Ancona, 3 gennaio 2013
Per cercare di fornire un’informazione quanto più ampia e, allo stesso tempo, neutra possibile, si segnala l’intervista resa dal Presidente pro tempore dell’U.P.I. (Unione Province d’Italia) Antonio Saitta, nonché Presidente della Provincia di Torino, il 27 dicembre scorso, all’agenzia di stampa ASCA, intorno alla vexata quaestio: mancato riordino delle Province. Mancato riordino: “per ora“.
27 dicembre 2012 – Province: Saitta, riordino fermato da apparati burocratici (Intervista)
In un’intervista all’ASCA il presidente dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e numero uno della Provincia di Torino, Antonio Saitta, traccia un bilancio dei primi mesi di presidenza dell’associazione proprio nella fase più calda del confronto col Governo e col Parlamento sul riordino e sui tagli.
Le problematiche avanzate:
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Il riordino congelato. E adesso?
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I tagli ai bilanci, confermati nel 2013. Quali conseguenze?
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Anche la questione edilizia scolastica è un’emergenza, a che punto siamo?
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Per chiarezza …
Non posso esimermi, ad ogni modo, dal rinnovare le perplessità già manifestate (persino ante-nomina; in via “preventiva”), divenute critiche aperte, circa la linea (o le linee?) perseguite da alcuni vertici U.P.I., Presidente Saitta, ovviamente, in testa.
In particolare e molto brevemente:
- il “fallimento del processo di riordino delle Province in questa legislatura” non è dovuto “principalmente a due fattori”, quelli richiamati dal Presidente Saitta, ma da un’unica condizione, ossia il declivio di incostituzionalità e illegalità preso e mantenuto dal nominato e presunto processo di “riordino” delle Province;
- “il vero ostacolo” non “sono state le resistenze degli apparati burocratici”, ma le resistenze – legittime – opposte da rappresentanti nazionali e locali delle Istituzioni (provinciali e non), mai fiaccate dalla protervia di voler procedere sempre e comunque, a colpi di decretazione d’urgenza, senza rispettare Costituzione, Carta europea dell’autonomia locale e leggi regionali disciplinanti la modifica delle circoscrizioni provinciali; viepiù non essendo mai stati in grado, i riformatori, di produrre e dimostrare (fuori dall’astratto; si rileggano parole ed ammissioni del Ministro Giarda) uno – che fosse uno – straccio concreto di millantato vantaggio economico, funzionale e operativo dalla riorganizzazione propinata;
- l’assunto secondo cui si sarebbe arrivati ad un risparmio pari ad oltre 2 miliardi di euro (ennesima cifra che finisce nel calderone delle ciance), in conseguenza della riorganizzazione anche – evidenzio: anche – degli uffici periferici dello Stato (che non avrebbe dalla sua richiesto percorsi o forzature costituzionali!), intendendo artatamente legare il riordino delle Province con quello degli apparati statali, è fradicio ab origine; tesi quest’ultima non solo sostenuta da chi scrive, ma persino dall’uscente Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione (riascoltare l’audizione alla Camera dei Deputati del 3 ottobre 2012; timeline 15:50); ente Provincia e realtà nazionali/statali periferiche (in senso stretto; alludo a Prefetture, Questure, Comandi dei Carabinieri e Vigili del Fuoco, Uffici ministeriali vari e della Motorizzazione, Uffici scolastici, sedi INPS, etc. etc.) sono svincolati, se non fosse – e, qui, si arriva all’ammissione – che tutto il sistema della Repubblica è su base provinciale, perché la “base provinciale” costituisce, appena dopo i nuclei comunali, uno dei gangli fondanti la Repubblica stessa (da qui l’assurdità, la violenza e la correità di quanti hanno inteso procedere sinora d’urgenza e imperio).
Questi accenni vengono conditi dal fatto (l’ennesimo “fatto“) che la Consulta, prima del mancato riordino ex perente D.L. n. 188/2012, a tutt’oggi, ancora non ha avuto modo e tempo di esprimersi sulla primogenitura: il decreto salva Italia.
In coscienza, visti i fatti e abbandonate le chiacchiere svolazzanti: di cosa intendiamo rammaricarci?
Per carità, nulla che faccia neanche lontanamente rimpiangere il predecessore del Presidente Saitta, ma se queste sono le premesse, le distanze venutesi a determinare nel tempo con l’U.P.I., almeno personalmente, restano e restano insanabili.
Per eventuali, ulteriori repliche avremo tempo.
Paolo























Concordo pienemente sul fatto che, il cosiddetto riordino delle province, ha rappresentato e rappresenta la più evidente debacle del governo tecnico, lato sensu. (subito dopo o subito prima della controriforma Fornero sulle pensioni). Il patetico governo Monti prosecutore di B. ha dimostrato di masticare poco di Costituzione, Carta Europea, etc.etc.. di procedere demagocicamente e con strumenti che, un altro Presidente della Repubblica, avrebbe sicuramente stoppato, visto il ricorso sistematico e illegittimo alla decretazione d’urgenza ed ai voti di fiduccia, mancandone totalmente i presupposti. Devo purtroppo aggiungere che forze politiche e sindacali, pur tenendo comportamenti locali ambigui, come sempre; hanno incentivato, con le loro dichiarazioni, la realizzazione della grande pseudo riforma delle Province, contribuendo a determinare così, il caos nel quale ci troviamo. La speranza, quasi sempre delusa, è che il 24 e25 febbraio sono vicini e il democristianissimo Monti possa pagare la giusta mercede. Buon anno Stefano.
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Commento di Stefano Tenenti — gennaio 3, 2013 @ 13:22
Con un po’ di ritardo: buon anno anche a te!
Paolo
Commento di Province d'Italia — gennaio 5, 2013 @ 11:05
Paolo sulla e-mail istituzionale hai già qualcosa, è aberrante solo la Lega è schierata apertamente a favore, il PDL ce la aveva nel 2008 la nostra abolizione, e ora glissa,
gli altri, molti per la soppressione MOVIMENTI 5 STELLE, FERMARE IL DECLINO, IDV, e altri partitelli sono contro. Il PD prima era per la riduzione e ora corre dietro a MONTI PER L’ITALIA che sappiamo che vuole ammazzarle tutte insieme. Manca solo da guardare FORZA NUOVA COSA DICE?
Commento di LARA STURBA — gennaio 4, 2013 @ 14:14
Non ho avuto modo di leggere nessun programma per le elezioni politiche del 2013.
Per quanto riguarda il PdL, il programma elettorale 2008, sulle Province, così recitava:
Sono arrivato a questa informazione grazie al Presidente della Provincia di Milano. Questo il nostro l’articolo di riferimento: Congelamento con rinvio della “riforma” delle Province: Podestà, Libè e Lacorazza a confronto
Si può assolutamente eccepire e disquisire sul significato di “inutili“, ma, nei fatti, il PdL non era (almeno nel 2008) per l’abolizione tout court delle Province.
Paolo
Commento di Province d'Italia — gennaio 5, 2013 @ 11:03
Già ma lo aveva nel programma, una mossa populista acchiappa voti? Comunque FLI è per la abolizione se non ha cambiato idea e Forza Nuova ha già il programma sul sito, contro le Regioni e per Comuni e Province….. il Movimento di Sgarbi invece dice Abolire le Regioni e salvare le province, dovrei cercare il link, fino ad ora ho sentito e visto solo interviste in tv.
Commento di Lara Sturba (Altro che Maya, l'apocalisse è stata Monti Fornero e co.) — gennaio 6, 2013 @ 11:28