Ancona, 31 dicembre 2012
Dopo il completo naufragio della strombazzata e strillata riforma “salva l’Italia: sopprimi la tua Provincia“, è comprensibile l’acredine che pervade ogni unica, monocorde manifestazione di pensiero dell’uscente Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ma non altrettanto condivisibile, soprattutto per un individuo istituzionalizzato, organico alla Pubblica Amministrazione e alla burocrazia (romacentrica, in particolare).
Sull’orlo dell’ossessione, per se stesso e per il prossimo, costui non perde occasione per proseguire il suo monologo, purtroppo non interiore, riversando veleno sulle inutili (a furor di popolo) Amministrazioni provinciali e, per la neo proprietà transitiva-accrescitiva, maggiormente inutili, insipienti e incoscienti difensori.
Nulla di male ci sarebbe se una parte del suo preziosissimo tempo, il soggetto di cui trattasi, la spendesse pure a cospargersi il capo con un pochina di cenere, avendo lasciato la Pubblica Amministrazione tutta in una situazione di generalizzata incertezza: con feroci tagli, a funzioni invariate e confusione aggiunta, indotta da un processo (di riforma) sulle Province su cui – al minimo – gravano diciassette ricorsi alla Corte Costituzionale, congelato da un rinvio promosso non da un qualsivoglia mussoliniano Podestà di turno, ma dal Parlamento della Repubblica che, alle strette, riprendendosi i propri diritti/doveri ha – piaccia o meno – frenato di brutto sulla riorganizzazione in atto, evidentemente non così tanto gradita e condivisa (tre decretazioni d’urgenza, le prime due con fiducia, l’ultima arrestata in corsa).
Questi sono i fatti che la storia ci consegna e, sempre con (non) buona pace del personaggio sopra menzionato, nemmeno Dio può cambiare ciò che è stato (questa sì affermazione del Duce).
Insomma, da dove nasce la presente tirata? Dall’ennesimo anomalo rigurgito, post vagito da insuccesso in culla, del furioso innovatore ante, extra, super-sopra e contra constitutionem, questo:
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Più comodamente riportato per la consultazione del malcapitato lettore …
Giovedì, 27 dicembre 2012 – Province, Patroni Griffi: vera anomalia talune forze politiche
Il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha ragione: la mancata riforma delle Province e soprattutto l’arresto dell’avvio delle Città metropolitane sono un’anomalia e Zingaretti era tra coloro che avevano partecipato costruttivamente al dibattito sulle riforme. Non altrettanto si può dire per altri Presidenti di Provincia e talune forze politiche ben arroccati nella difesa di interessi locali e di un’Italia anacronistica. C’è solo da sperare che il nuovo Governo e il nuovo Parlamento abbiano il coraggio del cambiamento e la capacità di cogliere anche in questo campo l’opportunità di modernizzare il Paese con riforme strutturali.
giovedì 27 dicembre 2012
“… la mancata riforma …“, sul punto, al volo:
- mai una linea univoca e chiara, piuttosto ondivaghe posizioni, sulle funzioni delle Province e sui compiti eventualmente da trasferire ad altri Enti o – persino – agenzie da istituire ex novo (il d.P.C.M. 5 settembre insegna);
- incertezza assoluta sulle risorse, soprattutto, umane (dove sarebbe, per gli Enti Locali, il d.P.C.M. da emanare entro il 31 dicembre 2012, ex articolo 16, comma 8, del D.L. n. 95/2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 135/2012? … la spending, per capirci …);
- fatti salvi i voli pindarici del Ministro Giarda, nessun risparmio certo, tant’è vero che – nonostante la fame di soldi – nulla è stato registrato a bilancio;
- riscrittura dei confini provinciali, senza rispettare e/o tener conto della Costituzione, della Carta europea dell’autonomia locale, delle leggi regionali disciplinanti la modifica delle circoscrizioni provinciali, della stragrande maggioranza delle proposte di riordino, pervenute e non (ossia: Lazio e Calabria).
Trascurando gli sgambetti nel tempo intercorsi (leggasi rinvii del T.A.R. di qui e di là, attese e mancate decisioni della Consulta, previa comunicazione – solo – telefonica), debbo andare avanti con i fatti?
Vogliamo parlare della primigenia Commissione speciale paritetica mista Governo-Regioni-Enti Locali per il rinnovamento delle istituzioni della Repubblica e per il sostegno e la crescita economica, i cui membri, molto probabilmente, ancora disperatamente vagano tra i labirintici e cervellotici ministeriali corridoi (… e non solo corridoi)?
Oppure intendiamo disquisire del futuristico sistema elettorale delle nuove Province?
Preferibilmente a stomaco pieno (almeno in questo per adeguarmi alla condizione preminente degli attuali uscenti tecno-governanti), andrò a dare uno sguardo alla “Agenda Monti“, ma se questa è una riforma, io sono un elefante con le ali e, adesso, vado a sorvolare la Città eterna! Lo spettacolo sarà certamente più edificante e gratificante.
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Soltanto una cosa mi duole: aver sottratto tempo e spazio alla replica, sulle medesime dichiarazioni, resa dal Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani: deve essere letta.
29 dicembre 2012 - Riordino Province, critiche di Cusani al Ministro Patroni Griffi | Il numero uno di via Costa risponde al ministro che ha definito alcuni presidente delle Provincie “ben arroccati nella difesa di interessi locali e di un’Italia anacronistica”
«È bene parlare solo quando si ha qualcosa da dire che perlomeno valga più del silenzio; è sapiente, infatti, chi riesce a parlare senza dire troppo e male. Non è il caso del Ministro Patroni Griffi che a veder naufragare quel “capolavoro” di riordino delle Province proprio non ci sta.
Del resto credere ostinatamente in un progetto non è di per se un male, ma ciò deve valere anche per quei Presidenti delle Province additati come “ben arroccati nella difesa di interessi locali e di un’Italia anacronistica”; per noi che siamo, Ministro permettendo, rappresentanti eletti dal Popolo, quello stesso popolo a cui l’art.1 della Costituzione demanda la sovranità, chiamati ad esercitarla nelle forme previste dalla Carta fondamentale.
Noi, presidenti delle Province dell’Italia anacronistica, conosciamo le funzioni delle Province, le abbiamo esercitate e vissute nell’interesse dei nostri cittadini, ai quali il Ministro voleva forzosamente espropriarne l’identità, la cultura, le tradizioni. Ci siamo opposti credendo nella essenzialità di un ente di area vasta, al contrario del Ministro, troppo lontano dalla gente e lontano da realtà che costituiscono l’asse portante delle politiche provinciali, fra le quali non si è voluta fare alcuna differenza.
Tra queste c’è chi ha lavorato poco e male, ma molte si sono contraddistinte per solidità ed efficienza amministrativa; fra queste c’è la Provincia di Latina che lo ha fatto combattendo gli sprechi, valorizzando i territori e le loro potenzialità; creato reti istituzionali virtuose per contrastare la crisi, generato sistemi di collaborazione con i comuni più piccoli; prodotto politiche sociali a contrastare il disagio, la precarietà, l’abbrutimento morale di chi è stato più duramente colpito dalla crisi. Per questo mi sono battuto. L’ho fatto non a difesa di privilegi o prebende, come si lascia surrettiziamente credere alla gente, ma per salvaguardare, oltre alla storia e la identità locale, che da sempre caratterizza l’Italia che esportiamo nel mondo, un presidio istituzionale indispensabile alla ripresa del Paese. Resto infatti convinto che le autonomie locali devono dar luogo ad un sistema in cui le ragioni dell’efficienza amministrativa si coniughino con le ragioni della rappresentanza e della partecipazione.
Ci deve essere un equilibrio tra queste due istanze: non tutti gli enti “servono” alla partecipazione, non tutti i livelli di partecipazione sono compatibili con l’efficienza. Ma è dai Comuni e soprattutto dalle Province che occorrerà ripartire.»
Armando Cusani
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Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Alla prossima.
Paolo

























Mitico Cusani, l’anomalia non è la mancata riforma, ma un governo di TECNICI che è incostituzionale e se lo son inventati solo in Italia, e ogni volta che arrivavano loro, lacrime e sangue ma il debito pubblico aumentava perchè i Ministeri non si toccano mai! Rimembro il Dottor Sottile aljas Giuliano Amato con la sua TASSA SUI CONTI CORRENTI AL 6 PER MILLE, ISI, TAGLIO DELLA REVERSIBILITA’ AI SUPERSTITI CIOE’ PENSIONE NON ALL’80 MA AL 60%, TAGLIO DELLA PENSIONE MINIMA CON CONIUGE SUPERSTITE CHE HA LA SFIGA DI AVER POCO PIU’ DEL DOPPIO DEL MINIMO DELLA REVERSIBILITA’ DEL CONIUGE defunto , CIOE’ CONTRIBUTIVO PIENO, E LO DICO PERCHE’ Mia madre per 20 euro da vedova ha versato per integrare anni di lavoro e a caro prezzo per avere 480 euro e ne ha 70 Lordi! Capito? Basta coi tecnici che affamano l’Italia. Monti ci ha ucciso del tutto , il debito è aumentato dei 76 mld di euro, quando doveva scendere di 40 all’anno! Perciò arrivino i politici e firmino una carta, “chi manda a sfacelo il paese, paghi col suo partito di tasca sua, e non sia ricandidabile a vita!”
Commento di Lara Sturba (Altro che Maya, l'apocalisse è stata Monti Fornero e co.) — gennaio 1, 2013 @ 12:38
Da parte del ministro, un commento che si potrebbe definire tecnico ed istituzionale! Il 27 dicembre, nel pieno delle festività Natalizie, alle ore 6.35, non aveva altro da fare?
Commento di Alessandro Maramotti — gennaio 3, 2013 @ 15:54