Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare.

aprile 18, 2014

Cassandra – Province, ANPCI: “Non è così che si risolvono i problemi o si riducono le spese”

Ancona, 18 aprile 2014

Regione Autonoma Valle d'Aosta

A.N.P.C.I. - Associazione Nazionale Piccoli Comuni d'Italia

ANSA (Regione Autonoma Valle d’Aosta)7 aprile 2014Province: Anpci, non si riducono così le spese

ANSA (Regione Autonoma Valle d'Aosta) - 7 aprile 2014 - Province: Anpci, non si riducono così le spese

 

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aprile 17, 2014

Pastiglie Valda – Le Province? Potenziamole!

Ancona, 17 aprile 2014

Enzo Boschi

Potenziamo le Province: aboliamo le Regioni costosissime, inutili, piene di burocrati prepotenti

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“Fallimento del federalismo fiscale e del ‘partito dei sindaci’” (Luigi Oliveri)

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Ancona, 17 aprile 2014

rilievoaiaceblogliveri - Luigi Oliveri

8 marzo 2014 - fallimento del #federalismo fiscale e del “partito dei #sindaci” #PA #riforme

a cura del Dott. Luigi Oliveri, Dirigente Coordinatore dell’Area Servizi alla Persona e alla Comunità della Provincia di Verona

Il fallimento di un’impresa o di un modello gestionale dovrebbero comportare la responsabilità di chi le ha cagionate, le scuse e il divieto, per costoro, di continuare a ricoprire funzioni e cariche attraverso le quali reiterare i danni già prodotti.

Questo accade dove il senso di responsabilità è sentito prima ancora di una previsione di responsabilità fissata dalle leggi e, ancora, dove sia possibile attingere ad informazioni corrette, complete, non demagogiche.

Dunque, non accade in Italia, Paese nel quale il fallimento assoluto del “federalismo”, quello “fiscale” in particolare e del “partito dei sindaci” è all’evidenza dei fatti, ma viene taciuto o mistificato. Tanto che nell’attuale Governo a presiederlo c’è un sindaco e a presidiarlo una folta rappresentanza di esponenti dell’Anci, (associazione nazionale dei comuni). Non a caso, questo Governo, come i due precedenti, già molto sensibili al tema, mentre esaltano i comuni e contro il federalismo e le regioni non spendono una parola, limitandosi ad ipotizzare maquillage al Titolo V della Costituzione, hanno scatenato una campagna contro le province, al solo scopo di dare l’impressione ai cittadini poco informati che sia con tale scelta possibile rimediare agli sfaceli che il federalismo fiscale ed il partito dei sindaci hanno prodotto.

Sentendo la campana degli Stella&Rizzo e, soprattutto, del Governo, sembra che il sol dell’avvenire sia tutto nelle mani dei sindaci e che sarà solo il loro illuminato operare a poterci trarre dalle paludi in cui la finanza e la crisi internazionali ci hanno impantanato.

Basti guardare cosa è scritto nella relazione illustrativa del ddl Delrio sulle province: “A questo scopo tutto il disegno di legge è segnato dalla volontà di fare dei sindaci e dei presidenti delle unioni di comuni la classe politica di base del governo locale e quindi anche, in una misura non piccola, del nostro ordinamento democratico e costituzionale.

Una classe politica, quella costituita dai sindaci e dai presidenti delle unioni, sulla quale si fa poggiare non solo l’amministrazione comunale in senso proprio, ma anche l’intera organizzazione territoriale di area vasta, nel caso delle province, nonché l’istituzionalizzazione di un ente di governo metropolitano quale nuovo livello di governo destinato a dare finalmente al Paese uno strumento di governo delle aree metropolitane flessibile, dalle ampie e robuste competenze di coordinamento e di programmazione, in grado di essere motore di sviluppo per tutto il nostro sistema economico e produttivo, capace di inserire le aree più produttive della nostra realtà nella grande rete delle città nel mondo e, soprattutto, dell’Unione europea e dei suoi programmi di sviluppo.

Tutto questo fa dunque dei sindaci e della classe politica comunale molto di più del tessuto connettivo sul quale poggia la democrazia locale, fondamento e forza di ogni democrazia, come Tocqueville ci ha insegnato.

Nella prospettiva di questo disegno di legge, infatti, essa si configura come la parte della classe politica e dirigente del Paese che, proprio per la sua capacità di essere espressione della base delle nostre comunità ma anche di guardare all’interesse di queste in una prospettiva più ampia, può diventare il tessuto forte sul quale rifondare la fiducia dei cittadini nella politica e nel suo insostituibile ruolo di guida”.

Ebbene, la Corte dei conti, per l’ennesima volta smentisce drasticamente Delrio (lo ha già fatto per ben due volte in merito agli inesistenti risparmi derivanti dall’eliminazione delle province) e la mistificazione del “partito dei sindaci” come moderno stuolo di salvatori della Patria. Lo fa, per voce delle Sezioni Riunite, nell’impietosa relazione svolta in sede di audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, “Attuazione e prospettive del federalismo fiscale” del 6 marzo 2014.

La magistratura contabile grida che il re è nudo, anche se in troppi non vogliono accorgersene.

Il “federalismo fiscale”, araba fenice di questi 14 anni trascorsi dalla sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione, è una disfatta senza possibilità di appello.

Scopo decantato della “valorizzazione delle autonomie” e del federalismo fiscale, ricorda la Corte dei conti, era “da un lato, l’obiettivo di un aumento dell’efficienza, rendendo gli amministratori locali responsabili di fronte ai cittadini, posti nella condizione di valutare la corrispondenza fra quantità e qualità dei servizi ricevuti e imposte pagate; dall’altro gli strumenti su cui tale modello poggiava, incentrati sullo scambio fra taglio dei trasferimenti statali e riconoscimento agli enti decentrati di un’articolata autonomia impositiva; da un altro lato ancora, un equilibrato processo di transizione al federalismo, in un contesto garantito da un vincolo di invarianza della pressione fiscale complessiva”.

Ma, di tutto questo non se n’è fatto assolutamente nulla. Perché si realizzasse questa velleità lo Stato avrebbe dovuto rinunciare a svolgere proprie funzioni e competenze, dismettendole e demandandole agli enti decentrati, passando loro personale, risorse e riducendo, simmetricamente, la propria imposizione fiscale, per lasciarla non solo immutata, ma consentirne la riduzione, grazie all’efficienza che si sarebbe determinata con i governi locali.

Infatti, spiega la Corte dei conti “i risultati conseguiti sono stati diversi: non solo non si trovano tracce di compensazione fra fisco centrale e fisco locale, ma, anzi, di pari passo con l’attuazione del federalismo fiscale, si è registrata una significativa accelerazione sia delle entrate di competenza degli enti territoriali sia di quelle dell’amministrazione centrale. Le prime, in particolare, nell’arco di un ventennio hanno consolidato una performance (Grafico 1) che si segnala per un balzo di quasi cinque punti in termini reali, con un incremento dell’ordine del 130 per cento. La forza trainante sulla pressione fiscale complessiva, cresciuta dal 38 per cento al 44 per cento, appare imputabile per oltre i 4/5 alla dinamica delle entrate locali”.

Dunque, l’incremento della pressione fiscale è dovuto a due fattori:

  1. lo Stato non ha minimamente inteso rinunciare alle entrate delle proprie strutture, nonostante il d.lgs 112/1998 gli avesse imposto di attribuire a regioni, province e comune centinaia di funzioni, che, invece, ha sminuzzato e tenuto ancora in parte per sé, creando sfarinature e non traslazioni di competenze;
  2. regioni e comuni in particolare hanno incrementato a dismisura le loro entrate fiscali, come dimostra inequivocabilmente la Corte dei conti, anche andando oltre alla necessità di fare fronte ai tagli di trasferimenti statali.

Insomma, il federalismo fiscale è stato fonte di incremento della pressione fiscale e della spesa, senza assicurare nessun aumento di efficienza e di razionalizzazione. Lo abbiamo scritto anche la settimana scorsa: secondo le rilevazioni Istat sui conti consuntivi dei comuni dal 2002 al 2011, le entrate fiscali sono passate da 22 a 33 miliardi, un incremento del 50%, per effetto del quale i comuni non hanno abbassato per nulla la propria spesa, assestata, sempre secondo i dati Istat, sugli 82 miliardi.

Un rifiuto assoluto di contribuire al risanamento dello Stato. Mentre le province che si vogliono abolire, magari obtorto collo, nello stesso lasso di tempo hanno ridotto spesa ed entrate da 14 a 10 miliardi di euro.

Osserva ancora la Corte dei conti che il dissennato federalismo fiscale:

a)                  implica “lo Stato centrale che taglia i trasferimenti ma lascia invariato il prelievo di sua competenza; gli enti territoriali che, per sopperire ai tagli dei trasferimenti, aumentano le aliquote dei propri tributi, a volte anche più dell’occorrente”;

b)                 sembra “far emergere, insomma, una sorta di “regola distorsiva”, in virtù della quale i territori con redditi medi più bassi, espressione di economie più in affanno, sono penalizzati da una pressione fiscale locale più elevata”.

Dunque, le amministrazioni territoriali hanno contribuito non a migliorare, bensì a peggiorare lo stato dell’economia e della vita dei propri territori.

Queste responsabilità vanno ascritte in toto a regioni e comuni. Non è una difesa d’ufficio delle province, ma la constatazione che la parte del leone, il 90% della manovra della spesa e delle entrate nei territori è in mano a questi organi, che il Governo e i media non voglio toccare.

Non si può, numeri alla mano, non pensare che chi induce a ritenere l’abolizione delle province il rimedio a questi mali sia in mala fede.

La Corte dei conti spiega che presso le amministrazioni locali, che per volume di spesa e quantità sono comuni e regioni si annidano debiti nascosti, in quanto “si è venuto aggravando il fenomeno negativo di amministrazioni pubbliche che, impegnate ad esporre bilanci formalmente in ordine, hanno consentito una lievitazione anomala di debiti occulti e ritardi crescenti nella regolazione delle transazioni con le imprese fornitrici di beni e servizi”.

Insomma, vi sono impegni di spesa di competenza fondati su previsioni di entrata inventate. Continua la Corte dei conti: “in molti casi, invece, siamo di fronte a somme impegnate creando spazi fittizi di competenza grazie alla sopravvalutazione delle previsioni di entrata e della abnorme dilatazione della massa dei residui attivi […]. Ne sono esempi diffusi le somme relative a introiti per multe nei Comuni, o i finanziamenti che si prevede di ricevere dallo Stato o dai fondi europei nel caso delle Regioni”.

Il sistema locale dei comuni e delle regioni, pertanto, potrebbe ancora riservare più che sgradite sorprese in merito all’indebitamento che, molto verosimilmente, è di molto maggiore di quello ufficialmente stimato, per effetto di un modo di gestire ed amministrare che è anni luce lontano da quello propagandato ad arte.

Un’altra bomba a tempo è quelle delle partecipate, per il 99% di proprietà e gestite dai comuni e dalle regioni. La Corte dei conti prende atto che questo decennio “ha visto crescere il ricorso a forme societarie degli Enti locali quale strumento di flessibilizzazione della gestione. Si tratta di soggetti, per la maggior parte, non considerati tra le amministrazioni pubbliche e, quindi, non inclusi nel conto delle amministrazioni locali. Come è emerso dall’attività di controllo delle Sezioni regionali, di frequente il ricorso a tali soggetti ha consentito la messa in atto di forme di elusione del Patto di stabilità, l’aggiramento di vincoli all’indebitamento, comportando situazioni che pongono a rischio l’equilibrio finanziario dell’ente fino a poterne provocare il dissesto”.

I sindaci e le regioni hanno potuto far fiorire questi frutti amari grazie ad un terreno di coltura culturale favorevole ad una concezione patologica del federalismo, come elemento disgregante e non unificante di una Nazione e dei suoi apparati e su una fiducia, che i fatti dimostrano essere mal riposta, sulla “responsabilità politica” degli amministratori. La quale ha anche determinato, simmetricamente all’incremento delle competenze e della tassazione locale, la sostanziale eliminazione di ogni controllo esterno preventivo, consentendo gli sconquassi che ora vengono osservati.

E ancora oggi la sentenza 39/2014 della Corte costituzionale che accoglie i ricorsi della regione Friuli sul d.. 174/2012 in tema di rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria delle Regioni e sui controlli sui gruppi consiliari dei consigli regionali dimostra che siamo all’interno di un quadro ordinamentale ed una cultura giuridica fallimentari senza via d’uscita, anche perché le idee che vengono presentate per il “rilancio” del Paese non portano a nessuna svolta e sono portate avanti proprio da forti protagonisti del fallimento, che oggi siedono al Governo.

Luigi Oliveri

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aprile 16, 2014

Un appello rivolto all’Europa inascoltata: datemi “indicazioni e/o suggerimenti al fine di poter adire le migliori e più idonee vie affinché gli impegni internazionali assunti dallo Stato italiano possano trovare rispetto e tutela”

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Ancona, 16 aprile 2014

Ecco il testo della e-mail inviata l’8 aprile scorso alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa. Per chi fosse interessato:

  • a mezzo posta elettronica, rappresentanza[DOT]strasburgo[AT]esteri[DOT]it;
  • con il più classico telefono, +33388602088 (dall’Italia; “chiedere della Segreteria dell’Ambasciatore“, la nota a margine dei miei appunti);
  • a mezzo fax, +33388614783 (sempre dall’Italia).

La stessa è stata (ricevuta e) smistata al competente ufficio il giorno seguente la trasmissione, almeno stando a quanto riferitomi telefonicamente da Strasburgo.

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Macerata, 8 aprile 2014

 

Spettabile Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa

 

Facendo seguito al cortese colloquio telefonico intercorso, mi permetto di rappresentare e sottoporre loro quanto segue. Dalla data odierna è entrata in vigore la Legge n. 56 del 7 aprile 2014, recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni” (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 81 del 07/04/2014), il c.d. DDL Delrio “svuota-Province”, che andrà a dispiegare i suoi effetti sul sistema delle Autonomie Locali (Province, istituende Città metropolitane, Comuni, Unioni e fusioni di Comuni).

A parere dello scrivente e, soprattutto, di numerosi costituzionalisti auditi nel corso dell’iter parlamentare del provvedimento (Commissioni Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica), tale norma contravviene e confligge con il dettato ed i principi della Carta Europea dell’Autonomia Locale (in particolare, ma non solo, l’articolo 3 comma 2 della stessa), ratificata integralmente con Legge della Repubblica Italiana n. 439 del 30 dicembre 1989.

Viepiù, ai sensi dell’articolo 117 comma 1 della Costituzione Italiana, il Legislatore è tenuto al “rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali” assunti.
Sebbene l’Italia non attribuisca efficacia diretta alla CEAL (3 ottobre 2013, “Gli enti intermedi in Europa e la Carta europea delle Autonomie locali”, relazione del Prof. Francesco Merloni), per il dettato costituzionale testé richiamato, questa acquisisce valore giuridico e, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale, assume la connotazione di norma interposta, di rango giuridico superiore rispetto alla legge ordinaria, qual è la summenzionata Legge n. 56/2014 (Corte Costituzionale, sentenza n. 348 e n. 349 del 2007).

Quanto sostenuto trova peraltro integrale conferma ed accoglimento nella raccomandazione n. 337/2013, adottata dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali a seguito della visita di monitoraggio su “La democrazia locale e regionale in Italia“, tenutasi dal 4 al 6 dicembre 2012, tesa a “valutare il rispetto da parte dell’Italia di quanto sancito dalla Carta europea dell’autonomia locale e raccogliere informazioni sulla riforma delle Province” (Il Sole 24 ORE, 30 novembre 2012, “La riforma delle Province al vaglio del Consiglio d’Europa”); successivamente oggetto di presentazione e discussione nel corso della 24a Sessione del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa (Strasburgo, 19-21 marzo 2013).
 
Orbene, ricordato che la Repubblica Italiana, nelle vesti di Stato fondatore, aderisce al Consiglio d’Europa sin dal 5 maggio 1949 e altresì assunto che:

  • nessun pregio o rilievo è stato riconosciuto a quanto sopra esposto dall’attuale Legislatore italiano;
  • le Province, a seguito dell’entrata in vigore della Legge n. 56/2014, vengono trasformate (involute) in enti ad elezione indiretta o enti di secondo grado (altresì leggasi, enti di secondo livello), così deprivando milioni di cittadini del diritto di voto (ovvero del suffragio universale, libero e diretto), in piena contraddizione con i contenuti del Report CG(24)8PROV del 19 marzo 2013 (“Il Congresso constata tuttavia con rammarico … che il principio dell’elezione diretta degli organi provinciali è rimesso in discussione, con l’introduzione di elezioni indirette per le province, nell’ambito della riforma attuale (Articolo 3.2 della Carta)“);

chiedo loro indicazioni e/o suggerimenti al fine di per poter adire, anche in sede europea, come cittadino della Repubblica, le migliori e più idonee vie affinché gli impegni internazionali assunti e i principi acquisiti dallo Stato italiano, quali fondanti e costituenti la nostra democrazia (locale), possano trovare rispetto e tutela, nell’eventualità attraverso il Commissario per i Diritti Umani ovvero la Corte dei Diritti Umani del Consiglio d’Europa.

Spero vorranno perdonare la prolissità dell’esposizione, ma tanto sentivo di dover rendere per cercare di inquadrare il contesto generale di riferimento.

Ringraziando per l’attenzione prestata, resto a disposizione per qualsivoglia utile integrazione o chiarimento.
Confidando di ricevere riscontro alla presente, porgo deferenti saluti.

Paolo Tognetti
[con ogni riferimento per essere raggiunto]

 

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A ciò alludo quando mi riferisco alle attività che, necessariamente, si accompagnano con il blog e, insieme a questo, quasi diventano macigno inamovibile se non supportate da una coralità, coordinata e costante, nell’impegno come nell’azione.

Saranno pie illusioni e cocenti disillusioni, sarà tutto inutile e completamente fuori bersaglio. Forse.

Poteva essere fatto meglio, più sintetico o più accuratamente argomentato (magari ipotizzando una violazione degli articoli 3 e 48 della Costituzione italiana). Senza ombra di dubbio.

Almeno posso dire di aver tentato, per qualcosa che credo più importante del singolo e solo mio.

Paolo

aprile 15, 2014

Pastiglie Valda – Rito pagano propiziatorio o pratica vudù dissacratoria?

Ancona, 15 aprile 2014

Luigi Oliveri

"La riforma delle #province è solo una sorta di rito pagano propiziatorio. Non serve, anzi è solo dannosa così come nel ddl Delrio" (Luigi Oliveri)

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aprile 14, 2014

Riordino delle Province: il pasticcio sulla permanenza in carica dei consigli provinciali e la nota interpretativa del Ministero dell’Interno

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Ancona, 14 aprile 2014

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ALTALEX - Quotidiano di informazione giuridica. Avvocati e giuristi, legali e magistrati, diritto e fisco

11 aprile 2014Riordino Province: il pasticcio sulla permanenza in carica dei consigli provinciali, a cura del Dott. Luigi Spadone

La pubblicazione in G.U. e l’entrata in vigore della Legge 56/2014Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, meglio nota come DDL Delrio, pone fin da subito un grosso punto interrogativo sulla sopravvivenza dei consigli provinciali attualmente in carica.

Il pasticcio nasce dalla formulazione del comma 82: “nel caso di cui al comma 79, lettera a), il presidente della provincia in carica alla data di entrata in vigore della presente legge … assumendo anche le funzioni del consiglio provinciale”. Secondo una lettura letterale della norma, infatti, assumendo il presidente le funzioni consiliari alla data di entrata in vigore della legge (cioè l’8 aprile, giorno successivo alla pubblicazione secondo quanto disposto dal comma 151 del testo legislativo) il consiglio risulterebbe quindi decaduto con una scelta discutibile da un punto di vista costituzionale, andandosi a far decadere anticipatamente un organo eletto dal popolo.

La Camera, muovendo dal richiamo al comma 79, lettera a), secondo cui l’elezione del nuovo consiglio provinciale è indetta entro il 30 settembre 2014 per le province i cui organi scadono per fine mandato nel 2014, al fine di porre rimedio alla lettera della legge ha approvato due ordini del giorno che impegnano il Governo “a fornire adeguati chiarimenti sulla conferma della scadenza naturale del mandato degli amministratori in carica” e “a dare adeguata informazione ai presidenti delle province che la scadenza naturale dei mandati elettorali degli organi provinciali attuali, corrisponda al giorno della proclamazione degli eletti, e cioè al quinto anno successivo alla tornata elettorale amministrativa di riferimento”.

Questa interpretazione, che potremmo definire costituzionalmente orientata, è fatta propria anche dall’Unione delle Province d’Italia, ma pare scontare alcune perplessità. La prima, la più evidente, è che un ordine del giorno non ha forza di legge, la seconda è che il Governo può emanare propri atti volti alla interpretazione della norma ma non può piegare un testo di legge né fornire interpretazioni autentiche che invece attengono all’organo che ha prodotto l’atto.

Codice Civile | Disposizioni sulla legge in generale (c.d. "preleggi") - Articolo 12, "Interpretazione della legge"Secondo l’art. 12 delle c.d. preleggi al Codice Civile “nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore: potrebbe quindi ricorrersi all’interpretazione logica in luogo di quella letterale, ma risulta tuttavia abbastanza difficoltoso desumere le intenzioni del legislatore in un testo che, per la parte che rileva, ha visto continui mutamenti in sede di discussione in commissione ed è stato poi emendato dal Governo ponendovi la fiducia.

Si potrebbero porre questioni costituzionali, come si è accennato. Tuttavia una norma, pur incostituzionale, produce i propri effetti fintanto che la Consulta non ne pronunci l’incostituzionalità.

Ma si potrebbero anche, per converso, sollevare serie perplessità su interpretazioni non letterali o su atti governativi volti a suffragare una interpretazione logica del testo Delrio.

Del resto l’unico significato attribuibile al richiamo al comma 79 lettera a) non può che essere limitato ai soli consigli che siano in scadenza, divenendo le altre ricostruzioni dal significato più ampio dei non sensi. Una interpretazione diversa renderebbe senza significato la locuzione ”alla data di entrata in vigore della presente legge” mentre, come noto, un testo di legge va sempre interpretato dando una utilità, un senso e un significato alle parole ivi contenute.

Insomma, l’incertezza interpretativa regna sovrana e la questione non è di poco conto: molti consigli sono in questi giorni alle prese con l’approvazione dei bilanci di previsione e molti consiglieri impegnati nell’autenticazione delle firme in vista delle imminenti amministrative.

Qualora si propendesse per l’interpretazione letterale del comma 82 occorrerebbe poi chiedersi cosa ne sarebbe degli atti posti in essere dal consiglio formalmente decaduto che continuasse invece ad operare. Parrebbe doversi concludere che gli atti compiuti siano legittimi fintanto che il Consiglio non venga sciolto con un intervento esterno che potrebbe essere quello prefettizio.

L’impressione è che, mancando poco alla scadenza naturale dei mandati, il Governo fornirà una interpretazione logica così che i consigli attuali possano continuare ad operare. Non essendovi nessuno ad avere un interesse a sollevare il problema verranno fatti salvi gli atti compiuti.

Luigi Spadone

[Rispetto al testo originale, per comodità di lettura, sono stati evidenziati in grassetto alcuni passaggi chiave dell'elaborato.]

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Nota in calce e ringraziamenti

Attingo da “DDL Delrio svuota-Province: il rush finale alla Camera dei Deputati (alcuni strumenti per assistere in diretta – AGGIORNATO)” per una brevissima considerazione.

Breve quanto inderogabile; utile – spero – per comprendere in che mani è oggi la Repubblica.

Un estratto dal resoconto stenografico (definitivo e ufficiale) della Seduta n. 203 di mercoledì 2 aprile 2014 (intervento del deputato Gianclaudio Bressa (PD), prima relatore del c.d. “DDL Delrio”, poi sottosegretario al Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie e lo Sport, l’uomo della svista miracolo-clamorosa sull’allora articolo 16, per opportuna memoria):

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Resoconti dell’Assemblea – Resoconto stenografico (definitivo) – Seduta n. 203 di mercoledì 2 aprile 2014 | Intervento Bressa Gianclaudio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri (52)

“Per quanto riguarda, poi, una cosa che sembra tormentare il collega Pilozzi, ma che è completamente destituita di ogni fondamento proprio perché c’è la lettera b) del comma 79, si capisce che le province che scadono nel 2015 e nel 2016 vanno a scadenza naturale in quanto c’è una norma precisa che regolamenta la successione dei presidenti di queste province con le procedure che sono definite per legge. Quindi, da questo punto di vista deve essere chiaro che non c’è nessun dubbio interpretativo, non c’è nessuna fine anticipata per nessuna assemblea elettiva. Questa non è un’interpretazione del Governo nella mia persona, questa è l’interpretazione che il Ministero dell’interno dà in base a lettura coordinata di quelle che sono le leggi che regolano attualmente l’ordinamento delle autonomie locali nella nostra Repubblica.
Questo dovevo dirlo, questo dovevo farlo nelle forme in cui l’ho fatto, perché non deve esserci alcun equivoco, equivoco che è stato sollevato in sede di ovvia, naturale e legittima polemica politica, ma che non può trasformarsi, una polemica politica, in un’interpretazione di una legge che, invece, è chiara e non soggetta a nessun equivoco interpretativo.”

Gianclaudio Bressa

[Rispetto al testo originale tratto dallo stenografico in corso di seduta, sono stati evidenziati - in grassetto e amaranto - alcuni passaggi ritenuti di particolare interesse.]

Soffermiamoci su:

“Questa non è un’interpretazione del Governo nella mia persona, questa è l’interpretazione che il Ministero dell’interno dà in base a lettura coordinata di quelle che sono le leggi che regolano attualmente l’ordinamento delle autonomie locali nella nostra Repubblica.”

Onde evitare qualsivoglia dubbio o ipotesi d’alterazione, segue l’estratto audio/video dell’intervento.

Fonte: Repubblica Italiana – Camera dei DeputatiCamera WebTV
Camera dei Deputati – XVII Legislatura – AULA | Seduta n. 203 di mercoledì 2 aprile 2014 – VIDEO Camera WebTV (Estratto intervento Sottosegretario Gianclaudio Bressa)
Camera dei Deputati – XVII Legislatura – AULA | Seduta n. 203 di mercoledì 2 aprile 2014 – VIDEO Camera WebTV (INTEGRALE)
Avviso legale: Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – Avviso legale

Ora, poiché le parole hanno un senso e “quando è evidente, è evidente“, affermare che “questa è l’interpretazione che il Ministero dell’interno dà” lascia poco spazio all’immaginazione, almeno per i profani come il sottoscritto.

“Il Sottosegretario deve avere in mano una pezza d’appoggio, un qualcosa, una dichiarazione, una nota – protocollata e datata – proveniente dal Ministero dell’Interno”, questo ho ingenuamente pensato e, immediatamente, ricercato in ogni dove e sede governativa.

Ingenuamente, poiché dal Ministero dell’Interno, alla data del 2 aprile e almeno risalendo fino a venerdì scorso (11 aprile), nessuna nota interpretativa sul punto era stata diramata dal competente ufficio.

Peraltro questo trova fondamento in alcuni ordini del giorno approvati nella seduta del 3 aprile scorso. Da “XVII Legislatura: gli ultimi giorni della democrazia provinciale nei documenti ufficiali della Camera dei Deputati (con prima nota di lettura UPI)“:

Ordini del giorno che impegnano il Governo:

  • a fornire adeguati chiarimenti sulla conferma della scadenza naturale del mandato degli amministratori in carica.
    9/1542-B/2. (Testo modificato nel corso della seduta) Fucci, Distaso, Marti. [PDF]
  • a dare adeguata informazione ai presidenti delle province che la scadenza naturale dei mandati elettorali degli organi provinciali attuali, corrisponda al giorno della proclamazione degli eletti, e cioè al quinto anno successivo alla tornata elettorale amministrativa di riferimento.
    9/1542-B/7. (Testo modificato nel corso della seduta) Cimbro, Fregolent, D’Ottavio, Cenni. [PDF]
  • a dare adeguate informazioni ai presidenti delle province che la scadenza naturale dei mandati elettorali degli organi provinciali attuali, corrisponda al giorno della proclamazione degli eletti, e cioè al quinto anno successivo alla tornata elettorale amministrativa di riferimento.
    9/1542-B/18. (Testo modificato nel corso della seduta) Castiello, Sarro, Russo. [PDF]
  • a dare adeguata informativa ai presidenti delle province che la scadenza naturale dei mandati elettorali degli organi provinciali attuali, corrisponda alla scadenza del quinto anno dalla proclamazione degli eletti.
    9/1542-B/31. (Testo modificato nel corso della seduta) Caparini. [PDF]

Cercate delucidazioni sull’incongruenza rilevata, ho ricevuto questa spiegazione dall’Ufficio Legislativo di un gruppo parlamentare: “un’interpretazione della norma può essere legittimamente e correttamente resa solo quando il testo della stessa è divenuto legge, prima non avrebbe ragion d’essere”.

Spero di aver riportato quanto più fedelmente possibile il senso.

Plausibile e corretto, concordo.

Molto sommessamente, però, chiedo:

per quale motivo il Sottosegretario di cui sopra ha avvertito dunque la necessità di mentire così spudoratamente in Aula?

In altri termini:

perché il Sottosegretario ha mistificato, alterandola, la realtà, dando a credere che “questa è l’interpretazione che il Ministero dell’interno dà“, se il Ministero a quella data non aveva reso alcuna interpretazione?

Siamo alla (pre)veggenza o (pre)potenza interpretativa?

La prova schiacciante è nella nota davvero e da ultimo diramata dal Ministero dell’Interno, datata e protocollata solo il 12 aprile 2014, dieci giorni dopo la sparata del Sottosegretario.

Ministero dell'Interno | Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali - 12 aprile 2014 - Art. 1, comma 82, legge Delrio - "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni dei comuni" (nota protocollo n. 0005883 del 12/04/2014)

Ministero dell’Interno | Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – 12 aprile 2014 – Art. 1, comma 82, legge Delrio – “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni dei comuni” (nota protocollo n. 0005883 del 12/04/2014)

Purtroppo, pur avendo le parole un senso logico, compiuto e inalterabile a piacimento, non altrettante conseguenze, sul piano politico e della responsabilità politica, si riconoscono ai proferitori delle stesse.

Anzi!

Un particolare e personale ringraziamento:

  • all’autore dell’elaborato presentato in testa, Dott. Luigi Spadone, sia per averne concesso l’autorizzazione alla (ri)pubblicazione, sia per la pregevole, impeccabile ricostruzione dei fatti;
  • ad una immancabile, insostituibile preziosissima fonte di sempre che non cito esplicitamente solo per proteggerla da … occhi indiscreti!

Paolo

XVII Legislatura: gli ultimi giorni della democrazia provinciale nei documenti ufficiali della Camera dei Deputati (con prima nota di lettura UPI)

Archiviato in: Città Metropolitane, Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni, U.P.I. - Unione delle Province d'Italia — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 12:30

Ancona, 14 aprile 2014

 

Repubblica Italiana - Camera dei Deputati

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Atto Camera 1542-B | Disegno di legge: S. 1212 – “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni(approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (1542-B)

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

Camera dei Deputati – Temi dell’attività Parlamentare – Interventi su province, città metropolitane e unioni di comuni

♦ ♦ ♦ ♦ ♦
I resoconti stenografici

(more…)

Province, Città metropolitane e (unioni, fusioni di) Comuni: la “tabella di marcia” della Legge n. 56/2014 sotto la lente del Senato

Archiviato in: Città Metropolitane, Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti, Novità e informazioni — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 06:30

Ancona, 14 aprile 2014

Senato della Repubblica | Dossier di documentazioneServizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento – XVII Legislatura – Aprile 2014 – Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44

 

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Le scadenze in tabella (estratto)

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44 [Tabella n. 1]

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44 [Tabella n. 2]

 

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44 [Tabella n. 3]

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44 [Tabella n. 4]

Senato della Repubblica | Dossier di documentazione - Servizio per la qualità degli atti normativi | Lente di ingrandimento - XVII Legislatura - Aprile 2014 - Adempimenti previsti dalla legge 7 aprile 2014, n. 56: Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni | ZOOM n. 44 [Tabella n. 5]

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Per il materiale qui (ri)pubblicato, ancora una volta, grazie di cuore ai miei suggeritori, anzi ad una delle mie più care suggeritrici.

A riprova, se necessario, che da soli è ben difficile fare e fare per il meglio.

Paolo

aprile 13, 2014

La Lanterna (di Paul Revere) | Seconda edizione – Uscita n. 82 – Dal 6 aprile al 12 aprile 2014

Archiviato in: La Lanterna — Paolo Tognetti @ 15:30

Ancona, 13 aprile 2014

La Lanterna | Seconda edizione - Uscita n. 82 - Cosa ci stavamo per perdere e abbiamo ripescato all’ultimo minuto (dis)utile

La Lanterna (di Paul Revere) | Seconda edizione - Uscita n. 82 - Dal 6 aprile al 12 aprile 2014

Cliccare sull’immagine per sfogliare gli articoli selezionati.

 

La Lanterna (di Paul Revere) | Seconda edizione – Uscita n. 82 – Dal 6 aprile al 12 aprile 2014

La Lanterna (di Paul Revere) | Seconda edizione – Uscita n. 82 – Dal 6 aprile al 12 aprile 2014 (elenco collegamenti agli articoli selezionati)

 

Fonti:

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Ulteriori notizie ed aggiornamenti dalla pagina Facebook del blog

Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare. | Province d'Italia - Profilo Facebook

Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare. | Province d’Italia – Profilo Facebook

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Notizie di servizio: pubblicazione arretrati (commenti, articoli) e una “nuova lanterna” … all’insegna della provvisorietà

Ancona, 13 aprile 2014

Fermo restando quanto già espresso in “Dalle Province d’Italia alle nuove province: “… non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo …”“, alcune brevissime note.

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Pubblicazione arretrati

Al più presto provvederò alla pubblicazione dei commenti purtroppo ad oggi ancora in coda di moderazione e di alcuni articoli rimasti in canna a causa dell’approvazione del c.d. “svuota-Province”. Mi scuso dell’inconveniente; posso assicurare che non è stata malavoglia.

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Provvisorietà in attesa del passaggio di testimone (?)

Non è escluso che questo sito possa sopravvivere alla mia persona, almeno in termini di personale quotidiana presenza. Lo vorrei fortemente e, in questo senso, ho invitato una serie di contatti a valutare la possibilità di prendere in mano le redini del blog.

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La “nuova lanterna”

Scoperto nel corso della settimana il servizio BridgeURL, ho pensato di sfruttarlo per recuperare uno spazio, forse, di una qualche utilità: “La Lanterna (di Paul Revere)“, ora alla seconda edizione.

BridgeURLLa novità de “La Laterna (di Paul Revere) | Seconda edizione” può essere essenzialmente così riassunta: al posto dell’elenco di articoli e titoli ordinati per data, vi sarà un unico collegamento che, aprendo una nuova finestra, permetterà di sfogliare la rassegna selezionata. L’immagine che segue costituisce una esemplificazione di quanto scritto.

La Lanterna (di Paul Revere) | Seconda edizione – Uscita n. 82 – Dal 6 aprile al 12 aprile 2014

Più facile da usare, piuttosto che raccontare.

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Null’altro, per ora.

Buona domenica.

Paolo

aprile 12, 2014

ADUC, Città metropolitane: sono di nuovo le Province! Perché “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, in peggio …

Ancona, 12 aprile 2014

ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori

28 marzo 2014Aree (Città) Metropolitane: sono di nuovo le Province!

Abolire le Province per farle rinascere come Aree (Città) Metropolitane. E’, in sostanza, questa la proposta del Governo per la istituzione delle Aree Metropolitane.

Cosa chiedono i cittadini dalle Aree Metropolitane e dalla abolizione delle Province? Un governo del territorio efficiente ed efficace.

Cosa prevede la proposta governativa? Città Metropolitane che di fatto sono Province con poteri indeboliti.

Il nuovo ente, infatti, secondo la proposta di legge, è sostanzialmente governato dai Sindaci dell’Area, con funzioni analoghe a quelle delle Province: pianificazione territoriale di puro coordinamento, infrastrutture interne e servizi di mobilità, ambiente, rete scolastica.

Sembra che i nostri governanti abbiano adottato il principio del padre della Chimica, Antoine-Laurent Lavoisier: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

In peggio.

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«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.»

Antoine-Laurent Lavoisier

"Antoine-Laurent Lavoisier" da Wikipedia, l'enciclopedia libera

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aprile 11, 2014

Cassandra – Province, il ratto delle competenze (continuo e continua): lo strappo di Caserta sul TPL

Ancona, 11 aprile 2014

Provincia di Caserta

22 marzo 2014Trasporto Pubblico Locale: la Provincia di Caserta non parteciperà alle sedute del comitato di indirizzo e monitoraggio dei servizi di TPL

Amministrazione provinciale di CasertaLa Provincia di Caserta non parteciperà più alle riunioni del comitato di indirizzo e monitoraggio dei servizi di Tpl (Trasporto pubblico locale) istituito dalla Regione Campania. Questo il messaggio contenuto nella missiva inviata dal presidente dell’Ente di Corso Trieste, Domenico Zinzi, e dall’assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni Mancino, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ai presidenti delle altre Province campane e al direttore generale per la mobilità della Regione Campania.

La decisione trova motivazione nella totale sottrazione delle competenze di amministrazione attiva in materia di trasporto pubblico locale in capo alle Province della Campania operata sul piano normativo dalla legge regionale n. 5 del 2013. Nella nota si legge che “appare irrazionale l’attribuzione di una mera facoltà (tra l’altro non compiutamente determinata) di concorso ad attività di pianificazione e programmazione di servizi che non si accompagni alla possibilità di incidere, in modo concreto, sull’assetto organizzativo e sul concreto svolgimento degli stessi“.

Poiché le attribuzioni sono state interamente attratte e centralizzate a livello regionale – prosegue la lettera della Provincia – pare coerente che tutte le scelte relative al Tpl abbiano un unico centro di imputazione, con conseguente assunzione delle relative responsabilità, senza surrettizi tentativi finalizzati alla realizzazione di una condivisione, meramente formale e priva di ogni contenuto sostanziale, di decisioni assunte in altri sedi“.

Resta fermo – conclude la nota – che l’atteggiamento della Provincia muterebbe di segno qualora la Regione, anche alla luce dei numerosi contenziosi giurisdizionali tuttora pendenti, ritenesse di recuperare un ruolo effettivo, nell’ambito del Tpl, alle Province“.

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Cassandra – Provincia di Lucca: un mutuo da circa 1,2 milioni di euro per la “messa in sicurezza” di viabilità e territorio

Ancona, 11 aprile 2014

Nonostante alle Province piova, del peggio, addosso di tutto …

Paolo

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Provincia di LuccaComunicati stampaAmministrazione provinciale di Lucca - Comunicati stampa (RSS)

11 marzo 2014VIABILITÀ E DIFESA DEL SUOLO: ok dalla giunta ad interventi per 1,2 milioni di euro per ripristino strade colpite da frane e smottamenti di gennaio

Provincia di LuccaGrazie alla contrazione di un mutuo di circa 1,2 milioni di euro, la Provincia di Lucca provvederà alla messa in sicurezza e al ripristino delle viabilità provinciali maggiormente danneggiate dalle frane e dagli smottamenti di gennaio. La giunta di Palazzo Ducale, infatti, ha approvato nel corso della seduta odierna (11 marzo) i progetti esecutivi di 4 interventi importanti sulle strade provinciali della Valle del Serchio e dell’Alta Versilia a cui si aggiungono le opere di salvaguardia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua lungo la viabilità della Valfegana, nel territorio comunale di Bagni di Lucca. In questo caso si tratta dell’approvazione del progetto proposto dall’Unione dei comuni della Mediavalle del Serchio.
“Si tratta di strade fondamentali – sottolinea l’assessore provinciale alla protezione civile Diego Santi – per il collegamento a centri abitati e a numerose frazioni del territorio montano. Arterie di nostra competenza che, se interrotte, creerebbero forti disagi ai cittadini così come del resto è accaduto in occasione della chiusura causata dalle frane dei mesi scorsi”.   Il finanziamento ottenuto si aggiunge allo stanziamento di 1 milione e 230 mila euro che la Provincia ha erogato nei mesi scorsi per gli interventi di ripristino a seguito delle frane di ottobre 2013, nonché ai 530mila euro di risorse proprie anticipate dall’ente per far fronte alle emergenze che si sono verificate a gennaio a causa del maltempo.
Ecco, di seguito, i dettagli e gli importi degli interventi principali.  

Strada provinciale n. 9 “di Marina” in località Iacco, nel comune di Stazzema.   Si tratta dell’intervento più delicato ed importante (per i danni causati) tra quelli approvati oggi dalla giunta provinciale. La frana che interessa la strada provinciale n. 9, infatti, si estende per circa 70 metri e l’arteria – attualmente aperta a senso unico alternato – rappresenta un collegamento fondamentale dell’Alta Versilia. Il dissesto idrogeologico del bivio per Iacco, in frazione Ruosina, era già noto ai tecnici provinciali e il maltempo di gennaio ha finito per aggravare la situazione con la corsia a valle della strada che risulta lesionata e avvallata. La Provincia ha deciso di procedere per lotti funzionali, dando priorità alla riduzione dei rischi mantenendo per quanto possibile aperta la strada. Contemporaneamente alla definizione di massima delle opere sul versante, continueranno le indagini di approfondimento geologico durante i lavori del primo lotto. L’importo delle opere ammonta ad oltre 650mila euro.

Strada provinciale n. 56 di Valfegana, Tereglio (Coreglia A.). Per “riparare” la frana abbattutasi in località Pontebussato, la Provincia ha predisposto un progetto che prevede il consolidamento del corpo stradale mediante una palificata di contenimento lunga 40 metri. Pali e tiranti saranno collegati a un cordolo di cemento armato. L’opera – che non altererà la preesistente morfologia – sarà completata da interventi di miglioramento di regimazione delle acque superficiali per evitare il ristagno. La strada rappresenta il principale collegamento viario tra la fondovalle (sr 445 della Garfagnana) e le frazioni della Valfegana e raggiunge il valico di Foce a Giovo, una volta utilizzato per il collegamento tra i territori provinciali di Lucca e Modena. L’investimento previsto dalla Provincia è di 200mila euro.  

Strada provinciale n. 41 di Molazzana, in località ‘Cinghialodromo’ (Molazzana). L’arteria è stata particolarmente danneggiata a causa delle piogge del 17 gennaio che hanno prodotto crepe e abbassamenti della sede stradale. Dal punto di vista tecnico l’intervento è simile a quello previsto per la strada di Valfegana. La sp 41 rappresenta il principale collegamento tra la fondovalle (sp Calavorno-Campia) e l’abitato di Molazzana e alle sue frazioni. L’importo dei lavori in questo caso è di 150mila euro.

Strada provinciale n. 48 di Villa Collemandina e Corfino in località Magnano (Villa Collemandina). Gli interventi previsti dall’ufficio tecnico della Provincia prevedono l’arginamento del movimento del ponte interessato dalla frana attraverso un muro di sostegno in cemento armato, l’installazione di micropali ad elevata capacità portante integrati con tiranti in barre di acciaio. La frana sarà inoltre bloccata grazie alla realizzazione di una scogliera di massi di pietra ciclopici alla base della scarpata e al fianco del letto del torrente. Sarà migliorato il deflusso delle acque e ripristinato il cordolo su cui è ancorata la barriera stradale sostituita nelle parti danneggiate. L’investimento previsto è di 200 mila euro.

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aprile 10, 2014

“Stai sereno: quel che è fatto è reso”, l’Assessore Anna Romei (Pisa) scrive a Matteo Renzi e staff

Ancona, 10 aprile 2014

Lettera aperta inviata da Anna Romei, Assessore al lavoro, formazione, welfare, associazionismo e terzo settore, pari opportunità della Provincia di Pisa, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, in data 26 marzo 2014.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

Caro Matteo, sta sereno, avrebbe detto la mia nonna, perché vedrai che quel che è fatto è reso.

Non mi riferisco soltanto al come ti sei avvicendato a Letta, ma al modo sprezzante, ingeneroso e privo di rispetto col quale tratti delle Province e dei suoi Amministratori.

Io sono un’assessora della Provincia di Pisa e dico BASTA.

È insopportabile sentirsi trattare da malfattori, da ladri di indennità, da persone inutili che finalmente “sentono il profumo del tornare a lavorare”, che possono essere mandate via a calci perché non hanno prodotto niente.

Non sto discutendo sulla necessità di rivedere, riformare, riorganizzare il territorio, sto denunciando il modo offensivo e ipocrita con cui tutto questo viene fatto da te, dal tuo staff, dal partito per ignavia e trasversalmente anche dagli altri.

Chiedo a te che sei stato anche Presidente della Provincia di Firenze, ma che razza di Presidente sei stato, che lavoro hai fatto, se quello che fai emergere delle attività delle Province è il nulla? Probabilmente avendo usato quell’esperienza solo come il vero trampolino di lancio della tua carriera politica non puoi averne buona memoria e ti regoli di conseguenza.

Chiedo a te che sei anche il Segretario di quello che, ancora per oggi, è il mio Partito, non dovresti riconoscere e rispettare il lavoro politico e amministrativo dei tanti Amministratori che come me lo hanno fatto provando a migliorare le cose in una situazione data?
Scrivo tutto questo evidenziando che la mia esperienza amministrativa alla Provincia di Pisa, sarebbe terminata con questo mio secondo mandato, non sto, quindi, difendendo o rimpiangendo niente di personale, sto difendendo la dignità del lavoro di questi anni mio e di molti miei colleghi.

Torno al mio lavoro, quello che forse mi farà avere la pensione, con la consapevolezza che una forte passione politica e un grande impegno civile, non potranno essere spente né da Te col tuo modo di fare, né dal nuovo corso del Partito, perché sono parte di me, della mia storia, della mia vita.

Ma come diceva la mia nonna, quel che è fatto è reso, dunque sta sereno, perché è scritto nella storia degli uomini, che sicuramente qualcuno nel tempo ti tratterà allo stesso modo, col quale stai trattando noi.

Anna Romei, Assessore della Provincia di Pisa con con delega al lavoro, formazione, welfare, associazionismo e terzo settore, pari opportunità

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“Le province nel Disegno di legge A.C. 1542-B”, a cura del Dott. Daniele Trabucco (per Federalismi.it)

Archiviato in: Città Metropolitane, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 07:15

Ancona, 10 aprile 2014

Federalismi.it - Rivista di diritto pubblico italiano, comunitario e comparato (direttore: Prof. Beniamino Caravita di Toritto)2 aprile 2014Le province nel Disegno di legge A.C. 1542-B“, a cura del Dott. Daniele Trabucco (Assegnista di ricerca post-dottorato in Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova)

Sommario

  1. Una lettura coordinata del disegno di legge formale A.C. n. 1542-B con il disegno di legge costituzionale A.C. n. 1543
  2. Illegittimità costituzionale della trasformazione delle Province in enti locali territoriali con rappresentanza di secondo livello
  3. Il nodo delle funzioni
  4. Il favor per le Province montane
  5. Il disegno di legge A. C. n. 1542-B tra future prospettive e novità istituzionali

Il tema della riforma delle Province e dell’istituzione delle Città metropolitane ha suscitato in questi ultimi anni un interesse sempre più crescente da parte della dottrina costituzionalistica ed amministrativistica. Il disegno di legge formale, A.C. n. 1542-B, ritornato a Palazzo di Montecitorio dopo l’approvazione al Senato della Repubblica del maxi-emendamento presentato dal Governo (sostitutivo del disegno di legge A.S. n. 1212) sul quale era stata posta la questione di fiducia, costituisce, assieme al disegno di legge costituzionale A.C. n. 1543 (ed ora alla proposta di riforma del bicameralismo perfetto e del Titolo V presentata dal Governo Renzi), la traduzione de iure condendo dell’obiettivo di abolizione delle Province e riordino dei livelli amministrativi annuciato dall’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta,  il 29 aprile 2013 alla Camera dei Deputati nel corso del discorso programmatico sulla fiducia. (continua …)

Federalismi.it - 2 aprile 2014 - "Le province nel Disegno di legge A.C. 1542-B", a cura del Dott. Daniele Trabucco (Assegnista di ricerca post-dottorato in Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Padova)

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aprile 9, 2014

“Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito: le Province sono davvero inutili?”, di Marco Ravera

Ancona, 9 aprile 2014

Forse, in altri termini: quando una lezione non si impara mai, perché non vi è alcun tornaconto personale immediato – almeno s’immagina – nel confronto e, quindi, nell’apprendimento.

Paolo

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“Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito: le Province sono davvero inutili?”, di Marco Ravera (Segretario provinciale Rifondazione Comunista)

Savona, 30 luglio 2012

Rifondazione ComunistaOggi è il compleanno del Presidente della Provincia di Savona e l’occasione mi è utile per fare una riflessione sulle province. Non sul giudizio dell’amministrazione guidata da Angelo Vaccarezza, che per me sarebbe impietoso, ma sul ruolo dell’ente.

Da qualche tempo, in nome della necessità di ridurre i “costi della politica”, ha preso vigore l’idea di abolire le Province come enti locali, di ridefinirle, di modificarle. Ma è davvero una buona idea? Naturalmente non basta l’argomento che le Province costano. Tutte le istituzioni costano, le dittature costano di meno! Il problema è se servono.

Se è vero che si era pensato all’abolizione delle Province dopo la creazione delle Regioni è altrettanto vero che nel corso degli anni le loro funzioni sono andate crescendo. Nella legge del 1990 sulle autonomie locali e nel testo unico del 2000 la Provincia è definita come l’”ente locale intermedio tra Comune e Regione”, che “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo”.

Tra le funzioni delle Province vi sono quelle riguardanti vaste aree intercomunali o l’intero territorio provinciale, nei settori della difesa del suolo, della difesa dell’ambiente, dei trasporti, dello smaltimento dei rifiuti, dell’istruzione secondaria. Senza dimenticare le funzioni di programmazione a partire dal Piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio. Queste competenze potrebbero essere trasferite alle Regioni, ai comuni, a nuovi enti, ma si risparmierebbe solo l’elezione di presidenti e di consigli perché il personale, giustamente, non può diminuire.

Ha senso una modifica di questo tipo? Per me no e risponde solo alla retorica dell’antipolitica. Semmai ragioniamo sulle spinte localistiche che hanno portato alla formazione di 8 nuove province tra il 1992 e il 2000, e altre 7 successivamente. Pensiamo alle 8 in Sardegna, alla BAT (Barletta, Andria, Trani), a quella di Monza e della Brianza.

Come per le circoscrizioni anche in questa fase ho avuto l’impressione che anziché andare a colpire i veri sprechi (penso ai manager pubblici o alle società che seguono le cosidette “grandi opere”) si scelgano dei capri espiatori che, grazie ad una sapiente campagna denigratoria, diventano facilmente “sacrificabili”. Credo, invece, servirebbe nel nostro paese una maggiore capacità nell’affrontare seriamente i problemi senza farsi prendere dalle mode del momento.

Marco Ravera, Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Savona

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aprile 8, 2014

“Il disegno autonomistico disatteso tra contraddizioni e nuovi scenari problematici”, a cura del Prof. Gian Candido De Martin

Archiviato in: Città Metropolitane, Funzioni e organizzazione, Le Amministrazioni provinciali italiane, Normativa, pubblicazioni scientifiche e relativi commenti — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 12:30

Ancona, 8 aprile 2014

Amministrazione in Cammino - Un laboratorio formativo e sperimentale

31 marzo 2014Il disegno autonomistico disatteso tra contraddizioni e nuovi scenari problematici“, a cura del Prof. Gian Candido De Martin

Sommario

  1. Interrogativi pendenti in tema di autonomie
  2. Qualche elemento di analisi sulla finta autonomia degli enti territoriali
  3. Il dilagante neocentralismo della “legislazione della crisi”
  4. Le crescenti distorsioni e la carente effettività dei principi autonomistici
  5. Le ambiguità delle proposte di riforma in discussione
  6. I principali problemi di costituzionalità del ddl 1212/13
  7. Le condizioni per una effettiva attuazione e un coerente completamento del disegno autonomistico

31 marzo 2014 - "Il disegno autonomistico disatteso tra contraddizioni e nuovi scenari problematici", a cura del Prof. Gian Candido De Martin

[...]

6. I principali problemi di costituzionalità del ddl 1212/13

“Da quanto considerato emergono, a vario titolo, ragioni di forte perplessità sulla costituzionalità del ddl in esame, non solo per il forte ridimensionamento del ruolo e delle funzioni delle province, ma soprattutto per la loro degradazione a enti di secondo grado, con organi eletti dai sindaci dei comuni ricompresi nel territorio e non direttamente dai cittadini della comunità provinciale. E’ una prospettiva che appare in contrasto, tra l’altro, sia col combinato disposto dell’art. 48 e del primo comma dell’VIII disp. trans. e fin. della Cost., dai quali si ricava la necessità di un ruolo diretto dei cittadini elettori anche per la formazione degli organi delle amministrazioni provinciali, sia con l’art. 3, secondo comma, della Carta europea dell’autonomia locale, che prevede espressamente organi rappresentativi eletti direttamente anche per le istituzioni territoriali di secondo livello.
Si tratta di perplessità certo non trascurabili, che dovrebbero quindi suggerire di non dar corso ad un disegno di trasformazione radicale della fisionomia istituzionale delle province e di deminutio della democrazia locale, asse portante della Repubblica, facendo venir meno quel rapporto politico tra rappresentanti e rappresentati che dovrebbe caratterizzare tutte le istituzioni autonome previste dall’art. 114 Cost., assicurando un’effettiva capacità di operare scelte di cui rispondere agli elettori.

A voler tacere, poi, dei rischi di inefficienza gestionale e di sostanziale irresponsabilità che deriverebbero da una gestione di importanti funzioni di area vasta affidate ad assemblee e organi non in grado di occuparsi in modo continuativo ed effettivo della realtà provinciale (a parte la gratuità dei loro incarichi).
Tutte questioni che vanno di massima ribadite anche a proposito degli organi previsti dal ddl 1212 per il governo delle città metropolitane, istituite al posto delle province nel medesimo ambito territoriale (a parte l’eventuale richiesta di un terzo dei comuni di non farne parte). Gli organi metropolitani sarebbero infatti assai deboli rispetto alle funzioni assai importanti che dovrebbero gestire, fortemente condizionati dai comuni ricompresi, soprattutto dal comune capoluogo, che finirebbe per svolgere un ruolo determinante e assorbente (accentuato dalla automatica identificazione del sindaco del capoluogo come sindaco metropolitano), mentre la ragion d’essere delle città metropolitane dovrebbe portare proprio ad un riequilibrio nei rapporti tra capoluogo e comuni contigui nelle decisioni unitarie o di comune interesse, salvaguardando al tempo stesso il necessario ruolo di prossimità dei municipi, in cui dovrebbe essere suddiviso il comune capoluogo.
Quanto infine alle previsioni del ddl in ordine alle unioni di comuni, ci si limita qui a sottolineare che – se va sostanzialmente condivisa, come già accennato, la soluzione della obbligatorietà di unioni polifunzionali dei piccoli comuni (sotto i 5000 abitanti, ridotti a 3000 nelle zone montane), in modo da realizzare un “comune di comuni” che assicuri gestioni associate più efficienti in grado di rendere non solo virtuale ma effettiva l’autonomia riconosciuta anche ai piccoli comuni (ferma restando l’utilità di meccanismi di incentivazione per la loro fusione) – due osservazioni appaiono comunque necessarie dal punto di vista del sistema e della democrazia locale. Da un lato per sottolineare che manca del tutto la previsione di una dimensione territoriale o demografica massima delle unioni, che dovrebbero servire a concretare e rafforzare l’autonomia dei comuni, con funzioni e servizi di prossimità, evitando però una loro trasformazione in enti di area vasta mascherati, che surrogherebbero quindi di fatto le province, perdendo però la loro (necessaria) veste di enti (associativi) di primo livello. Dall’altro, per mettere in discussione la debolezza strutturale delle unioni, anche sul piano degli organi esecutivi (a parte anche qui il nodo della gratuità degli incarichi), che finisce per depotenziare proprio il forte ruolo gestionale che dovrebbe essere svolto da queste nuove forme di organizzazione associata dei piccoli comuni, le quali dovrebbero diventare per molti versi il baricentro della nuova amministrazione di primo livello nelle realtà locali più frammentate.”

[...]

Gian Candido De Martin

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PubblicalOra – Il Consiglio di Stato smentisce il TAR Liguria: causa difetto d’interesse del ricorrente (per astratta aspirazione al ripristino della legalità), le incostituzionali “norme Monti” non influiscono sul commissariamento della Provincia di Genova

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Ancona, 8 aprile 2014

Precedenti in breve
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L’arrivo a Roma con inevitabile (contro-)riforma

Giustizia Amministrativa – CONSIGLIO di STATO

 

Giustizia Amministrativa

NUOVO SITO DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Giustizia Amministrativa – Consiglio di Stato – Roma

(Sezione Terza)

Sentenza (breve) REG.PROV.COLL. n. 01643/2014 (REG.RIC. n. 01882/2014)

Giustizia Amministrativa - Consiglio di Stato (Sezione Terza) - Roma - Sentenza (breve) REG.PROV.COLL. n. 01643/2014 (REG.RIC. n. 01882/2014)

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La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ai sensi degli artt. 38 e 60 c.p.a.
sul ricorso numero di registro generale 1882 del 2014, proposto da:
Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;

contro

Angelo Spanò, rappresentato e difeso dall’Avv. Federico Tedeschini e dall’Avv. Daniele Granara, con domicilio eletto presso lo stesso Avv. Federico Tedeschini in Roma, Largo Messico, n. 7;

nei confronti di

Giuseppe Piero Fossati, Carmine Battista;

per la riforma

della sentenza breve del T.A.R. LIGURIA – GENOVA: SEZIONE II n. 00295/2014, resa tra le parti, concernente lo scioglimento del Consiglio provinciale di Genova e nomina del commissario straordinario disposto con d.P.R. 9 maggio 2012

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Angelo Spanò;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2014 il Cons. Massimiliano Noccelli e uditi per le parti l’Avv. Granara e l’Avvocato dello Stato Salvatorelli;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 c.p.a.;

1. Il sig. Angelo Spanò, all’esito delle consultazioni elettorali amministrative del 27 e del 28 maggio 2007, è stato eletto consigliere provinciale della Provincia di Genova e, in tale qualità, ha proposto ricorso avverso il d.P.R. 9.5.2012, che ha disposto lo scioglimento del Consiglio stesso e la contestuale nomina, quale commissario straordinario, del sig. Giuseppe Fossati.

2. Il sig. Spanò ha proposto ricorso, altresì, avverso il decreto prefettizio del 10.5.2012, che ha disposto la nomina di tre sottocommissari prefettizi.

3. In data 18.4.2012 il Presidente della Provincia, Alessandro Repetto, rassegnava le proprie dimissioni anticipatamente rispetto alla scadenza naturale del mandato, che sarebbe intervenuta il 13.6.2012, e tali dimissioni divenivano irrevocabili trascorsi venti giorni, ai sensi dell’art. 53, comma 3, T.U.E.L., in data 8.5.2012.

4. Il commissariamento della Provincia di Genova era disposto ai sensi dell’art. 53, comma 3, del T.U.E.L. e dell’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011, convertito in l. 214/2011, per effetto del quale trovava applicazione l’art. 141 del T.U.E.L.

5. Con il gravato decreto presidenziale veniva nominato commissario straordinario Giuseppe Piero Fossati, “già assessore della Provincia di Genova”, per la “provvisoria gestione dell’ente fino alla elezione dei nuovi organi provinciali a norma di legge” e gli venivano conferiti “i poteri spettanti al consiglio provinciale, alla giunta ed al presidente”.

6. A fondamento del gravame, articolato in numerose censure di illegittimità, anche costituzionale, il ricorrente deduceva che, una volta divenute irrevocabili le dimissioni rassegnate dal Presidente della Provincia, avrebbe dovuto trovare applicazione il procedimento di commissariamento disciplinato dall’art. 141 del d. lgs. 267/2000 anziché quello previsto dall’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2001, convertito in l. 214/2001.

7. Il Ministero dell’Interno, evocato in giudizio, si costituiva insistendo per la declaratoria di improcedibilità del ricorso, perché, in pendenza di lite, era sopravvenuta la sentenza della Corte costituzionale n. 220/2013, che aveva dichiarato incostituzionale l’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011 per violazione dell’art. 77 Cost.

8. Con la sentenza n. 295 del 20.2.2014 il T.A.R. Liguria, preso atto di tale pronuncia, riteneva fondato il ricorso sul rilievo che, relativamente alla vicenda in esame, la declaratoria di incostituzionalità di tale disposizione, posta a fondamento degli atti impugnati, li rendesse illegittimi ed inefficaci, obbligando l’Amministrazione a rimuoverne gli effetti e a rinnovarli secondo le norme vigenti.

9. Avverso tale sentenza ha proposto appello il Ministero dell’Interno, chiedendone, previa sospensione anche mediante misura monocratica, la riforma.

10. Il Ministero appellante, con un primo mezzo di gravame, ha censurato la sentenza per non aver rilevato la carenza di interesse in capo al ricorrente in primo grado e, nel merito, ha lamentato l’erroneità della statuizione annullatoria per aver essa trascurato che il provvedimento impugnato si fondava su due distinti presupposti e, cioè, l’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011 e il medesimo art. 141 T.U.E.L.

11. Con decreto n. 1000 del 6.3.2014 veniva concessa l’invocata tutela monocratica, con conseguente sospensione degli effetti della sentenza impugnata.

11. Si è costituito nel presente grado di giudizio l’appellato, instando per la reiezione dell’avversario gravame.

12. Nella camera di consiglio del 20.3.2014, fissata per l’esame dell’istanza di sospensione, il Collegio, ritenuto di poter decidere la controversia in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 c.p.a., e sentite sul punto le parti, che nulla osservavano, tratteneva la causa in decisione.

13. L’appello è fondato e deve essere accolto.

14. Ritiene il Collegio che sia fondata e assorbente la censura relativa al difetto di interesse in capo al ricorrente in prime cure, sollevata dal Ministero appellante.

15. La relativa eccezione, attenendo ad una condizione dell’azione quale è l’interesse ad agire e, dunque, rilevabile d’ufficio, può essere proposta dalla parte appellante senza incorrere nel divieto dei nova in appello previsto dall’art. 104, comma 1, c.p.a.

14.1. La censura relativa al difetto di interesse, ciò premesso, è fondata sotto un duplice e concorrente profilo.

14.2. Il ricorrente in prime cure, consigliere provinciale della Provincia di Genova, lamenta infatti che sussisterebbe il suo qualificato interesse di consigliere, che ha subìto lo scioglimento e il conseguente commissariamento dell’ente, ad agire affinché tale scioglimento e commissariamento avvengano nel rispetto del principio di legalità (p. 12 della memoria di costituzione in appello).

14.3. “In altri termini – si afferma nell’atto di costituzione dell’odierno appellato – l’interesse dell’esponente non sussiste in ragione della possibilità di tornare a ricoprire la carica di consigliere provinciale di Genova, ma nell’affermare l’applicazione al caso della Provincia di Genova del legittimo procedimento di commissariamento” (p. 12 della memoria di costituzione in appello).

14.4. È evidente che una simile astratta aspirazione al ripristino della legalità violata non può integrare quel concreto interesse ad agire che deve sorreggere la domanda (art. 100 c.p.c.), poiché nessuna utilità, nemmeno di carattere morale, il ricorrente, nella sua qualità di consigliere provinciale, potrebbe ritrarre dall’accoglimento del ricorso, rimanendo comunque provvedimenti intangibili sia lo scioglimento e il commissariamento dell’ente.

14.5. Il consigliere comunale e provinciale è legittimato ad esercitare tutte le azioni connesse al proprio ius ad officium, ma certamente non può esercitare un controllo generalizzato, con funzione paragiurisdizionale, sulla vita dell’ente locale in nome di un astratto principio di legalità, promuovendo così un’inammissibile azione popolare di tipo oggettivo.

14.6. Egli, nell’impugnare gli atti dell’ente, non deve avere solo una posizione qualificata dalle vigenti disposizioni, quale in effetti ha, per la delicatezza delle sue funzioni, nell’ordinamento degli enti locali (art. 43 T.U.E.L.), ma anche differenziata, una posizione, cioè, che gli consenta di ritrarre un’utilità dall’impugnativa in termini di rimozione di un impedimento o di un apprezzabile vantaggio all’esercizio del proprio ufficio e all’espletamento del mandato.

14.7. Solo la lesione diretta ed immediata del diritto all’ufficio del consigliere comunale o provinciale può fare sorgere, quindi, la legitimatio ad agendum o l’interesse personale al ricorso al fine del ripristino della situazione sostanziale lesa, attraverso la rimozione della situazione antigiuridica affidata all’organo giurisdizionale.

14.8. Nulla di tutto questo può verificarsi nel caso di specie, poiché, per ammissione stessa dell’odierno appellato, il commissariamento dell’ente, seppur sulla base di un diverso presupposto normativo, rimarrebbe fermo, con conseguente cessazione definitiva della sua carica di consigliere.

14.9. Se così è, dunque, il ricorso di prime cure, nel censurare lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento dell’ente, era sin dal principio inammissibile per difetto di interesse in capo all’odierno appellato.

15. Si aggiunga a questa considerazione, già di per sé dirimente, che l’impugnato decreto di scioglimento non si fonda solo sulla disposizione dell’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011, convertito nella l. 214/2011, e poi dichiarata incostituzionale, come assume il ricorrente in prime cure, ma anche sull’art. 53, comma 3, del T.U.E.L., essendosi dimesso il Presidente della Provincia prima della scadenza del suo mandato, tanto che – si legge in detto decreto – “ai sensi dell’art. 53, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ricorrono gli estremi per far luogo allo scioglimento della suddetta rappresentanza” e, ancora, si legge nella relazione accompagnatoria del Ministro dell’Interno “configuratasi l’ipotesi dissolutoria, disciplinata dall’art. 53, comma 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è necessario procedere allo scioglimento dell’ente ai sensi del successivo art. 141, comma 1, lettera b), n. 2, contestuale nomina del commissario straordinario”.

15.1. L’invocata applicazione dell’art. 141 T.U.E.L. al provvedimento impugnato, dunque, era già garantita direttamente dal ricorrere della fattispecie di cui all’art. 53, comma 3, del medesimo T.U.E.L., indipendentemente dall’applicazione del contestato e, poi, dichiarato costituzionalmente illegittimo art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011.

15.2. Rimane pertanto del tutto ininfluente e, comunque, inefficace a sostanziare un concreto interesse in capo al ricorrente originario, anche prescindendo da quanto sopra osservato circa la sua posizione di consigliere provinciale, la lamentata distinzione tra commissariamento politico e tecnico, essendo nel caso di specie una simile distinzione, al di là della sua opinabilità, del tutto inappropriata e irrilevante, dato che il provvedimento impugnato è stato adottato per garantire esclusivamente la “continuità amministrativa” dell’ente, come si legge chiaramente nella relazione ministeriale, e il suo “normale funzionamento” fino all’elezione dei nuovi organi.

15.3. Anche per tale profilo, dunque, il ricorso di primo grado è e doveva essere dichiarato del tutto inammissibile per difetto di interesse.

15.4. Ogni ulteriore questione, sollevata dall’appellato in ordine alla declaratoria di incostituzionalità dell’art. 23, comma 20, del d.l. 201/2011 e all’art. 2, comma 1, della l. 119/2013, appare irrilevante, quindi, ai fini del decidere.

16. In conclusione l’appello del Ministero deve essere accolto e la sentenza del T.A.R. Ligure totalmente riformata, con conseguente declaratoria di inammissibilità del ricorso proposto in prime cure.

17. Attesa la particolarità della fattispecie, peraltro, sussistono le ragioni previste dal combinato disposto dell’art. 26 c.p.a. e dell’art. 92, comma secondo, c.p.c. per compensare interamente tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto, in integrale riforma della sentenza impugnata, dichiara inammissibile il ricorso di primo grado.

Compensa interamente tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2014 con l’intervento dei magistrati:

Giuseppe Romeo, Presidente

Michele Corradino, Consigliere

Salvatore Cacace, Consigliere

Vittorio Stelo, Consigliere

Massimiliano Noccelli, Consigliere, Estensore

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Funambolesco

Il mio senso della legalità si sta astraendo.

Paolo

aprile 7, 2014

PubblicalOra – In Gazzetta Ufficiale il DDL Delrio svuota-Province: da domani l’augusto testo sarà legge

Ancona, 7 aprile 2014

Tutto è avvenuto in tarda serata, con il consueto tempismo a senso unico che ha contraddistinto la vicenda Province sin dalle origini.

La già ben rodata filiera istituzionale, a tutti i livelli, ha dato ennesima prova che, quando s’ha da fare, non v’è nulla che possa esistere e resistere, così valutando il DDL Delrio testo privo di qualsivoglia forma di lesione costituzionale.

Ad ogni modo, posso sin d’ora riferire che (almeno) due Regioni hanno informalmente manifestato l’intenzione di ricorrere alla Consulta avverso il provvedimento in parola.

Staremo a vedere.

Paolo

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Repubblica Italiana - Gazzetta Ufficiale

Repubblica Italiana - Gazzetta Ufficiale - Serie GeneraleGazzetta Ufficiale | Serie Generale n. 81 del 07/04/2014

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LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069)

LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069) – PERMALINK (“link permanente” al sito della Gazzetta Ufficiale)

LEGGE 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. (14G00069) - TESTO PDF

Entrata in vigore del provvedimento: 08/04/2014 .

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Dalle Province d’Italia alle nuove province: “… non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo …”

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Ancona, 7 aprile 2014

Se c’è qualcuno, batta un colpo! [Il primo post del blog.]Dopo un po’ di strada insieme percorsa, il cammino si interrompe.

Questo piccolo spazio ha ospitato, e forse ancora per qualche giorno continuerà ad ospitare, schegge che hanno intersecato l’orbita delle Province nell’arco degli ultimi anni. Alcune di queste schegge, quelle notoriamente impazzite, l’altro ieri sono indegnamente ascese allo status di riforme, attraverso il cosiddetto DDL Delrio “svuota-Province”.

Presto o tardi,  i rampolli di nuova democrazia sarebbero riusciti – come hanno fatto – a spiccare il frutto dall’albero, per poi avvelenarlo.

L’abbuffata dei commensali alla tavola dei presunti potenti pro tempore è disgraziatamente appena iniziata.

Almeno personalmente, sin dal principio l’obiettivo non è mai stato quello di “vincere”, avrebbe costituito fastidiosa presunzione. Piuttosto, con un po’ d’immodestia, si è cercato di “convincere”; senz’altro si è tentato di contrapporre all’imbroglio un non inerme silenzio.

In questo senso, quello che dovevo e sentivo di dover fare, l’ho fatto, non sempre al meglio, ma posso garantire senza alcuna riserva, mentale e di energie.

Impregiudicati leale collaborazione e doveroso rispetto dei doveri d’ufficio (pubblico), non resta granché da difendere in un Ente deprivato dell’essenza democratica di cui dovrebbe alimentarsi. Dentro le macerie della mia piccola trincea, considero di essere arrivato, non da solo, alla sconfitta nel modo che s’impone a chi si sforza di risultare degno servitore dello Stato, in tutte le sue espressioni.

Le battaglie possono essere perse, come in questo caso ritengo sia avvenuto. Il come si perdono - e vincono, pur non cambiando l’esito, ad ogni modo qualifica (o squalifica) i combattenti.

In termini di dissenso civile e democratico, a cui un tramandato (mannaggia!) superiore principio di legalità mi impone di restare aderente, ritengo non vi sia più nulla da raccontare o sostenere. Di certo nulla per cui valga la pena spendersi quotidianamente, non tanto per una faccenda di sacrificio personale, ma per le (in)dirette imposizioni fatte subire al piccolo mondo che ancora mi circonda, per lunghi mesi relegato in secondo piano e senz’altro più meritevole di considerazione ed attenzioni rispetto della lorda poltiglia che il futuro riserva, a tutti.

Non intendo unirmi al corteo funebre che accompagnerà le attuali Province verso le nuove province, durante la discesa nel pozzo o fase di transizione che dir si voglia. Dovesse quest’ultima portare o meno all’abolizione costituzionale delle stesse. A questo punto, anzi, la soppressione sarebbe la vera soluzione e liberazione che non condivido e respingo, ma considero l’unica connotabile come “scelta politica“, se posta a confronto con l’odierna insulsa opzione della via di mezzo “in attesa della riforma costituzionale“.

Sarà un disimpegno tutt’altro che facile, sebbene inevitabile.

Tutt’altro che facile sia per la nota conclusione della vicenda sia perché ha costituito la mia vita per anni, dandomi la possibilità di conoscere, girando l’Italia, tante persone. Di molte avrei fatto a meno ed ora potrò fare finalmente a meno, di altre – la minoranza più che qualificata – non posso fare più a meno e a queste, per la vicinanza e l’affetto dimostrato, va il mio ringraziamento più caro.

Purtroppo temo e credo che nella vita sia impossibile non scendere mai a compromessi o a qualche forma di compromesso. Ciò considerato, resta il fatto che, in questo caso, io non intenda proprio imboccare alcuna terza via, non richiesta, non dovuta né desiderata. Comprendo chi, per un frainteso dovere istituzionale, oggi si appresta ad ammorbidire la linea e cercare di mediare sulla stessa. Non è mio interesse, né volontà. Ergo: se questa è oggi la democrazia, di certo io democratico non sono, eppure intendo rimanere nella civile legalità, permettendomi di evitare – quanto più consentito – il purulento verminaio che si sta approntando, ad ogni livello.

E’ tutto uguale, forse meglio, hanno tolto solo gli organi elettivi“, o giù di lì, è un’affermazione che pronunciata da altri personaggi o proveniente da certe sponde politiche, magari quella a cui appartengo, avrebbe fatto sobbalzare i benpensanti di sempre e, addirittura, condotto i carri armati sulle piazze (come in Ungheria ’56), per ristabilire o mantenere – a seconda dello stato d’avanzamento del cancro – il regime presupposto democratico.

Oggi, invece, l’aver compresso la democrazia in cambio del nulla, anzi del peggio, diventa il male minore, quello sopportabile. Si accomodino allora.

Sebbene sia vero che la storia non si cancella, è altrettanto disgraziatamente vero che questa può essere insozzata. In ciò la genia politica contemporanea è pienamente riuscita e ne porta la responsabilità indelebile.

Le Province non sono state abolite. Certo.

Le Province, quale organo costituzionale e costituente la Repubblica, però sono state umiliate, svilite, denaturate. Private di quella pari dignità sancita dall’articolo 114 della Carta fondamentale, perché spogliate della legittimazione democratica e autorità che solo libere elezioni a suffragio universale diretto possono assegnare ad una Istituzione servente il Paese.

La vita è una ruota: oggi sotto la mola hanno macinato la democrazia e le conquiste democratiche operate nel corso di decenni, come se nulla fosse, per ossequiare quell’ambiziosa baldanza di cui il vuoto si riempie.

A tal proposito, varrebbe la pena leggere, nel mio caso terminare di leggere, un’interessante pubblicazione:

Discorso sulla servitù volontaria (Étienne de La Boétie)

“Vedendo questa gente che striscia ai piedi del tiranno talvolta ho pietà della loro stupidità.
Non basta che obbediscano, devono compiacerlo, devono ammazzarsi per i suoi affari.”
(“Discorso sulla servitù volontaria”, Étienne de La Boétie)

E’ stato cancellato, insomma, il principio della partecipazione democratica nel governo dell’Amministrazione provinciale, quale ente esponenziale rappresentativo della Comunità amministrata. In una parola è stata rimossa solo la democrazia.

Ben peggio! Aggiungo. Almeno per chi vuole apprezzare lo stato di diritto e la libertà che altri hanno donato con il sangue.

Lo spegnimento del blog e di tutte le sue promanazioni sarà progressivo e, per ora, non interesserà la pagina Facebook a questo associata.

In tutti i momenti di commiato resta sempre qualcosa di non detto, quest’ultimo post non fa eccezione.

Le lotte portate innanzi col cuore non si interrompo mai, semmai cambiano modo di essere condotte.

Paolo

aprile 6, 2014

La Lanterna (di Paul Revere) – Ultima uscita – Dal 30 marzo al 5 aprile 2014

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Ancona, 6 aprile 2014

La Lanterna - Uscita n. 81 (ultima uscita) - Cosa ci stavamo per perdere e abbiamo ripescato all’ultimo minuto (dis)utile

La Provincia di Varese30 marzo 2014Le province e il Governo che partorì il topolino

la Repubblica30 marzo 2014Grasso: non abolite il Senato. Resti un’assemblea di eletti | Intervista al presidente di Palazzo Madama che contesta la riforma proposta da Renzi: “Non sia un organismo che dia la fiducia, ma che si occupi di leggi costituzionali e etiche” di Liana Milella

la Repubblica30 marzo 2014Senato, Renzi a Grasso: “Non mollo, la musica deve cambiare”. La replica: “Nella bozza troppe contraddizioni” | Il premier replica all’appello lanciato dalla seconda carica dello Stato: “No a status quo, la Camera Alta non sarà più elettiva altrimenti sarebbe una presa in giro”. Ma il presidente di Palazzo Madama si difende: “Non sono né un parruccone ma il primo dei rottamatori”. E avvisa: “I numeri non ci sono”. Serracchiani: “Lui eletto con il Pd, rispetti le decisioni del partito”. Un gruppo di senatori Pd lo appoggia con un documento. Berlusconi: “Non accetteremo testi blindati”

LeccePrima31 marzo 2014Abolizione Provincia, saltano poltrone e servizi: no bipartistan dai consiglieri | “La riforma che si vuole attuare con legge ordinaria – dicono in coro i consiglieri – rappresenta modalità scorretta di introdurre modifiche di assetto costituzionale all’infuori del procedimento di revisione di cui all’articolo 138 della Costituzione”

Gazzetta della Spezia31 marzo 2014Province, Fiasella: “DDL Del Rio lascia molti interrogativi”

La Nazione31 marzo 2014Provincia: beffa per 60 precari | Salta il provvedimento di assunzione. In pre-pensionamento 27 dipendenti

Città della Spezia31 marzo 2014Fiasella: “Riforma Province si porta dietro molti interrogativi” | Il presidente dell’Urpl: “Si sono lasciate le medesime competenze che da qualche anno fanno fatica a gestire a causa dei tagli esagerati sbandierando risparmi non comprovati. Il Governo dove prende le risorse?”. E i precari tremano …

Città della Spezia31 marzo 2014Precari nelle Province, Rossetti: “Attendere approvazione ddl Delrio per capire cosa fare”

Genova24.it31 marzo 2014La Provincia di Genova lascia a casa i precari, vertice in Regione: “Colpiti i più deboli”

Lecce News 24 - 31 marzo 2014Province sì. Le città metropolitane come Bari renderanno periferie tutte le altre

Firenze Post31 marzo 2014Resto in Provincia, gratis, al servizio della gente | Il presidente Andrea Barducci bolla come illogica la scelta del governo di Andrea Barducci

il Quaderno31 marzo 2014Riforma Province, le perplessità della Uil sannita

Wired31 marzo 2014Province, quanto si risparmia davvero | Secondo i dati dell’Upi i 10 miliardi di euro spesi ogni anno finiscono tutti in servizi essenziali, spesso delegati dalle regioni. Il costo per il funzionamento delle 107 amministrazioni, l’unico su cui si potrà tagliare, è di 78 milioni di euro. Anni luce dal miliardo prospettato dal governo di Simone Cosimi

Free News Online31 marzo 2014Brunetta scrive a Napolitano: Province, “Colle intervenga, riforma incostituzionale”

la Repubblica - 31 marzo 2014Camere, province, burocrazia: gli italiani chiedono riforme nel nome della governabilità | La maggioranza non vuole toccare “i principi fondamentali” della Costituzione. Consenso sulla trasformazione del Senato in nome dei tagli alla politica di Ilvo Diamanti

Public Policy - 31 marzo 2014Che succede questa settimana in Parlamento

Governo Italiano | Presidenza del Consiglio dei Ministri31 marzo 2014Consiglio dei Ministri n. 10 (comunicato stampa)

ANSA31 marzo 2014Riforme: Ok Governo a Ddl sul Senato | Ok a riduzione parlamentari, modifica Titolo V e addio al Cnel

Adnkronos31 marzo 2014Riforme: Renzi, con Ddl al Senato no fiducia e no elezione senatori

Linkiesta31 marzo 2014Riforme? Nascono l’Olicrazia e le Camere dei nominati | La riforma di Senato e province? Strategia populista per eliminare qualsiasi disturbo al manovratore di Luca Telese

ASCA31 marzo 2014Riforme: i punti chiave del ddl di revisione costituzionale (SCHEDA)

Regioni.it31 marzo 2014Renzi: il Senato non sarà più elettivo

Regioni.it31 marzo 2014Boschi: al Senato membri non eletti e senza indennità

Regioni.it31 marzo 2014Grasso: Senato sia riformato, non abolito

Regioni.it31 marzo 2014Il profilo delle istituzioni pubbliche attraverso il censimento 2011 – 31.03.2014 (ISTAT)

ItaliaOggi - 31 marzo 2014Boschi: non più di 148 senatori non stipendiati e non eletti

ItaliaOggi31 marzo 2014P.a., in dieci anni persi circa 3.400 istituzioni e 367 mila dipendenti

Rassegna.it31 marzo 2014Statali, retribuzioni sostanzialmente ferme

Lecce News 241 aprile 2014Tutti odiavano le Province e adesso le rimpiangono

AgenParl1 aprile 2014Province: Brunetta scrive a Napolitano, Colle intervenga, riforma incostituzionale

Metronapoli.it1 aprile 2014Province: Napoli, il Consiglio denuncia l’incostituzionalità della riforma Delrio

Public Policy1 aprile 2014Province, M5s lancia allarme su raccolta firme elezioni piccoli comuni

Il Tempo1 aprile 2014Ecco i dirigenti d’oro delle Province | Gli alti funzionari guadagnano fino a 200 mila euro all’anno ma gli uffici hanno poche competenze. E restano le società partecipate di Alberto Di Majo

Quotidiano di Sicilia1 aprile 2014Crocetta “caccia” la donna della riforma delle Province

Freedom24 - 1 aprile 2014Tagli delle province, Salvo Torrisi relatore al Senato

ANSA (Regione Valle d’Aosta)1 aprile 2014Province: Pizzarotti, riforma per adesso è un pasticcio

ANSA (Regione Valle d’Aosta)1 aprile 2014Province: presidente Reggio E., valuteremo dimissioni massa

LeggiOggi.it1 aprile 2014Come cambiano Senato e Titolo V: la riforma del governo Renzi | Abolite province e Cnel, cancellate le materie concorrenti

Regioni.it1 aprile 2014Riforme: il testo del Ddl costituzionale

Regioni.it1 aprile 2014Il “Senato delle Autonomie”

Regioni.it1 aprile 2014Riforme: il comunicato di Palazzo Chigi sul Ddl costituzionale

ItaliaOggi1 aprile 2014Le riforme di Renzi secondo Renzi: il testo del ddl in sintesi

ItaliaOggi1 aprile 2014Ciampi come Napolitano: bicameralismo perfetto? No, Grazie

ItaliaOggi1 aprile 2014Riforma del senato, è partita di Francesco Cerisano

Polisblog.it1 aprile 2014Renzi cambia il Senato e chiude le Province. Vere riforme o populismo pro urne? di Massimo Falcioni

rilievoaiaceblogliveri1 aprile 2014Partito dei #sindaci super star panacea? #PA #Riforme di Luigi Oliveri

LeggiOggi.it - 1 aprile 2014I nuovi consorzi di comuni e il rebus dei tributi | La riforma n. 8 del 24 marzo 2014 non ha sciolto il nodo della potestà impositiva, cioè di chi e come verranno accertati e riscossi i tributi prima di competenza provinciale di Massimo Greco

il Resto del Carlino2 aprile 2014Dipendenti provinciali ‘nervosi’, Ricci: “Nessuno perde il lavoro” | Dopo la trasformazione assemblea preoccupata: “Dio ce la mandi buona”

LeggiOggi.it2 aprile 2014Quanto si risparmia col ddl Delrio? Nulla | Il 27 marzo 2014 è una giornata memorabile per la stampa allineata al Governo Renzi: è, infatti, il giorno dei commenti alla “storica” approvazione del ddl Delrio di riforma delle province di Luigi Oliveri

rilievoaiaceblogliveri2 aprile 2014#Senato #riforme #Renzi Il disastroso ritorno al passato e all’autoritarismo di Luigi Olvieri

ItaliaOggi2 aprile 2014Legislazione concorrente addio di Matteo Barbero

U.P.I. (Unione Province d’Italia) | Pagina Facebook ufficiale3 aprile 2014I giornali titolano “Abolite le ‪Province‬”. Evidentemente non hanno letto il testo della legge. Che le mantiene tutte. | Province, parte la nuova fase. Saitta: “Adesso al lavoro per fare funzionare le nuove Province”

U.P.I. – Unione Province d’Italia3 aprile 2014Province, parte la nuova fase | Saitta: “Adesso al lavoro per fare funzionare le nuove Province”

LeggiOggi.it3 aprile 2014Il ddl Delrio è legge: come cambiano le Province. Il testo della riforma | Ddl Delrio approvato in via definitiva alla Camera. Tutte le novità di Francesco Maltoni

Public Policy3 aprile 2014Ddl Province, via libera definitivo dall’aula della Camera

Il Fatto Quotidiano3 aprile 2014Riforma Province, sì definitivo della Camera al ddl. Brunetta: “È un golpe” | Il testo è passato a Montecitorio con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Tra le novità contenute nel testo l’istituzione di dieci Città metropolitane, il trasferimento di alcune delle funzioni delle Province a Comuni e Regioni

24Emilia3 aprile 2014La Riforma delle Province è stata approvata alla Camera

Internazionale3 aprile 2014Approvata la legge per la riforma delle province

AgenParl3 aprile 2014Province: Bianconi (FI), oggi è passata l’abolizione della democrazia

Adnkronos3 aprile 2014Addio Province, approvata la legge. Governo incassa sì della Camera

Corriere della Sera3 aprile 2014Addio Province, l’abolizione è legge Forza Italia protesta in Aula: “Golpe” | Via libera definitivo della Camera al disegno di legge Delrio. Ira di Brunetta

Il Sole 24 ORE3 aprile 2014Addio alle vecchie Province, è legge il Ddl Delrio. Forza Italia: è un golpe

Quotidiano Net - 3 aprile 2014Addio Province: ok definitivo. Fi: “E’ golpe”. Voto di scambio, c’è il sì a pene più leggere

Sì243 aprile 2014Abolite le Province: ecco cosa prevede la legge Delrio/SCHEDA di Maria Teresa Camarda

Genova24.it3 aprile 2014La Camera approva il Ddl Delrio: l’abolizione delle province è legge

il Ciriaco3 aprile 2014Addio Province: meno democrazia più costi. Ente ostaggio dei partiti di Marco Imbimbo

il Giornale3 aprile 2014L’abolizione delle Province è legge | Via libera definitivo alla riforma alla Camera: il ddl Delrio è legge. Brunetta: “Questo è un golpe” di Franco Grilli

Il Foglio.it3 aprile 2014L’Italia dice addio alle province. Il ddl Delrio è legge

l’Unità - 3 aprile 2014Province addio, gazzarra di Forza Italia

Dire3 aprile 2014Province addio, la Camera approva la riforma Delrio

Blitz3 aprile 2014Province addio, 260 sì alla legge che le abolisce. Brunetta: “E’ un golpe” | Contro la legge hanno votato Fi, M5S, lega, Sel e Fdi. Renato Brunetta grida al golpe. Ora le province diventano “enti di area vasta” e di secondo livello, ovvero non ci saranno più elezioni. Al loro posto prendono forma una serie di città metropolitane

Tempi3 aprile 2014Province, la Camera approva “l’abolizione”, che diventa legge di Chiara Rizzo

Giornale di Puglia3 aprile 2014Province: approvato ddl Delrio. Piovono critiche Fi e M5s

Rai News3 aprile 2014Via libera della Camera a ddl Province, ora è legge | La Camera ha approvato il Ddl Delrio sulle province, che così diventa legge. I voti favorevoli sono stati 260, i contrari 158, gli astenuti 7

AlessandriaNews3 aprile 2014Approvato il ddl Delrio, ecco cosa succederà a Province e Comuni | Via libera definitivo della Camera al ddl Delrio che prevede l’abolizione delle province. I “sì” sono stati 260 e 158 i “no”. Ecco in che termini cambieranno le province e i comuni, e cosa saranno le città metropolitane

la Voce del Trentino.it3 aprile 2014Democrazia a rischio a Belluno, e non solo

Funzione Pubblica CGIL3 aprile 2014Enti Locali: legge Delrio passo avanti rispetto a ddl, ma c’è tanto da fare

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014ANSA-SCHEDA / Addio province, nascono le città metropolitane di Teodoro Fulgione e Francesco Bongarrà

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Saitta (Upi), ora al lavoro per farle funzionare

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Saitta (Upi), ora al lavoro per farle funzionare (2)

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Muraro (Upi), pronti a confronto con Anci

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Roma sarà città più popolosa, poi Milano e Napoli

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Fassino (Anci), Comuni al centro prima vera riforma

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Guerra (Anci), inversione tendenza su piccoli comuni

ANSA (Regione Valle d’Aosta) - 3 aprile 2014Città metropolitane: Nicotra (Anci), daranno spinta a crescita

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Nicotra (Anci), ora governo creda in ruolo Comuni

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Comune Milano, finalmente Città metropolitana parte

ANSA (Regione Valle d’Aosta) - 3 aprile 2014Province: Lanzetta, altro passo avanti sulla via delle riforme

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Serracchiani, non è golpe, bene impegno Governo

ANSA (Regione Valle d’Aosta)3 aprile 2014Province: Serracchiani, la mia Regione avanti su stop Province

A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) - 3 aprile 2014Nicotra: “I Comuni perno della Repubblica dicono sì alle riforme” di Veronica Nicotra

Regioni.it3 aprile 2014Il Ddl Delrio “svuotaprovince” diventa legge | Il testo è stato approvato a Montecitorio con 260 sì, 158 no e 7 astenuti

Adnkronos (Regioni.it)3 aprile 2014Province: Enti ‘svuotati’ e organi non eletti dai cittadini, DDL Delrio è legge / Adnkronos = 10 Città metropolitane, effettive dall’1 gennaio 2015

Adnkronos (Regioni.it) - 3 aprile 2014Province: Lanzetta, ora si apre tavolo per attuare DDL Delrio

ASCA (Regioni.it)3 aprile 2014Province: ora cambiano pelle, dal 2015 città metropolitane

Senato della Repubblica (Regioni.it)3 aprile 2014Soppressione Province, incardinato ddl Cost. Lanzillotta, non ancora iniziato l’esame (S131). Senato. 02.04.2014

Altraeconomia3 aprile 2014Province, ecco il taglio | La Camera dei Deputati ha dato il via libera al provvedimento scritto e fortemente voluto dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. Le Province costano l’1,3% della spesa pubblica. Nel cancellarle, il governo non tiene conto di un aggravio di costi per 2 miliardi di Zenone Sovilla

Francesco Palermo (sito personale ufficiale)3 aprile 2014Cosa insegnano le Province

rilievoaiaceblogliveri- 3 aprile 2014#province #bugie #Politica dell’annuncio e metafisica della realtà L’iperuranio della #stampa di regime di Luigi Oliveri

U.P.I. (Unione Province d’Italia)4 aprile 2014Legge riordino Province e istituzione Città metropolitane | Prima nota di lettura e criticità

LeggiOggi.it4 aprile 20143 aprile 2014: cosa resta delle Province italiane e i sindaci superman | Con il ddl Delrio, sono davvero state abolite le Province? Ecco i possibili risparmi e gli effetti amministrativi: per i sindaci in arrivo super lavoro di Francesco Maltoni

Giurdanella.it4 aprile 2014Province. La disciplina transitoria, le norme approvate

Giurdanella.it4 aprile 2014Ecco le nuove Città metropolitane. La guida e le norme

Giurdanella.it4 aprile 2014Unioni di comuni. Le regole e le norme

La Gazzetta degli Enti Locali - 4 aprile 2014Province addio … Il ddl Delrio è legge | Alla Camera 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Riordino competenze in attesa della riforma costituzionale per la soppressione

L’Huffington Post4 aprile 2014Abolizione province, Antonio Saitta: “Macché abolite, rimangono le stesse. L’unica cosa cancellata è il voto” di Andrea Punzo

Provincia di Barletta Andria Trani4 aprile 2014Riordino Province, il commento del Presidente Ventola

FirenzeToday4 aprile 2014Barducci: “Senza Province e Senato meno democrazia” | Il presidente della Provincia di Firenze, intervistato dall’agenzia Dire: “Il risparmio di cui si parla è infimo. A Firenze parliamo di 800 mila euro”. Diventerà un presidente della Provincia a mezzo servizio? “Forse, anche meno …”

Il Giorno Edizione di Sondrio4 aprile 2014Sertori: “Taglio delle Province? Uno sbaglio. Abolito il diritto di voto dei territori” di Susanna Zambon

La Gazzetta di Sondrio4 aprile 2014LA FINE | Per mano di 260 (su 630) deputati scompare LA PROVINCIA. La piangono in pochi, la piangeranno in tanti

AGI4 aprile 2014Ecco cosa cambia con l’abolizione delle province

Corriere della Sera4 aprile 2014Province svuotate, ok alla legge | Ecco cosa cambia in otto punti | Dalle città metropolitane alle assemblee dei sindaci. Forza Italia grida al golpe

Linkiesta4 aprile 2014Province, dopo l’abolizione il problema dei dipendenti | In alcune già avviato il prepensionamento degli anziani, ma senza alcuna staffetta con i più giovani di Andrea Monti

La Voce.info - 4 aprile 2014Ma la provincia è davvero morta? Dipende …

B.A.R.D. (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) - 4 aprile 2014Presentata diffida al Ministro dell’Interno

Public Policy - 4 aprile 2014Province, Pizzetti: ddl Delrio doveva essere approvato per piccoli Comuni

Provincia di Firenze Redazione MET - 4 aprile 2014CITTÀ METROPOLITANE, ANCI: “I TERRITORI IRROMPONO NELLA POLITICA ITALIANA” | A Firenze il convegno promosso da Anci Toscana. Nicotra (ANCI): “Una grande sfida perché pone al centro il ruolo dei comuni e degli amministratori comunali”

Il Sussidiario.net4 aprile 2014TAGLIO PROVINCE / Il giurista: il grande bluff di una legge che aumenta enti e spese di Giulio M. Salerno

USB (Unione Sindacale di Base)4 aprile 2014Appello a Napolitano perché fermi il DDL ammazzaprovince | In allegato l’appello dell’USB P.I. al Presidente

Regioni.it4 aprile 2014Boschi: riforme non più rinviabili

ANSA - 4 aprile 2014P.a: Madia, grande progetto staffetta generazionale | Ragioneria, coperture. Ministro, 80 euro come rinnovo contratto

La Gazzetta di Sondrio5 aprile 2014La nuova legge “ammazza-Province”. Prima lettura | Una serie di cosiddette “criticità” anche sul piano tecnico. Lo dimostra l’UPI. E per quello che ci riguarda non tutto oro è quel che luccica

Latina Quotidiano5 aprile 2014Abolizione Province, bandiera a mezz’asta e fiocco nero: via Costa in lutto

rilievoaiaceblogliveri5 aprile 2014#province #Costituzione il gioco delle 3 carte: spuntano le aree vaste di Luigi Oliveri

rilievoaiaceblogliveri - 5 aprile 2014#riforme Le #bugie di #Renzi e dei suoi sui #parrucconi che le avrebbero impedite di Luigi Oliveri

rilievoaiaceblogliveri5 aprile 2014#Senato delle autonomie solo di nome #riforme di Luigi Oliveri

 

Fonti:

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

Ulteriori notizie ed aggiornamenti dalla pagina Facebook del blog

Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare. | Province d'Italia - Profilo Facebook

Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare. | Province d’Italia – Profilo Facebook

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

La rinnovata democrazia nella XVII Legislatura: chiusa la rassegna stampa della Camera dei Deputati

«La rinnovata democrazia nella XVII Legislatura: chiusa la rassegna stampa della Camera dei Deputati»

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

aprile 5, 2014

Dall’UPI, l’Atlante statistico delle Province d’Italia (Edizione 2011, CUSPI): per conoscere, ricordare e apprezzare la storia e la Repubblica

Archiviato in: Le Amministrazioni provinciali italiane, Novità e informazioni, U.P.I. - Unione delle Province d'Italia — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — Paolo Tognetti @ 10:30

Ancona, 5 aprile 2014

Atlante Statistico delle Province d’Italia – Edizione 2011 (UPICUSPI)

Indice

Presentazione
Introduzione

Parte Prima: Storia e demografia delle Province Italiane

1. Le province italiane dall’Unità d’Italia ai giorni nostri
1.1 Cenni storici
1.2 Dinamiche territoriali: dal Regno d’Italia ai giorni nostri

Parte Seconda: Quarant’anni di trasformazioni strutturali della popolazione nelle Province italiane

2. Quarant’anni di trasformazioni strutturali della popolazione nelle province italiane
2.1 Introduzione
2.2 Le trasformazioni del Censimento dal 1971 all’1/1/2011

Parte Terza: Densità di popolazione, grado di urbanizzazione e montanità delle province italiane

3.1 La densità di popolazione
3.2 Le zone altimetriche: distribuzione dei comuni e distribuzione della popolazione
3.3 Il grado di urbanizzazione: la distribuzione dei comuni e della popolazione
3.4 I territori montani: la distribuzione dei comuni, della popolazione e della superficie

Parte Quarta: I principali indicatori economici

4.1 Il PIL nelle province italiane
4.2 Il commercio estero
4.3 La ricchezza delle famiglie
4.4 Le imprese e le unità locali
4.5 L’agricoltura
4.6 Gli indicatori dell’occupazione

Parte Quinta: Le dotazioni strutturali

5.1 La scuola: iscritti per ordine e provincia, unità scolastiche e numero di classi per gestione
5.2 Il parco veicolare
5.3 Le strutture ricettive nelle province italiane
5.3.1 L’offerta di ricettività alberghiera
5.3.2 Turismo rurale e aziende agrituristiche
5.4 Le strutture sanitarie
5.5 Il sistema distributivo nelle Province: numero di esercizi commerciali al dettaglio
5.5.1 La grande distribuzione: il numero degli esercizi commerciali per tipologie di esercizio: grandi magazzini, supermercati, minimercati, ipermercati

Indice delle tabelle
Indice delle figure
Indice dei grafici

Atlante Statistico delle Province d'Italia - Edizione 2011 (UPI - CUSPI)♦ ♦ ♦ ♦ ♦

aprile 4, 2014

Notizia di servizio: gradimento e condivisione degli articoli pubblicati

Ancona, 4 aprile 2014

A causa di aggiornamenti (o capricci?) della piattaforma ospitante questo spazio, nei giorni scorsi è stata improvvisamente quanto autonomamente modificata la possibilità di esprimere gradimento o dissenso per gli articoli pubblicati.

La questione è in divenire e la soluzione definitiva a venire.

Con un piccolo intervento correttivo, è stato possibile ripresentare, sin dalla prima pagina, la sezione per valutare (nonché condividere) i contenuti offerti.

La Redazione

Province, parte la nuova fase: Saitta, “adesso al lavoro per fare funzionare le nuove Province”

Archiviato in: Città Metropolitane, Le Amministrazioni provinciali italiane, Novità e informazioni, U.P.I. - Unione delle Province d'Italia — Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , — La Redazione @ 08:30

Ancona, 4 aprile 2014

U.P.I. - Unione Province d'Italia

3 aprile 2014Province, parte la nuova fase | Saitta: “Adesso al lavoro per fare funzionare le nuove Province”

“Approvato questo Disegno di Legge, ora l’impegno di tutti dovrà essere quello di fare funzionare le nuove Province e le 10 Città metropolitane, per continuare ad assicurare livelli efficienti di servizi ai cittadini”. Così commenta il Presidente dell’Upi Antonio Saitta l’approvazione della Legge che riordina e riforma le Province e istituisce le Città metropolitane.

“I prossimi mesi i Presidenti delle Province saranno chiamati a gestire una fase davvero importante – sottolinea il Presidente Saitta – perché sarà necessario assicurare il passaggio alla nuova organizzazione in tutte le attuali Province che nasceranno da questa trasformazione, assicurando enti efficienti ai nuovi Sindaci Presidenti di Provincia e ai nuovi Consigli provinciali che saranno eletti tra Sindaci e amministratori comunali in autunno. Una fase delicata che ci vedrà impegnati ad assicurare che la riorganizzazione degli enti non comporti disservizi. I Sindaci che prenderanno il posto dei Presidenti di Provincia avranno poi un ruolo importante, viste le funzioni chiave che, nei diversi passaggi parlamentari, sono state assegnate alle Province: dalla gestione dell’edilizia scolastica alla programmazione della rete scolastica; dalla pianificazione territoriale provinciale di coordinamento alla tutela e valorizzazione dell’ambiente; dalla pianificazione dei servizi di trasporto all’autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, dalla costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale, fino alla raccolta ed elaborazione di dati e assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali. A queste, tipiche delle Province, se ne affiancano di nuove, come il controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e la promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Ma soprattutto, la Legge assegna alle Province l’opportunità di diventare Stazione Unica Appaltante, una richiesta che avevamo avanzato e che, secondo le stime degli economisti, è in grado di produrre grandi risparmi. Se anche le Regioni crederanno in questa riforma, allora avremo la vera semplificazione, perché la legge assegna alle nuove Province l’esercizio di tutte le funzioni oggi impropriamente demandate a società e consorzi. Ci aspettiamo – conclude il Presidente Saitta – che questo avvenga e che con la stessa determinazione usata per cancellare gli organi democraticamente eletti delle Province si proceda a cancellare tutte queste società ed enti strumentali e a riordinare l’organizzazione periferica dello Stato, tagliando quegli uffici e sedi decentrate che non hanno nessun motivo di esistere, se non l’assicurare una poltrona ai grandi burocrati di Stato”.

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

aprile 3, 2014

PubblicalOra – DDL Delrio svuota-Province (AC 1542-B): la Camera approva

Ancona, 3 aprile 2014

 

Repubblica Italiana - Camera dei Deputati

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Atto Camera 1542-B | Disegno di legge: S. 1212 – “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni(approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (1542-B)

• • •
La votazione

Presenti: 425

Votanti: 418

Astenuti: 7

Maggioranza (per l’approvazione): 210

Hanno votato sì (voti favorevoli all’approvazione): 260

Hanno votato no (voti contrari all’approvazione): 158

LA CAMERA APPROVA.

• • •
Resoconto dall’Aula

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Resoconti dell’Assemblea


Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Resoconti dell’Assemblea – Resoconto stenografico (in corso di seduta) – Seduta n. 204 di giovedì 3 aprile 2014

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Resoconti dell’Assemblea – Resoconto sommario (in corso di seduta) – Seduta n. 204 di giovedì 3 aprile 2014

Repubblica Italiana – Camera dei Deputati – XVII Legislatura – Resoconti dell’Assemblea – Resoconto sommario e stenografico – Seduta n. 204 di giovedì 3 aprile 2014 [IN CORSO DI PUBBLICAZIONE]

♦ ♦ ♦ ♦ ♦
Quale testo è stato approvato?

Considerato che:

il testo approvato risulta essere quello già licenziato dal Senato della Repubblica. In alternativa, qui reperibile:

♦ ♦ ♦ ♦ ♦

Il primo ferale assalto alla democrazia è compiuto: hanno sfondato una delle porte secondarie della struttura democratica, spezzando l’anello debole – le Province. Si dirigono ora verso il cuore del sistema, per scombinarne l’assetto democratico.

Imberbi innovatori, intrisi di spregiudicata ambizione e irresponsabile baldanza, ancor peggio sospinti e appoggiati da vecchi soloni, credono di fare il nuovo, invece stanno distruggendo le basi della democrazia, rinnegando ed invertendo i principi fondamentali della Repubblica.

La Redazione

 

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