Ancona, 8 gennaio 2013
Scricchiolii si erano avvertiti fin dalla primavera-estate dello scorso anno, poi si è passati a sentire il rumore sordo dello schianto netto di alcune assi, come quello Roma-Province lombarde, documentato con l’articolo del 29 ottobre 2012 “Unione Province Lombarde (U.P.L.): l’U.P.I. non ha fatto abbastanza per il Nord, le Province lombarde se ne vanno e l’U.P.I. Veneto risponde“.
Con la nuova presidenza U.P.I. si era tanto sperato. La delusione, non per tutti (evidente), è risultata cocente parimenti alle speranze riposte.
Personalmente e francamente, non arreca alcun piacere dare questa sorta di informazioni. Il fronte non dovrebbe mai dividersi, ma qualche mea culpa, a livello centrale, sarebbe stato ed è necessario e quando l’atto di dolore (come preghiera) s’è dimenticato e non vuole essere recitato, gesti più forti diventano ineluttabili. Almeno da parte dei più … determinati? … intransigenti? … coraggiosi?
Scelgano i lettori.
Per l’ennesima volta sono concorde con il Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani:
“non ho mai visto un sindacato che si schiera a favore dell’eliminazione dell’interesse che rappresenta“.
L’auspicio è che possa ritrovarsi una linea comune, come già manifestato dal Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, (appena dopo l’elezione a Presidente del Consiglio Direttivo dell’Associazione).
Ribadisco: un profondo ravvedimento operoso dei vertici dell’Unione (che diversamente non sarebbe più tale), a mio parere, è propedeutico a qualsivoglia serio e proficuo rassemblement.
Alla prossima.
Paolo
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Il cittadino, prima di tutto. |
Armando Cusani (sito personale ufficiale) – 29 dicembre 2012 – Cusani: Provincia salva, ma noi usciamo dall’Upi. Latina Provincia virtuosa
“La fine della Provincia di Latina sarebbe stata una iattura, non avrebbe fatto risparmiare nulla e non avrebbe migliorato i servizi. La nostra non è stata una battaglia per motivi campanilistici, abbiamo difeso un presidio della democrazia.”
Armando Cusani




















Io provocherei, tutte le province di italia, escano dall’Upi per diventare Province con la maiuscola. Pagare, perché l’Upi si paga…per aderire ad un organismo che non tutela, e addirittura affossa per via di rappresentanti Saitta che sono veramente ridicoli nel loro “lecchinaggio” al Governo, arrivando a snaturarsi e a sacrificare alcune pecorelle pur di salvarsi e continuare ad esistere è veramente vomitevole.
Commento di Lara Sturba (Altro che Maya, l'apocalisse è stata Monti Fornero e co.) — gennaio 8, 2013 @ 16:49
Ahimè, al netto delle qualità personali, la gestione Saitta non è differente da quella Castiglione. Il baratto accorpamento – riduzione dei tagli non ha funzionato e soprattutto è stato e continua ad essere la quintessenza di un’ingiusta discriminazione. Che rabbia!
Commento di Alessandro Maramotti — gennaio 9, 2013 @ 13:06