisioni, perché la situazione “è talmente difficile e incerta – dice il Commissario Piero Fossati – che non potremo approvare il bilancio di previsione 2013 entro il prossimo 31 dicembre, come era sempre avvenuto, e saremo costretti a ricorrere all’esercizio provvisorio“.
Queste le principali decisioni:
- ricorso al TAR CONTRO I TAGLI DEVASTANTI E INSOSTENIBILI DELLA SPENDING REVIEW; nel mirino criteri “iniqui e incongrui” per il calcolo dei tagli “con forti squilibri tra ente ed ente che tagliano anche ciò che non è possibile tagliare, come i trasferimenti regionali per le funzioni delegate”;
- invito alla Regione, perché sciolga nodi sulle funzioni delegate, fornendo risorse adeguate per la loro gestione, a fronte del non aver più assegnato nulla dal 2010;
- un piano di cessioni del patrimonio immobiliare per 18 milioni di euro;
- aumento da gennaio 2013 dell’imposta provinciale sulla trascrizione dei veicoli;
- riorganizzazione della struttura, dirigenti e personale, dei servizi della Provincia.
Tutto questo è “già in corso – dice il Commissario – ma se non riusciremo a ridurre in modo consistente i tagli nazionali, non basterà a garantire le risorse necessarie al funzionamento e al lavoro dell’ente. E sia chiaro: non si tratta dei costi della politica, di contributi a pioggia, di consulenze o auto blu, ma della manutenzione delle strade provinciali, dello sgombero della neve e degli interventi invernali, della manutenzione ordinaria agli edifici scolastici, del trasporto scolastico e dei servizi agli studenti svantaggiati, di non poter continuare a sostenere i Comuni nel trasporto pubblico locale, di limitare le attività di controllo sull’ambiente e per la salvaguardia del territorio”.
Genova, 11 dicembre 2012 - PROVINCIA: GENOVA RICORRE AL TAR CONTRO I TAGLI DEVASTANTI E INSOSTENIBILI DELLA SPENDING REVIEW | Nel mirino criteri “iniqui e incongrui” per il calcolo dei tagli “con forti squilibri tra ente ed ente che tagliano anche ciò che non è possibile tagliare, come i trasferimenti regionali per le funzioni delegate”. Anche la riorganizzazione della struttura provinciale fra le contromisure.
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E’ il punto di svolta.
Il Sindacato e le rappresentanze dei lavoratori della Provincia, preoccupate delle ricadute su servizi e personale, avviano una mobilitazione più forte, cui i dipendenti sono pronti a rispondere, visto il concretizzarsi di rischi significativi, quali tagli alla produttività e agli stipendi e, in prospettiva, riduzioni di organico.
Il 18 dicembre centinaia di lavoratori provinciali invadono il Consiglio regionale, reclamando il loro diritto a rendere i servizi ai cittadini, a lavorare come sempre hanno fatto e ad avere certezze sulla loro retribuzione.
Genova, 18 dicembre 2012 - PROVINCIA. I LAVORATORI INVADONO IL CONSIGLIO REGIONALE | Centinaia di lavoratori reclamano il loro diritto a rendere i sevizi ai cittadini e lavorare come sempre hanno fatto e ad avere certezze sulla loro retribuzione

Ma chi sono gli oltre 900 provinciali di Genova, e gli altri circa 700 delle altre tre province liguri?
Sono travet imboscati negli uffici?
Non proprio. Sono in buona parte gli operai che garantiscono la manutenzione delle strade, le uniche che hanno funzionato a pieno regime anche durante l’ultima nevicata, sono i tecnici che permettono l’utilizzo delle aule, dei laboratori e delle palestre delle scuole medie superiori, sono gli orientatori che favoriscono il reinserimento o l’avviamento al lavoro, sono geologi, architetti, biologi che contribuiscono alla difesa e al controllo del suolo.
Persone che, allo stato attuale, rischiano nei prossimi mesi di non ricevere stipendi, perché i tagli operati dallo Stato (27 milioni di euro nel 2013) e i crediti sulla Regione (16 milioni per anticipi sulle funzioni delegate) e dello Stato (35 milioni per affitti e altri trasferimenti non pagati) pregiudicano la liquidità di cassa. Neppure lo sforamento al patto di stabilità, che consente di spendere i soldi disponibili, migliorerebbe la situazione. Perché nei prossimi mesi dopo il sequestro da parte del Tesoro dell’addizionale Enel e i prelievi sulle tasse sull’auto, la Provincia di Genova andrà in sofferenza. La linea di non ritorno è prevista per il mese di giugno. La crisi finanziaria che investe la Provincia di Genova si ripercuote sull’ATP, che assicura il trasporto pubblico extraurbano, su aziende come Motiva, Atene, Muvita che impiegano oltre un centinaio di altri lavoratori e tutto l’indotto.
Dopo le rassicurazioni in aula viene redatto, con la RSU della Provincia, un ordine del giorno, approvato dal Consiglio regionale. In sostanza, come riassume il Presidente Burlando, “Nessuno rimarrà senza lavoro e senza reddito. In ogni caso, ai dipendenti delle Province assicuro il percorso che hanno seguito i dipendenti delle comunità montane. Intanto, da subito, bisogna garantire stipendi ai lavoratori e i servizi ai cittadini, sino a quando non sarà possibile discutere con il nuovo governo”.
Genova, 18 dicembre 2012 – Regione Liguria – Consiglio regionale – Ordine del giorno del 18/12/2012 – La rivolta (pacifica) dei lavoratori delle Province liguri
La manifestazione dei “provinciali” ha un rilevo notevole sui mass media, dai cui resoconti sembra che si inizi a comprendere che la questione “Province” è tutt’altro che risolvibile con soluzioni banali.
Il Secolo XIX – 18 dicembre 2012 - Provincia, i dipendenti protestano in Regione
La Repubblica Edizione di Genova – 18 dicembre 2012 – Dipendenti della Provincia “assaltano” la Regione
Primocanale – 18 dicembre 2012 – Burlando: impegno per garantire la retribuzione anche con i tagli del Governo
TeleNord – 18 dicembre 2012 – Regione, Burlando: “Impegno per posti e retribuzioni della Provincia”
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Il rilievo è amplificato in occasione dell’incontro dell’Arcivescovo di Genova, Cardinale Angelo Bagnasco, con il Commissario Piero Fossati per lo scambio di auguri del nuovo anno.
Tale consuetudine annuale è stata l’occasione per la rappresentanza sindacale di consegnare e leggere pubblicamente al Cardinale un saluto-appello, nel quale i lavoratori della Provincia hanno ringraziato per la visita e sottolineato:
“sgomento per la drammatica situazione che stiamo attraversando a causa dei tagli alle risorse, pesantissimi e indiscriminati, degli enti locali. Le Province, in particolare, vengono colpite con un accanimento tanto ingiustificato quanto devastante per le conseguenze che ricadono sui servizi ai cittadini e al territorio e che mortifica e soffoca funzioni e attività fondamentali svolte da sempre per la comunità locale” .
La Repubblica Edizione di Genova – 4 gennaio 2013 – Provincia, l’appello dei dipendenti al Cardinale Angelo Bagnasco
Primocanale – 4 gennaio 2013 – “Le Province non sono enti inutili”: l’appello dei lavoratori provinciali a Bagnasco
Il Cardinale Bagnasco ha confermato la sua vicinanza, nel quadro del tradizionale rapporto tra la Diocesi genovese e il mondo del lavoro, auspicando soluzioni che tengano insieme servizi assolutamente necessari (particolarmente a partire dalla formazione e dall’attenzione ai più giovani), le persone che vi lavorano e le articolazioni dello Stato e della società.
Genova, 4 gennaio 2013 – PROVINCIA: “SERVIZI ASSOLUTAMENTE NECESSARI” PER IL CARDINALE CHE “RACCOGLIE NEL CUORE” L’APPELLO DEI DIPENDENTI | Nello scambio di auguri con il commissario Fossati che ha annunciato un incontro sui tagli il 10 gennaio a Roma con il ministro Cancellieri e il commissario Bondi e con i dipendenti della Provincia che gli hanno consegnato un documento sulla drammatica situazione dell’ente.
Genova, 4 gennaio 2013
Crisi: card. Bagnasco, utilizzare meglio risorse a tutti livelli
“Siamo tutti chiamati a rivedere meglio le cose e questo vuol dire rivederle non soltanto con criteri puramente economici, che hanno certamente un loro valore di cui nessuno dubita, ma dentro al contesto più ampio dei valori morali, dei criteri etici, dell’onestà personale, della ragionevolezza, del dialogo, dell’interesse pubblico, dell’interesse comune e di quei servizi che da sempre sono deputati in modo particolare alle Province.”
(Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova)
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In questo clima di convergenti pressioni Regione e Province liguri ottengono lo scorso 10 gennaio un incontro, cui partecipano per il Governo il Capo di gabinetto del Ministro dell’Economia e i massimi dirigenti del Ministero degli Interni e della Ragioneria dello Stato. La richiesta congiunta della Regione e delle Province liguri è quella di un diverso criterio di ripartizione dei tagli, con il supporto di un tavolo tecnico, per trovare una soluzione che scongiuri il rischio di tagli ai dipendenti e ai servizi erogati dalle Province liguri, penalizzate in modo insostenibile dal decreto legge sulla spending review. Sulla base della richiesta presentata dalla Regione e dalla Province liguri questa settimana si terrà a Roma una nuova sessione di lavoro.
Genova, 10 gennaio 2013 – SPENDING REVIEW, FOSSATI: “PROVINCE LIGURI UNITE PER LA RIDUZIONE DI TAGLI INSOSTENIBILI” | Il commissario straordinario della Provincia di Genova, dopo l’incontro al Ministero dell’Economia con la Regione sui devastanti tagli per gli enti liguri, sottolinea “il forte impegno congiunto delle Province con la Regione per un risultato positivo.”
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Alcune brevi riflessioni
Il caso di Genova è esemplificativo di come i tagli siano stati concepiti in modo punitivo, per il prevalere del pregiudizio sull’inutilità delle Province. Dimostra anche la debolezza del sistema Province, incerto nel muoversi in modo compatto, anche se svolge un ruolo attivo il Presidente dell’Amministrazione savonese, Angelo Vaccarezza, (vicepresidente U.P.I.), e colpito da defezioni in seno al suo organo associativo.
Ne deriva anche che un movimento convergente, sebbene con ruoli diversi, delle Amministrazioni e dei lavoratori può rendere più visibili e ascoltate le richieste.
Manca ancora un collegamento ed una sinergia fra le azioni e le iniziative che pure vi sono state in varie parti d’Italia.
E’ da auspicare un maggiore interventismo dell’U.P.I., che pure ha presidiato vari snodi informativi, benché osteggiato da molti pregiudizi e preconcetti (Bruno Vespa ne ha dato un esempio quasi irritante). Continua a mancare la voce dei territori e ad essere ambigua la posizione dell’ANCI, soprattutto sul tema delle Città metropolitane. Prevale la visione che del problema si ha da Roma e Milano (centri della politica e dell’informazione nazionale) rispetto a quella che dovrebbe scaturire dalla maggior parte del territorio.
Giuseppe Scarrone




















Primi riscontri della riunione di oggi 17 gennaio: Province liguri vicine al traguardo della riduzione dei pesantissimi tagli attuali ai loro bilanci dopo l’ìncontro, da poco concluso, dei vertici dei quattro enti e della Regione Liguria con il ministro dell’economia Vittorio Grilli e il suo capo di gabinetto Vincenzo Fortunato. “L’incontro è stato positivo – dice il commissario straordinario della Provincia di Genova, Piero Fossati – e il ministro Grilli ci ha personalmente comunicato che il suo dicastero sta predisponendo un atto per modificare il criterio nazionale di riparto dei tagli. Il contenuto del provvedimento è stato condiviso anche dall’Unione delle Province italiane e si tratta di un cambio di scenario davvero importante e fondamentale per le Province liguri e non solo che escluderà dalla base per il calcolo dei tagli le risorse per alcune funzioni non finanziate con risorse proprie delle Province: in particolare per quanto riguarda i rifiuti, il trasporto pubblico locale e la formazione professionale”. Una scelta che concorrerà a risolvere le criticità maggiori create dai vecchi criteri della spending review, soprattutto a carico delle Province liguri e di quelle campane “ripartendo così i tagli a livello nazionale in un quadro di maggiore equità – dice Fossati – che, come il ministro ha riconosciuto, il precedente riparto non aveva.”
Commento di gscarrone — gennaio 17, 2013 @ 22:00
Cosa aspettiamo a prendere esempio da questi signori? Assaltiamo la Regione e si faccia ricorso. Tutta questa paura di 4 tecnici non eletti. Ammiro chi nella Provincia di Genova tra lavoratori e altri vertici ha avuto le palle di dire no.
Commento di Lara Sturba (Altro che Maya, l'apocalisse sono gli amministratori locali spesso silenti) — gennaio 20, 2013 @ 11:36